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La Turchia raddoppia gli oliveti e punta sul valore aggiunto

La Turchia raddoppia gli oliveti e punta sul valore aggiunto

Produzione record e investimenti tecnologici hanno trasformato il Paese in uno dei principali produttori mondiali. Ora la sfida è rafforzare i marchi nazionali e conquistare maggiore riconoscibilità sui mercati internazionali

24 giugno 2026 | 16:00 | C. S.

Negli ultimi vent’anni la Turchia ha vissuto una vera e propria rivoluzione nel settore olivicolo. Il numero degli ulivi presenti nel Paese è infatti passato da circa 100 a quasi 200 milioni di piante, grazie a una strategia di lungo periodo che ha sostenuto nuovi impianti, modernizzato le infrastrutture produttive e favorito l’adozione di tecnologie sempre più avanzate.

I risultati non hanno tardato ad arrivare. Nella campagna 2024/25 la produzione turca di olio d’oliva ha raggiunto il livello record di circa 475.000 tonnellate, consolidando il ruolo del Paese tra i principali protagonisti del comparto a livello internazionale.

Il successo produttivo, tuttavia, ha fatto emergere una nuova sfida. Nonostante i volumi in costante crescita, una quota significativa dell’olio d’oliva turco continua a essere esportata sfusa e successivamente confezionata e commercializzata con marchi di altri Paesi. Una dinamica che limita la capacità del settore di trattenere una quota maggiore del valore economico generato e riduce la visibilità dell’origine turca presso i consumatori.

Dopo aver consolidato la propria posizione tra i grandi produttori mondiali, la Turchia punta ora a trasformare la forza produttiva in valore aggiunto, identità di marca e riconoscibilità internazionale.

«La Turchia ha investito enormemente negli oliveti e nelle tecnologie di produzione, ma ora deve rafforzare la presenza dei propri marchi sui mercati globali», ha dichiarato a Olive Oil Times Nilufer Koray, responsabile vendite di Gaia Oliva. Secondo Koray, l’obiettivo è passare da semplice grande produttore a punto di riferimento riconosciuto per qualità, identità e unicità dei propri oli.

Per sostenere questo percorso, l’Associazione degli esportatori di olive e olio d’oliva dell’Egeo (EZZIB) ha lanciato il progetto “OlivetoLive”, un programma triennale finalizzato ad accrescere la competitività internazionale del settore.

L’iniziativa prevede attività di formazione per gli esportatori, consulenza aziendale, partecipazione a fiere internazionali e campagne di marketing mirate a rafforzare il posizionamento degli oli turchi nei principali mercati di consumo. L’obiettivo è chiaro: competere non soltanto sui volumi, ma anche sul prestigio, sulla differenziazione e sulla capacità di creare valore.

Non mancano però le difficoltà. Gli operatori del settore segnalano una perdita di competitività dovuta sia ad alcune misure regolatorie adottate negli ultimi anni sia all’evoluzione del contesto economico interno. Secondo i dati forniti dai rappresentanti degli esportatori, nei primi mesi della campagna 2025/26 le vendite all’estero di olio d’oliva hanno registrato una sensibile flessione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Una situazione che riapre il dibattito sulla necessità di una strategia nazionale più incisiva, capace di valorizzare pienamente il potenziale di una produzione in continua crescita e di accompagnare il settore verso una maggiore affermazione sui mercati internazionali.

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