Salute

L'idrossitirosolo dell'olio extravergine d'oliva contro l'invecchiamento del cervello

L'idrossitirosolo dell'olio extravergine d'oliva contro l'invecchiamento del cervello

Uno studio frutto della collaborazione scientifica tra Università degli Studi della Tuscia, CNR, Università LUMSA e Ospedale Pediatrico Bambino Gesù svela le proprietà protettive del composto dell'olio extra-vergine d'oliva

24 luglio 2026 | 09:36 | C. S.

L'idrossitirosolo, un composto fenolico naturalmente presente nell'olio extra-vergine di oliva, contribuisce a proteggere il cervello durante l'invecchiamento. 

È quanto emerge da uno studio pubblicato ad aprile 2026 sulla rivista internazionale Journal of Neurochemistry, che dimostra come questa molecola riduca i comportamenti di tipo ansioso nei topi anziani, conseguenti a un'esperienza traumatica.

Lo studio è il risultato di una collaborazione scientifica tra l'Università degli Studi della Tuscia, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l'Università LUMSA e l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, a conferma del valore e dell’importanza della ricerca multidisciplinare nell'approfondire il potenziale delle sostanze naturali per la salute umana.

La ricerca ha evidenziato che il trattamento con idrossitirosolo puro, sintetizzato in laboratorio, stimola la neurogenesi nella regione dell'ippocampo coinvolta nella regolazione dell'ansia e della risposta allo stress. In particolare, riduce la sensibilità alla paura, attenua la neuroinfiammazione e contrasta le alterazioni del microbiota intestinale indotte dallo stress, rafforzando il ruolo dell'asse microbiota-intestino-cervello nella salute del sistema nervoso.

Sebbene siano necessari ulteriori studi per confermare questi effetti nell'uomo, questi risultati sperimentali aprono nuove prospettive sul potenziale impiego di questa molecola naturale nello sviluppo di strategie innovative per la prevenzione e il trattamento dei disturbi associati allo stress e all'invecchiamento cerebrale. 

Per l'Università degli Studi della Tuscia hanno partecipato i gruppi di ricerca coordinati dalla Prof.ssa Roberta Bernini del Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali (DAFNE) e dalla Prof.ssa Carla Caruso del Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche (DEB). 

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