Bio e Natura

La risonanza magnetica per la valutazione qualitativa dei prodotti ortofrutticoli

Il Progetto Imaging ha testato in ambito agroalimentare questa metodica, impiegata con successo per la diagnosi precoce di numerose patologie umane

17 novembre 2012 | C. S.

Lunedì 12 novembre è stato presentato il Progetto “Imaging a risonanza magnetica per i prodotti ortofrutticoli” presso il Centro Ricerche per la frutticoltura del CReSO. E’ finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo attraverso il Bando Ricerca Scientifica 2011. I partner sono l’Università di Torino con Agroinnova e il Centro di Biotecnologie Molecolari, il CReSO e Sanifrutta, azienda cuneese che si occupa del condizionamento di frutta fresca.

Ezio Falco, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo descrive l’impegno della Fondazione a supporto della ricerca e dell’innovazione tecnologica condotte sul territorio provinciale attivando collaborazioni fruttuose tra ricerca di base, ricerca applicata e realtà produttive.

In questo caso, l’idea progettuale nasce da uno spunto di innovazione dell’Università di Torino: trasferire e testare in ambito agroalimentare la risonanza magnetica, impiegata con successo nel campo della medicina umana per la diagnosi precoce di numerose patologie. Come illustrato dal Prof. Silvio Aime, il principio di funzionamento dello strumento si basa sulla dinamica dell’acqua all’interno di ogni organismo vivente. Le molecole d’acqua si muovono infatti a velocità diverse in funzione delle diverse condizioni in cui si presenta il substrato e tale diversità di comportamento genera risposte differenti allo stimolo del campo elettromagnetico.

L’immagine prodotta dallo strumento può dunque rilevare anomalie nella struttura della polpa imputabili a fisiopatie o patologie di varia natura. Lodovica Gullino ha mostrato alcuni esempi di imaging di frutti, evidenziando le diverse intensità di segnale tra tessuti integri e tessuti interessati da marciumi. Il Progetto si pone l’obiettivo di sviluppare la Risonanza Magnetica (MRI) per il rilevamento delle malattie interne della polpa, quelle che non sono percepibili dall’esterno e che creano disaffezione nel consumatore. Per fornire una panoramica del contesto in cui si inseriscono le attività di ricerca previste dal Progetto, Francesca Costamagna del CReSO traccia un quadro della filiera frutticola cuneese, descrivendone le peculiarità, l’organizzazione, i mercati internazionali cui si rivolge e i processi di selezione e certificazione della qualità della frutta made in Cuneo. Le attuali sale di lavorazione sono dotate di apparecchiature che selezionano in base alle caratteristiche prevalentemente “esterne”: colore, calibro, difetti della buccia, etc.

L’applicazione della risonanza magnetica consentirebbe un notevole passo avanti, offrendo un prezioso supporto alla selezione e garanzia della qualità interna, quella che più interessa il consumatore. Sanifrutta, il partner operativo del Progetto, mette a disposizione le proprie strutture per i test di un prototipo in linea. Alex Tallone ha illustrato il sistema qualità implementato da Sanifrutta e le attese dei mercati di alta gamma cui sono destinate le referenze cuneesi, sintetizzando i percorsi di certificazione volontaria di prodotto e di processo, nonché i requisiti che il prodotto deve possedere in funzione del mercato di destinazione.

Le presentazioni dell’incontro sono consultabili alla pagina www.cresoricerca.it

 

 

 

Potrebbero interessarti

Bio e Natura

Le varietà di ciliegie più resistenti a insetti dannosi

Notevole impatto dell’andamento stagionale: un clima più secco e con minore piovosità (come, ad esempio, nel 2024) consente al frutto di aumentare il grado zuccherino e la sua compattezza, caratteristiche che insieme conferiscono una maggiore resistenza

25 maggio 2026 | 12:00

Bio e Natura

Il cambiamento climatico ridisegnerà le foreste europee: le conifere perdono competitività, latifoglie in espansione

Il cambiamento climatico potrebbe modificare profondamente gli equilibri competitivi tra le principali specie arboree europee, favorendo alcune latifoglie decidue e penalizzando molte conifere che oggi dominano vaste aree del continente

24 maggio 2026 | 10:00

Bio e Natura

Aumenta la produzione italiana di grano duro ma anche quella mondiale

Produzione nazionale a 3,8 milioni di tonnellate grazie alle buone performance in Puglia e Basilicata. Le fragilità: meno investimenti, più fitopatie e incertezze qualitative

21 maggio 2026 | 14:30

Bio e Natura

Grano duro: come non lavorazione e rotazioni colturali stanno cambiando la cerealicoltura

La combinazione tra minima lavorazione del suolo e rotazioni leguminose può aumentare fino al 40% la resa del frumento duro. Restano però aperte alcune criticità sulla qualità proteica della granella e sulla gestione dell’azoto

20 maggio 2026 | 12:00

Bio e Natura

Cereali italiani sotto stress climatico: il mais si adatta, il grano resta vulnerabile

Uno studio dell’Università di Milano mostra che il mais italiano ha ridotto del 65% la propria sensibilità al caldo estremo grazie a irrigazione, ibridi e innovazione agronomica. Più critico il quadro per frumento tenero e duro

19 maggio 2026 | 14:00

Bio e Natura

Grano duro e legumi in rotazione colturale: meno emissioni, più sostenibilità

L’integrazione tra legumi e grano duro nei sistemi agricoli può ridurre l’impatto ambientale fino al 45% in termini di riscaldamento globale. La valutazione delle performance ambientali cambia radicalmente a seconda che ci si riferisca al chilogrammo di prodotto o ettaro di terra

18 maggio 2026 | 12:00