Bio e Natura

Un futuro tutto italiano per la canapa agroindustriale

Oggi non è più necessaria alcuna autorizzazione per la semina di varietà di canapa certificate con contenuto di THC al massimo dello 0,2%. Gli unici obblighi rimasti al coltivatore sono quello di conservare i cartellini della semente certificata acquistata per un periodo non inferiore a dodici mesi e la conservazione delle fatture di acquisto della semente

16 dicembre 2016 | Marcello Ortenzi

Una legge storica sulla canapa per usi industriali ha ottenuto finalmente pieno riconoscimento anche in Italia. Dopo due anni di attesa, il testo di legge “Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa” approvato in Parlamento, attende solo la pubblicazione in gazzetta ufficiale per l’entrata in vigore. Sono circa 2.500 ettari in Italia già coltivati da agricoltori coraggiosi che aspettavano da tempo questa normativa. Il 5 dicembre presso l’Accademia dei Georgofili, il direttore dell’Accademia Carlo Chiostri ha introdotto i lavori ricordando la legge innovativa della Regione Toscana sulla canapa che entrò in vigore tredici anni fa. Il testo della legge nazionale è stato poi analizzato nel convegno e il presidente di Federcanapa, Beppe Croce, ha relazionato sugli articoli più interessanti per gli operatori. La riabilitazione legale di questa coltura in Italia era in realtà iniziata già da molti anni ma mancava finora una base normativa "pesante" che tutelasse agricoltori e primi trasformatori dal rischio di sanzioni o sequestri, che nel tempo sono avvenuti più volte senza colpa dei coltivatori per usi industriali.

Oggi non è più necessaria alcuna autorizzazione per la semina di varietà di canapa certificate con contenuto di THC al massimo dello 0,2%. Ciò significa che la comunicazione che prima si doveva fare alla più vicina stazione delle forze dell’ordine tramite un modulo denuncia, non è più necessaria. Gli unici obblighi rimasti al coltivatore sono quello di conservare i cartellini della semente certificata acquistata per un periodo non inferiore a dodici mesi e la conservazione delle fatture di acquisto della semente. Stabilito anche che la percentuale di THC nelle piante analizzate potrà oscillare dallo 0,2% allo 0,6% senza comportare alcun problema per l’agricoltore. Ora gli eventuali controlli saranno eseguiti da un soggetto unico (il CFS prossimamente interno all’Arma dei carabinieri) e sempre in presenza del coltivatore, e gli addetti al controllo sono tenuti a rilasciare un campione prelevato per eventuali contro-verifiche.

Sono previsti anche finanziamenti nell’ordine massimo di 700mila euro l’anno “per favorire il miglioramento delle condizioni di produzione e trasformazione nel settore della canapa”. Le Regioni potranno incrementare gli aiuti con le misure del PSR, i progetti di filiera o altre norme per favorire il rilancio della coltura e la conoscenza delle sue caratteristiche. La legge non risponde a tutti i problemi sollevati dalle associazioni della canapa, ma è il testo che si è potuto approvare oggi ed è positivo che esista una legge che tuteli concretamente l’attività dopo decenni di faticosi passaggi in tribunale degli operatori.

