Salute

Tè salutare se appena fatto: troppi additivi in bottiglia e bubble tea

Tè salutare se appena fatto: troppi additivi in bottiglia e bubble tea

Una nuova ricerca cinese conferma i benefici del tè verde per cuore, cervello e metabolismo, ma mette in guardia dai prodotti commerciali. Troppi zuccheri, additivi e contaminanti rischiano di annullare gli effetti positivi. Meglio scegliere il tè fresco tradizionale

15 giugno 2026 | 12:00 | T N

Bere tè fa bene alla salute e può allungare la vita, ma attenzione: non tutti i tè sono uguali. Secondo una nuova revisione scientifica pubblicata sulla rivista Beverage Plant Research, il tè appena preparato – in particolare quello verde – ha effetti protettivi molto superiori rispetto alle versioni in bottiglia o al bubble tea.

Lo studio, condotto dal team di Mingchuan Yang e Li Zhou presso l'Istituto di Ricerca sul Tè dell'Accademia Cinese di Scienze Agricole, conferma che il consumo regolare di tè aiuta a prevenire malattie cardiovascolari, obesità, diabete e alcune forme di cancro. Non solo: la bevanda mostra anche effetti neuroprotettivi, riduce la perdita di massa muscolare negli anziani e possiede proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche.

I ricercatori sottolineano in particolare il ruolo dei polifenoli, e soprattutto delle catechine, composti bioattivi presenti nelle foglie di Camellia sinensis. Diversi studi di coorte hanno dimostrato che chi beve tè regolarmente ha un rischio più basso di mortalità per tutte le cause, di ipertensione e di colesterolo alto.

Il lato oscuro dei tè commerciali

Tuttavia, non tutte le forme di tè sono ugualmente salutari. La revisione solleva preoccupazioni significative per i tè venduti in bottiglia e per il bubble tea, spesso ricchi di zuccheri aggiunti, dolcificanti artificiali e conservanti. Questi ingredienti – avvertono gli autori – possono ridurre o addirittura annullare i benefici della bevanda.

A ciò si aggiungono altre criticità legate alla sicurezza alimentare: in alcuni campioni di tè commerciale sono stati trovati residui di pesticidi, metalli pesanti e persino microplastiche. Sebbene per un consumo moderato il rischio sia considerato basso, i forti bevitori potrebbero essere esposti a effetti negativi nel lungo termine.

Attenzione anche agli interferenti nutrizionali

Un'altra avvertenza riguarda l'assorbimento di alcuni nutrienti: il tè può interferire con la captazione del ferro non eme (quello di origine vegetale) e del calcio. Un aspetto da non sottovalutare per le persone che seguono una dieta vegetariana o con specifiche esigenze nutrizionali.

Il verdetto: meglio fresco, semplice e moderato

La conclusione dei ricercatori è chiara: per trarre beneficio dal tè, occorre preferire quello tradizionale, appena preparato e consumato con moderazione. I tè processati – come quelli in bottiglia o il bubble tea – andrebbero invece limitati.

Gli stessi autori auspicano ulteriori studi per chiarire gli effetti a lungo termine dei diversi tipi di tè (nero, oolong, bianco) e per valutare meglio l'impatto dei contaminanti. Nel frattempo, la regola d'oro resta una: più è naturale e fresco, più il tè fa bene.

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