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L'Australia dovrà tutelare i vini italiani

L'accordo, che sostituisce quello firmato nel 1994, protegge il regime europeo di etichettatura del vino, garantisce la piena protezione delle indicazioni geografiche dell'Ue

04 settembre 2010 | T N

E' entrato in vigore il primo settembre un nuovo accordo bilaterale, che sostituira' quello del 1994, a garanzia delle indicazioni geografiche dell'Unione europea, anche per i vini destinati all'esportazione in paesi terzi.
Tutti i vini Dop italiani sono citati nell'accordo, e quindi vengono tutelati.

Entro un anno dall'entrata in vigore dell'accordo e dopo un periodo di transizione, l'Australia non utilizzerà più per i propri vini alcune importanti denominazioni dell'UE, come "Lambrusco" oltre a "Champagne" e "Porto".

Nel 2009 l'Europa ha importato vini dall'Australia per 643 milioni di euro, esportandone per soli 68 milioni.

"L'accordo - commenta il commissario dell'Agricoltura Dacian Ciolos - offre garanzie importanti al settore vinicolo dell'Ue, assicura la protezione delle indicazioni geografiche e delle espressioni tradizionali per i vini europei in Australia e in altri paesi".

Il nuovo accordo protegge il regime Ue di etichettatura dei vini elencando le menzioni facoltative che potranno essere utilizzate per la produzione australiana e regolamentando l'indicazione elle varietà di viti sulle etichette. Inoltre, per poter utilizzare espressioni che descrivono i vini di qualità, come "vintage" o "cream", i produttori australiani dovranno rispettare condizioni identiche a quelle dell'Ue.

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