I commenti degli operatori

Sono stati molti gli interventi degli operatori presenti, appartenenti ad associazioni di diverse regioni italiane che hanno ricordato i problemi che la legge ancora non ha risolto. Il tema dell’utilizzo delle infiorescenze della pianta, è stato quello che ha suscitato il maggiore interesse per chi lavora con la canapa, in quanto questa parte della pianta rappresenta un terzo della stessa e le infiorescenze contengono i principi attivi di maggiore valore aggiunto per il settore cosmetico e medicinale. Per un piccolo coltivatore di canapa infatti, vendere le foglie ed i fiori, dopo avere raccolto il seme, può rappresentare un introito in più da non sottovalutare. E’ stato evidenziato che dopo 15 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale la legge entrerà definitivamente in vigore e il Ministero della Salute avrà sei mesi di tempo per legiferare su una questione che sta a cuore a tutti i produttori di canapa a uso alimentare e cosmetico, cioè la percentuale di THC che può essere contenuta nei prodotti per la cura del corpo e nei cibi ad uso umano. Questo periodo potrebbe slittare ma la federazione della canapa è stata invitata a vigilare perché il Ministero resti nei termini di legge, essendo un decreto essenziale per gli operatori dell’alimentare. Un alimento importante che si ottiene dalla canapa è l'olio, che ha una buona domanda negli esercizi commerciali ma oggi è per la maggior parte di provenienza estera. Beppe Croce ha informato che Federcanapa sta cercando di fissare i criteri per stabilire se l'olio di canapa sia di vera qualità. Infatti, il prodotto che si trova in commercio spesso è piuttosto scadente, anche se di prezzo alto.
Un'altro tema che è stato sollevato è stato relativo al sistema di coltivazione della pianta. La coltivazione è legata ai diversi terreni nella quale è seminata e all'uso che si vuole attivare, da impiego industriale come l'edilizia o da seme per alimenti e cosmesi. I diversi cultivar necessitano di trattamenti diversi e quindi nasce l'esigenza di stabilire una coltivazione "fatta bene" a seconda delle condizioni di lavoro al fine di ottenere una coltura ottimizzata. Anche la meccanizzazione e gli impianti di trasformazione devono ancora essere ottimizzati. Da Cesare Tofani, storico imprenditore toscano, è venuta l'indicazione di fare piccoli impianti locali di prima trasformazione. Infatti, il panorama nazionale della coltivazione canapa vede una miriade di piccole imprese situate in territori distanti fra loro. Poi, servono le macchine adatte alla prima trasformazione e altri macchinari a seconda che si voglia ottenere canapulo per la bioedilizia, fibre, cordame o qualsiasi altra cosa. Bisogna fare un serio discorso agroindustriale con punti di raccolta e stoccaggio nell’arco di 100 chilometri come avviene per il grano e a portata dei piccoli coltivatori. Tutti d'accordo per la cooperazione e coordinamento fra coltivatori per rispondere adeguatamente alla domanda con prodotto di qualità e a marchio nazionale.

Potrebbero interessarti

Bio e Natura

Spirulina, una nuova fonte di vitamina B12 attiva: livelli paragonabili alla carne bovina

Ricercatori internazionali hanno messo a punto una tecnica basata sul controllo della luce capace di indurre la Spirulina a produrre vitamina B12 biologicamente attiva. La concentrazione raggiunta è di 1,64 microgrammi per 100 grammi di biomassa, un valore superiore a quello rilevato nella carne bovina

05 settembre 2026 | 12:00

Bio e Natura

Fabbisogni di innovazione digitale in cinque filiere toscane: l’esperienza del progetto Prodigia

Esiste crescente domanda di soluzioni digitali interoperabili, semplici da utilizzare e sviluppate a partire dai bisogni concreti degli operatori, capaci di supportare sia le decisioni tecniche sia la gestione aziendale e la valorizzazione delle produzioni

04 settembre 2026 | 10:00 | Iride Volpi, Susanna Marchi

Bio e Natura

Frumento ed erbe infestanti: si possono ridurre gli erbidici senza perdere reddito?

La gestione integrata delle malerbe nel frumento tenero è un obiettivo prioritario per le politiche agricole europee. Ma è davvero sostenibile per l’agricoltore? I risultati di una sperimentazione triennale condotta in Veneto offrono spunti interessanti: minori costi per la chimica non sempre si traducono in minori rese

03 settembre 2026 | 14:00

Bio e Natura

Varietà antiche di frumento: resistenza naturale a micotossine e Fusarium

Uno studio condotto su 40 varietà storiche di frumento tenero in quattro campi sperimentali della Lombardia e Piemonte ha valutato per due anni consecutivi la loro suscettibilità ai funghi Fusarium e Alternaria e alle relative micotossine. I risultati offrono spunti interessanti

01 settembre 2026 | 10:00

Bio e Natura

Fotosintesi, così inizia la cattura della luce da parte delle piante

Uno studio internazionale che ha coinvolto il Cnr-Nano di Modena propone una nuova interpretazione del processo che avvia la conversione dell'energia luminosa in energia chimica, da decenni oggetto di dibattito nella comunità scientifica. Il risultato è pubblicato su Nature Communications

31 agosto 2026 | 10:00

Bio e Natura

Api domestiche e api selvatiche: il ritiro dei ghiacciai può influenzare la diffusione delle malattie tra gli impollinatori

Uno studio dell’Università Statale di Milano, condotto nell’area proglaciale del Mont Miné nelle Alpi svizzere, mostra come i cambiamenti del paesaggio legati al ritiro dei ghiacciai possano modificare le interazioni tra impollinatori e piante e, di conseguenza, il potenziale trasferimento di agenti patogeni tra le api domestiche e le diverse specie di api selvatiche

27 agosto 2026 | 11:00