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Il Parlamento Ue boccia la clausola di salvaguardia sui fertilizzanti
Copa e Cogeca esprimono profonda delusione per il voto del Parlamento europeo sulla revisione del Carbon Border Adjustment Mechanism. La cancellazione dell’articolo 27a lascia gli agricoltori esposti ai maggiori costi del CBAM proprio in una fase di prezzi dei fertilizzanti ancora elevati e forte incertezza geopolitica
16 settembre 2026 | 10:00 | C. S.
Il Parlamento europeo ha respinto in plenaria l’articolo 27a inserito nella revisione del Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM), eliminando così l’unico meccanismo previsto per introdurre una salvaguardia temporanea a tutela degli agricoltori in caso di aumenti eccezionali dei prezzi dei fertilizzanti.
Una decisione che Copa e Cogeca definiscono incomprensibile, soprattutto considerando che i prezzi dei fertilizzanti in Europa rimangono al di sopra delle medie storiche e che le tensioni geopolitiche continuano a esercitare pressioni sui mercati dell’energia e dei fertilizzanti.
Fertilizzanti, uno dei principali costi agricoli
Secondo le organizzazioni agricole europee, gli agricoltori stanno già affrontando una situazione economica particolarmente difficile, caratterizzata dall'aumento dei costi di produzione, dalle perdite legate agli eventi meteorologici estremi e da una crescente instabilità dei mercati internazionali.
In questo scenario, i fertilizzanti rappresentano una delle principali voci di costo dell'agricoltura europea e, per molte aziende cerealicole e seminative, costituiscono la singola maggiore voce di spesa.
La cancellazione dell'articolo 27a significa che gli agricoltori rimarranno esposti ai costi aggiuntivi derivanti dal CBAM anche nel caso di condizioni eccezionali, quando i prezzi dei fertilizzanti dovessero già raggiungere livelli particolarmente elevati.
Per Copa e Cogeca, l'assenza della possibilità di sospendere temporaneamente il meccanismo durante gravi perturbazioni del mercato rischia quindi di aggravare le crisi anziché attenuarne gli effetti.
Il rischio di trasferire i costi lungo la filiera
La preoccupazione non riguarda soltanto la redditività delle aziende agricole. Un aumento strutturale dei costi dei fertilizzanti può infatti riflettersi sull'intera filiera agroalimentare.
Costi di produzione più elevati possono tradursi in prezzi agricoli più alti e, successivamente, in maggiori prezzi alimentari per i consumatori. Secondo le organizzazioni agricole, il voto del Parlamento europeo non terrebbe sufficientemente conto di questo effetto in una fase nella quale il costo della vita rappresenta già una delle principali preoccupazioni per i cittadini europei.
Copa e Cogeca contestano inoltre la scelta di privilegiare un approccio guidato dall'industria dei fertilizzanti senza introdurre una protezione altrettanto concreta per gli utilizzatori agricoli.
Una soluzione alternativa era possibile
Per le organizzazioni agricole europee, sarebbe stato possibile conciliare gli obiettivi del CBAM con la necessità di proteggere temporaneamente il settore agricolo.
Una clausola di salvaguardia mirata e attivabile in situazioni di crisi avrebbe consentito di sostenere la decarbonizzazione e la competitività dell'industria europea dei fertilizzanti, evitando contemporaneamente che gli agricoltori diventassero l'anello debole del sistema nei momenti di maggiore tensione dei prezzi.
Copa e Cogeca considerano invece insufficienti le alternative rimaste sul tavolo. Tra queste vi è la possibilità di destinare agli agricoltori parte dei proventi del CBAM durante le crisi, una soluzione che viene definita poco più di un «cerotto».
Fondo per la decarbonizzazione giudicato insufficiente
Analoghe perplessità riguardano la proposta di includere i cereali destinati all'esportazione nel Temporary Decarbonisation Fund.
Secondo Copa e Cogeca, questa misura favorirebbe soltanto una parte dei produttori cerealicoli, quelli maggiormente orientati all'export, lasciando senza sostegno gran parte del mercato cerealicolo europeo.
Inoltre, il fondo avrebbe una durata prevista di appena due anni, mentre il CBAM è concepito come un meccanismo permanente e i suoi costi sono destinati ad aumentare progressivamente fino al 2034.
Il nodo passa ora al trilogo
Dopo il voto del Parlamento, le prospettive di una soluzione nella fase negoziale appaiono quindi incerte. Copa e Cogeca sottolineano che anche la posizione del Consiglio europeo offre, allo stato attuale, margini limitati per una tutela efficace degli agricoltori.
Le organizzazioni chiedono pertanto agli eurodeputati e agli Stati membri di utilizzare i prossimi negoziati del trilogo e la revisione del quadro ETS per affrontare quello che considerano un problema strutturale.
La questione, secondo Copa e Cogeca, va oltre il semplice costo di un input agricolo: gli agricoltori non possono continuare a svolgere il ruolo di ammortizzatori degli shock generati dalle politiche europee, soprattutto quando queste determinano costi aggiuntivi in una fase di mercato già caratterizzata da forti tensioni.
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