Salute

L'olio extra vergine d'oliva può influenzare la genesi e l’esito di alcune patologie tumorali

I polifenoli dell’olio extravergine di oliva di qualità possono influenzare la genesi, lo sviluppo e l’esito di alcuni tumori e la loro terapia. È quanto emerso da una recente ricerca sulle attività biologiche dei polifenoli dell’extra vergine pubblicata sulla rivista internazionale Oncology Reports

04 novembre 2016 | Andrea Coccia

Recenti studi di carattere epidemiologico hanno associato il consumo di olio extra vergine d'oliva, alimento simbolo della dieta mediterranea, ad una minore incidenza di patologie neoplastiche, compreso il tumore della vescica. Diversi lavori scientifici hanno mostrato come molecole fenoliche, estratte dall’olio d’oliva, abbiano una spiccata attività antiproliferativa verso differenti tipi di cellule tumorali. In particolare, tali evidenze suggeriscono che la frazione idrofilica dell’olio, escreta attraverso le urine, possa agire da agente preventivo delle lesioni neoplastiche.

Nel nostro precedente studio, pubblicato su Nutrition and Cancer, è stato mostrato come l’estratto fenolico dell'olio extra vergine di oliva  fosse in grado di inibire la motilità di cellule di tumore uroteliale ed abbiamo definito alcuni dei meccanismi biologico-molecolari attraverso i quali queste molecole esercitano le loro azioni.

Nel nuovo lavoro, appena pubblicato sulla rivista Oncology Report, abbiamo affrontato una problematica correlata, cioè abbiamo valutato come basse dosi di estratto fenolico ottenuto da extra vergine siano in grado di influenzare, “in vitro”, l’attività dei farmaci chemoterapici utilizzati nella pratica clinica, in particolare la Mitomicina e il Tassolo.

Nel tumore della vescica infiltrante uno degli approcci terapeutici adiuvanti è quello di instillare, per brevi periodi, agenti alchilanti (molecole che “distruggono” il DNA in maniera aspecifica) per ridurre la massa tumorale. Dette molecole, come ad esempio la Mitomicina, risultano tuttavia altamente tossiche e necessitano una rapida rimozione. Gli studi condotti, nel nostro laboratorio, hanno mostrato come l’aggiunta di estratto fenolico a cellule di carcinoma della vescica, trattate con Mitomicina riduca drasticamente la tossicità del farmaco.

Alla luce dei dati ottenuti si può supporre che l’assunzione di queste molecole fenoliche attraverso la dieta, subito dopo la terapia, possa contribuire a neutralizzare la tossicità residua del farmaco.

Al contrario di quanto osservato in precedenza, il trattamento simultaneo delle stesse cellule con estratto fenolico da extra vergine e Tassolo ha mostrato un grandissimo incremento dell’attività antiproliferativa del farmaco, andando a modulare positivamente processi biologici, come la morte programmata cellulare, l’apoptosi, che nella cellula tumorale erano “spenti”.

I dati ottenuti in questo ambito hanno una valenza sia di carattere clinico/farmacologico perché possono costituire la base di sviluppo di adiuvanti non tossici, sia di carattere nutrizionale perché possono essere utilizzati per ipotizzare l’uso di regimi nutrizionali personalizzati in pazienti sottoposti a terapie farmacologiche differenti.

Inoltre, sebbene l’interazione tra farmaci e molecole di origine vegetale sia ben nota, i nostri dati incominciano a chiarire il controverso ruolo svolto dagli antiossidanti (assunti come supplemento o con alimenti) durante la chemioterapia.

Sapere che alimenti che assumiamo quotidianamente, come l’olio di oliva, possano influenzare sia l’espressione dell’informazione genetica delle nostre cellule sane o “patologiche” che la terapia a cui siamo sottoposti è molto importante.

Questa considerazione sottolinea l’importanza delle nostre scelte alimentari che a lungo andare possono influenzare anche la genesi di molte patologie e/o il successo di alcune terapie.

 

Ricerca gestita dalla Lilt di Latina in collaborazione con il Capol di Latina, realizzata dal Dipartimento di Scienze e Biotecnologie della facoltà di medicina dell’Università La Sapienza Polo Pontino, e finanziata dalla Fondazione Terzo Pilastro.

Potrebbero interessarti

Salute

Mangiare a tarda sera aumenta del 20-30% il rischio di malattie del fegato

Uno studio condotto su quasi 200.000 persone e pubblicato su Clinical Gastroenterology and Hepatology associa il consumo di cibo nelle ore serali più avanzate a una maggiore probabilità di sviluppare steatosi epatica e cirrosi. Sotto osservazione il ruolo dei ritmi circadiani e dell'intervallo tra l'ultimo pasto e il sonno

21 ottobre 2026 | 13:00

Salute

Colazione, attività fisica e sonno: così le abitudini quotidiane aiutano a gestire lo stress

Fare colazione regolarmente, dormire a sufficienza e dedicare almeno 20 minuti all’attività fisica sono comportamenti associati a una maggiore flessibilità psicologica e a una migliore capacità di affrontare le situazioni stressanti

20 ottobre 2026 | 14:00

Salute

Olio d'oliva contro l'artrosi: ecco quali sono i composti bioattivi

Uno studio pubblicato su Mediators of Inflammation fa il punto sui meccanismi molecolari con cui l'olio extravergine e i suoi polifenoli, dall'oleocantale all'idrossitirosolo, potrebbero rallentare la degenerazione articolare

20 ottobre 2026 | 13:00

Salute

Micotossine e acrilammide nei biscotti: i bambini sono i più a rischio

Uno studio italo-spagnolo ha analizzato 34 confezioni di biscotti in vendita nel nostro Paese: quasi tutte contengono più contaminanti insieme. Nessun prodotto supera i limiti di legge, ma per i più piccoli l'esposizione quotidiana può diventare preoccupante. Ecco cosa dice la ricerca e come orientarsi sugli scaffali

19 ottobre 2026 | 12:00

Salute

Vanillina, la molecola della vaniglia che potrebbe aiutare a guarire le ferite croniche

Uno studio della Flinders University, pubblicato sull’International Journal of Pharmaceutics, individua nella vanillina proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e antibatteriche che potrebbero favorire lo sviluppo di nuove medicazioni per ulcere e lesioni difficili da rimarginare

18 ottobre 2026 | 12:00

Salute

Ecco come l'olio extravergine di oliva può proteggere le ossa: più polifenoli, ossa più forti

I polifenoli contenuti nell'extravergine e nei sottoprodotti dell'olio d'oliva, come l'idrossitirosolo, inibiscono efficacemente la formazione degli osteoclasti, offrendo nuove prospettive per prevenire la perdita ossea di origine infiammatoria. Per i consumatori, la chiave è scegliere prodotti ad "alto contenuto fenolico"

18 ottobre 2026 | 11:00