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In Andalusia solo 333 controlli sull'olio d'oliva nel 2025 e sanzioni per 872 mila euro
Nel 2025 effettuate 333 ispezioni nelle imprese della filiera dalla Junta de Andalusia, con oltre 400 campioni di olio confezionato sottoposti ad analisi. Siviglia concentra il maggior importo delle multe, mentre Cordova guida per numero di controlli
16 settembre 2026 | 09:00 | C. S.
La qualità commerciale e la tracciabilità dell’olio d’oliva sono state al centro dell’attività di controllo condotta nel 2025 dalla Consejería de Agricultura, Pesca, Agua y Desarrollo Rural della Junta de Andalucía. Nel corso dell’anno sono state effettuate 333 ispezioni e indagini presso frantoi, imprese di confezionamento, raffinerie ed estrattori presenti nella regione.
L’attività ispettiva ha portato a 60 sanzioni per infrazioni gravi o molto gravi, per un importo complessivo di 871.992 euro. Un dato che evidenzia il livello di attenzione riservato dalla principale regione olivicola spagnola alla conformità degli oli commercializzati.
Siviglia al primo posto per importo delle sanzioni
Il quadro provinciale mostra differenze significative. Siviglia ha concentrato il maggiore ammontare delle multe, pari a 521.836 euro, oltre il 60% del totale regionale. Nella provincia è stata inoltre comminata la sanzione individuale più elevata dell’Andalusia, pari a 300.000 euro.
Per numero di controlli, invece, il primato spetta a Cordova, dove sono state effettuate 102 ispezioni presso operatori del comparto oleicolo.
Le irregolarità riscontrate dagli ispettori hanno riguardato diversi aspetti della commercializzazione dell’olio. Tra le violazioni figurano la categoria commerciale dichiarata, i sistemi di tracciabilità, la documentazione relativa ai prodotti e le informazioni riportate in etichetta.
Categoria dell’olio sotto esame
Una delle principali cause delle sanzioni è stata la discordanza tra la categoria commerciale dichiarata dall'operatore e quella risultante dagli accertamenti ufficiali.
I campioni vengono infatti sottoposti a analisi chimico-fisiche e valutazioni sensoriali, necessarie per verificare che le caratteristiche effettive dell’olio siano compatibili con la categoria indicata in etichetta. In caso contrario, la classificazione commerciale può risultare irregolare.
I controlli hanno inoltre evidenziato carenze nei sistemi di tracciabilità, errori nella documentazione che accompagna le partite e non conformità nelle informazioni destinate al consumatore.
Oltre 400 campioni di olio confezionato
Alle verifiche effettuate direttamente presso le imprese si aggiunge un'attività di controllo di tipo prospettico e di conformità che viene svolta durante l'anno.
La Junta realizza più di un centinaio di controlli prospettici ogni anno, nell'ambito dei quali vengono analizzati oltre 400 campioni di olio d'oliva confezionato.
L'obiettivo è verificare non soltanto la qualità del prodotto, ma anche la sua composizione, categoria commerciale, tracciabilità ed etichettatura, fino al prodotto effettivamente messo a disposizione del consumatore.
Il sistema risponde alle disposizioni europee che prevedono, come riferimento, un controllo ogni 1.000 tonnellate commercializzate.
Controllata oltre il 30% dell'industria oleicola
Particolarmente significativo è il livello di copertura raggiunto dal sistema andaluso. Il piano regionale prevede infatti controlli su oltre il 30% dell'industria oleicola ogni anno.
Si tratta di una percentuale superiore alla soglia indicata dal Piano nazionale di controllo ufficiale della catena alimentare, che assume come riferimento un controllo compreso tra il 15% e il 20% degli operatori.
La strategia della Junta punta quindi a mantenere una pressione ispettiva elevata lungo la filiera, intervenendo non soltanto sul prodotto finito, ma anche sui processi industriali, sulla documentazione e sulla tracciabilità delle partite.
Qualità e autenticità sempre più strategiche
Il rafforzamento dei controlli assume un'importanza particolare in Andalusia, dove l'olio d'oliva rappresenta uno dei principali prodotti dell'agroalimentare regionale e ha un peso rilevante anche nell'export.
Secondo i dati richiamati dalla Junta, l'olio d'oliva rappresenta il 7,8% delle esportazioni complessive dell'Andalusia. Nel periodo gennaio-maggio dell'anno in corso, le esportazioni del comparto grassi e oli hanno raggiunto 1,89 miliardi di euro.
Il bilancio del 2025 conferma dunque una linea di controllo che punta a tutelare contemporaneamente la reputazione dell'olio andaluso, la concorrenza tra operatori e il consumatore, attraverso verifiche che vanno dalla classificazione commerciale alla documentazione, dalla tracciabilità all'etichettatura e alle caratteristiche analitiche e sensoriali del prodotto.
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