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La denuncia spagnola: i controlli sull'olio di oliva sono inesistenti, una bufala del governo

La denuncia spagnola: i controlli sull'olio di oliva sono inesistenti, una bufala del governo

Gli olivicoltori di COAG Andalusia vanno direttamente all'attacco del Ministro dell'agricoltura spagnolo Planas, citando un rapporto della Corte dei Conti europea. E accusa: "dati ufficiali manipolati, scompaiono 20mila tonnellate di scorte in poche ore"

23 giugno 2026 | 09:00 | C. S.

Nuovo capitolo nella guerra dei dati sul mercato dell'olio d'oliva. La COAG Andalusia, principale organizzazione agraria della regione, ha lanciato un attacco frontale al ministro dell'Agricoltura spagnolo, Luis Planas, accusandolo di fornire rassicurazioni false sulla sicurezza delle importazioni. Il nodo della discordia è il presunto "controllo totale" del prodotto che entra in Spagna, un'affermazione che, secondo il sindacato agricolo, viene smentita da un recente rapporto della Corte dei Conti dell'Unione Europea.

"Le parole del ministro non corrispondono alla realtà", ha dichiarato il segretario generale di COAG Andalusia, Juan Luis Ávila, citando le conclusioni del documento comunitario. Il rapporto, infatti, evidenzia "carenze" significative nei sistemi di verifica per l'olio proveniente da altri Paesi membri. Secondo Ávila, i controlli sarebbero, nei fatti, "inesistenti o molto limitati" una volta che il prodotto attraversa le frontiere interne dell'UE.

Il problema, spiega l'organizzazione, risiede nell'asimmetria dei sistemi nazionali. Mentre la Spagna applica una registrazione preventiva e controlli interni rigorosi che permettono di risalire all'azienda agricola di origine, altri Stati membri adottano procedure più lasche. Questa mancanza di armonizzazione rende la tracciabilità "impossibile" quando l'olio proviene o transita attraverso nazioni con standard meno severi, vanificando di fatto i controlli alla frontiera spagnola.

La beffa dei numeri ballerini

Ma la denuncia di COAG non si ferma al fronte comunitario. L'organizzazione ha puntato il dito anche contro l'Agenzia per l'Informazione e il Controllo Alimentare (AICA), organismo dipendente proprio dal ministero dell'Agricoltura. Ávila ha denunciato quella che definisce una "grave alterazione" dei dati statistici ufficiali.

"Un giorno viene pubblicata una cifra sulle scorte e, a poche ore di distanza, sul sito appaiono quasi 20mila tonnellate in meno di olio immagazzinato, senza alcuna spiegazione pubblica", ha protestato il leader agricolo. Questi continui rimpalli nei numeri, a suo avviso, non rappresentano un mero errore tecnico, ma minano la credibilità delle istituzioni e hanno un "impatto diretto" sulla volatilità dei prezzi, gettando scompiglio tra i produttori in un momento già critico per il settore.

Il sospetto sulla strategia dei prezzi

Il sindacato agricolo ha sollevato un interrogativo pesante: questi "movimenti" nei dati rispondono a una strategia finalizzata a influenzare artificialmente l'andamento del mercato? La preoccupazione di fondo è che l'opacità informativa favorisca speculazioni a danno degli olivicoltori, che subiscono le oscillazioni del prezzo senza avere un quadro chiaro dell'offerta reale.

Per questo motivo, COAG Andalusia ha chiesto al Governo spagnolo un atto di trasparenza totale, esigendo la pubblicazione dettagliata e periodica dei controlli effettuati sull'olio importato da Paesi extracomunitari. Una richiesta che arriva mentre l'organizzazione chiede anche una revisione delle quote di importazione preferenziali previste dal contingente tunisino (56mila tonnellate annue).

Secondo la COAG, questi strumenti commerciali andrebbero applicati con maggiore rigore e accompagnati da "clausole di salvaguardia" efficaci, per evitare che l'ingresso massiccio di prodotto a dazio agevolato finisca per distorcere ulteriormente i prezzi interni, in un contesto già segnato dall'inflazione e dall'aumento dei costi di produzione.

La risposta del ministero, al momento, non si è fatta attendere sul piano tecnico, ma l'organizzazione agricola avverte: il confronto è aperto e la fiducia nel sistema di controllo è ormai incrinata.

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