Salute
Gomma da masticare zuccherata dopo barbabietole e spinaci: uno studio rivela un inatteso effetto sulla pressione arteriosa
Uno studio del King's College di Londra mostra che masticare una gomma contenente zucchero dopo aver consumato alimenti ricchi di nitrati aumenta temporaneamente la produzione di nitriti, favorendo una lieve riduzione della pressione sanguigna
22 luglio 2026 | 16:00 | T N
Un semplice gesto come masticare una gomma zuccherata dopo aver bevuto succo di barbabietola potrebbe amplificare, almeno per alcune ore, gli effetti benefici dei nitrati alimentari sulla pressione arteriosa. È quanto emerge da una ricerca condotta dal King's College di Londra, che ha individuato un meccanismo finora poco esplorato legato all'acidità della saliva e all'attività dei batteri presenti nel cavo orale.
I nitrati, naturalmente abbondanti in ortaggi come barbabietole, spinaci, cavolo riccio e altre verdure a foglia verde, devono essere trasformati dai batteri della bocca in nitriti prima di poter essere convertiti in ossido nitrico, una molecola che favorisce la dilatazione dei vasi sanguigni e contribuisce alla riduzione della pressione arteriosa.
Il ruolo dell'acidità della saliva
I ricercatori hanno ipotizzato che un ambiente più acido nella bocca potesse rendere più efficiente questa conversione. Per verificarlo hanno coinvolto un gruppo di volontari sani in uno studio crossover: tutti hanno assunto una dose di succo di barbabietola e successivamente hanno masticato, in due occasioni distinte, una gomma contenente zucchero (Hubba Bubba) oppure una gomma senza zucchero (Wrigley's Extra).
Nel corso delle sei ore successive gli scienziati hanno analizzato campioni di saliva e sangue, monitorando anche la pressione arteriosa.
Più nitriti e lieve calo della pressione
Rispetto alla gomma senza zucchero, quella zuccherata ha determinato una riduzione dell'acidità della saliva di circa 1,4 punti di pH, favorendo un incremento del 45% della concentrazione di nitriti nella saliva e del 25% nel sangue.
Questo aumento si è tradotto anche in una modesta diminuzione della pressione arteriosa: la pressione sistolica è risultata inferiore di circa 3 mmHg, mentre quella diastolica è diminuita di quasi 2 mmHg rispetto alla fase in cui i partecipanti avevano masticato la gomma senza zucchero.
Nessun invito a consumare più zucchero
Gli autori dello studio sottolineano tuttavia che i risultati non devono essere interpretati come un invito a utilizzare gomme zuccherate per controllare la pressione.
«Gli effetti osservati sono temporanei e durano soltanto alcune ore», spiega Andrew Webb, docente di Medicina cardiovascolare e metabolica al King's College London. «Un consumo regolare di prodotti contenenti zucchero non è raccomandabile per la salute dentale e metabolica.»
Secondo Webb, la scoperta suggerisce però che la tradizione di concludere un pasto ricco di verdure con un dessert dolce – anche a base di frutta – potrebbe favorire temporaneamente la conversione dei nitrati in composti biologicamente attivi.
Nuove prospettive per la ricerca e lo sport
Per Charlotte Mills dell'Università di Reading, coautrice dello studio, il risultato rappresenta soprattutto una prova di principio.
«I batteri del cavo orale svolgono un ruolo fondamentale nella trasformazione dei nitrati alimentari in molecole benefiche per il sistema cardiovascolare», afferma. «La nostra ricerca indica che lo zucchero può creare un ambiente favorevole a questo processo, ma l'obiettivo futuro sarà sviluppare strategie che ottengano lo stesso risultato senza gli effetti negativi dello zucchero.»
La scoperta potrebbe avere ricadute anche in ambito sportivo. Il succo di barbabietola è già utilizzato da molti atleti per migliorare la performance grazie al suo contenuto di nitrati; aumentare l'efficienza della loro conversione in nitriti potrebbe amplificarne i benefici.
I ricercatori stanno ora pianificando uno studio più ampio che coinvolgerà atleti, con l'obiettivo di valutare gli effetti della gomma zuccherata sul metabolismo dei nitrati, sulla pressione arteriosa e sulle prestazioni fisiche, nella prospettiva di individuare alternative sicure e prive di zucchero per ottenere gli stessi vantaggi fisiologici.
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