Salute
Gli effetti su muscoli, grasso e ormoni del caffè
Una ricerca condotta su oltre duemila persone associa il consumo regolare di caffè a una composizione corporea più sana, profili metabolici migliori e differenze ormonali significative tra uomo e donna
26 agosto 2026 | 14:00 | T N
Ogni giorno milioni di persone in tutto il mondo iniziano la mattina con una tazza di caffè. Ma gli effetti di questa abitudine potrebbero andare ben oltre il semplice risveglio dei sensi. Un nuovo studio finlandese, pubblicato dal team dell’Università di Oulu, suggerisce che chi beve più caffè tende ad avere meno grasso corporeo, più massa muscolare, un metabolismo più efficiente e persino un profilo ormonale diverso, con nette distinzioni tra i sessi.
La ricerca, condotta su 2.264 individui di 46 anni partecipanti al Northern Finland Birth Cohort 1966, ha incrociato le abitudini quotidiane di consumo con dati biologici dettagliati: metaboliti circolanti, indicatori di rischio cardiometabolico e livelli di ormoni sessuali.
Meno grasso, più muscoli (a parità di BMI)
Il dato forse più sorprendente riguarda la composizione corporea. Chi consumava maggiori quantità di caffè mostrava livelli più bassi di grasso totale e di grasso viscerale, accompagnati da una maggiore massa muscolare scheletrica. E tutto questo pur presentando un indice di massa corporea (BMI) simile a quello dei bevitori più moderati.
Inoltre, nei grandi consumatori di caffè sono risultati ridotti i livelli circolanti di amminoacidi a catena ramificata, molecole che – quando cronicamente elevate – sono già note per essere associate a resistenza insulinica e a un maggior rischio di diabete di tipo 2.
Ormoni: uomini e donne reagiscono in modo diverso
Le differenze più marcate emergono nella popolazione maschile. Nei maschi, un’elevata assunzione di caffè è correlata a un profilo glucosio-insulina più favorevole, a livelli più alti di testosterone totale e biodisponibile, e a maggiori concentrazioni di globulina legante gli ormoni sessuali (SHBG). Al contrario, il testosterone libero e l’indice di androgeni liberi risultavano lievemente inferiori.
Nelle donne, gli effetti ormonali sono risultati meno estesi: il caffè era associato principalmente a un aumento di SHBG e a una riduzione degli androgeni liberi.
«Il caffè viene consumato da milioni di persone ogni giorno, eppure sappiamo ancora sorprendentemente poco su come interagisca con il nostro metabolismo e i nostri ormoni – spiega Luca Verroest, autore principale dello studio e ricercatore presso l’Università di Oulu. – Ciò che ha attirato la nostra attenzione è stata una firma ormonale ben distinta, che non è scomparsa nemmeno dopo aver considerato BMI e stili di vita. Diverse di queste associazioni, inoltre, variano tra uomini e donne».
Un indizio, non una prova definitiva
I ricercatori sottolineano che si tratta di uno studio osservazionale: può mostrare correlazioni, ma non dimostrare che sia il caffè a causare direttamente i cambiamenti biologici rilevati. Tuttavia, i risultati offrono un indizio importante: le vie ormonali potrebbero contribuire a spiegare i legami già noti tra consumo di caffè e salute metabolica (come la riduzione del rischio di diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari).
Il contesto finlandese rende la ricerca particolarmente significativa: il Paese è infatti tra i primi al mondo per consumo pro capite di caffè, con una media annua di circa 11,8 chilogrammi a persona.
Prossimi passi: dai modelli animali agli studi sull’uomo
Gli autori annunciano che questi risultati rappresentano una base per futuri studi di intervento, progettati per stabilire se sia davvero il caffè – e quali sue sostanze – a produrre questi effetti. Al momento, i ricercatori stanno conducendo esperimenti su modelli animali, con l’obiettivo di passare, in seguito, a studi clinici controllati sull’uomo.
Per ora, una tazza in più potrebbe non dare solo la carica giusta, ma anche un aiuto – tutto da verificare – a muscoli e metabolismo.
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