Salute
Un'alimentazione ricca di frutta, verdura, legumi, tè e caffè contro la demenza
Chi segue un regime alimentare infiammatorio, con poche porzioni settimanali di alimenti ricchi di sostanze protettive, presenta un rischio triplo di ammalarsi di demenza
12 novembre 2021 | C. S.
Frutta, verdura, legumi, tè e caffè sono i pilastri di una dieta anti-demenza.
Un'alimentazione ricca di questi alimenti riduce il rischio di ammalarsi di demenza.
Lo studio ha coinvolto 1059 individui di età media 73 anni, seguiti per un periodo di almeno tre anni e mezzo.
Condotto da Nikolaos Scarmeas, della National and Kapodistrian University di Atene, il lavoro mostra che coloro che in età anziana consumano poca frutta e verdura, legumi e prediligono cibi con effetti infiammatori come carboidrati raffinati (pane bianco e dolci), carne rossa (hamburger, bistecche) e lavorata (hot dog, salsiccia), bibite e fritti - hanno un rischio triplo di ammalarsi di demenza rispetto ai coetanei che invece mangiano in modo sano.
Mentre un altro studio svela il potere protettivo del pesce in particolare contro la demenza vascolare.
Nella ricerca greca gli esperti hanno diviso il campione in tre sottogruppi a seconda di quanto fosse antinfiammatoria la loro alimentazione, misurata con un punteggio da un minimo di -8,87 a un massimo di 7,98. Nel corso del periodo di monitoraggio il 6% del campione si è ammalato di demenza. Ebbene è emerso che rispetto a coloro che consumavano in media 20 porzioni settimanali di frutta, 19 di verdure, 4 di legumi e 11 di caffè e tè (dieta altamente antinfiammatoria), quanti invece seguivano un regime alimentare infiammatorio (in media non più di 9 porzioni di frutta, 10 di verdure, due di legumi, nove di tè e caffè) presentavano un rischio triplo di ammalarsi di demenza.
Mentre l'altro studio, condotto da Cecilia Semieri dell'Università di Bordeaux in Francia mostra che consumare due o più porzioni di pesce a settimana difende dalla demenza vascolare nelle persone sotto i 75 anni.
"I nostri risultati sono entusiasmanti perché mostrano che un'abitudine semplice come mangiare pesce (anche salmone, tonno e sardine) due o più volte a settimana si associa a meno lesioni cerebrali e a ridotta presenza di altri indicatori di danno vascolare nel cervello, molto tempo prima che i sintomi della demenza si manifestino", conclude Samieri; quindi il consumo abituale di pesce ha un potere protettivo contro la demenza.
Potrebbero interessarti
Salute
Il vero effetto del caffè su intestino e cervello
Il caffè non si limita a dare energia: rimodella attivamente l'intestino e la mente. Sia il caffè caffeinato che il decaffeinato altera i batteri intestinali migliorando l'umore e abbassando lo stress
06 maggio 2026 | 13:00
Salute
Dall’olivo un aiuto per le ossa: l’estratto delle foglie frena il grasso nel midollo
L’estratto di foglie di olivo e due suoi componenti purificati, oleacina e oleuropeina aglicone, possono mantenere attivo il midollo in uno stato meno differenziato e più proliferativo
05 maggio 2026 | 12:00
Salute
Bere di più non limita i calcoli renali
Nonostante l'importanza di un'elevata assunzione di liquidi per prevenire la recidiva di calcoli, raggiungere e mantenere un'assunzione di liquidi molto elevata è più impegnativo di quanto spesso viene considerato
04 maggio 2026 | 16:00
Salute
Stress e spuntini di mezzanotte sono nemici dell'intestino
Lo stress cronico è già duro per il tuo intestino ma una nuova ricerca suggerisce che mangiare a tarda notte potrebbe peggiorare le cose. Chi mangia dopo le 9 di sera ha molte più probabilità di soffrire di stitichezza e diarrea
03 maggio 2026 | 12:00
Salute
Pink Lady: una mela al giorno leva il medico di torno
La mela apporta naturalmente elementi preziosi per il nostro benessere, come vitamine e sali minerali: vitamina C, vitamina A e vitamine del gruppo B, tra cui la B2, preziosa per il benessere delle mucose. A questo si aggiunge una buona presenza di minerali come potassio, manganese e rame
02 maggio 2026 | 15:00
Salute
La vitamina D potrebbe aiutare la chemioterapia a funzionare meglio
Le donne assumono basse dosi di vitamina D insieme al trattamento hanno molte più probabilità di vedere il loro cancro svanire, poiché la vitamina D supporta anche la funzione immunitaria e potrebbe svolgere un ruolo più importante del previsto
30 aprile 2026 | 15:00