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Calano le vendite di olio di oliva e i prezzi, a rischio il modello spagnolo

Calano le vendite di olio di oliva e i prezzi, a rischio il modello spagnolo

Il volume cumulativo delle vendite risulta inferiore di 18.833 tonnellate rispetto allo stesso periodo della scorsa campagna olearia. ASAJA-Jaén mette in guardia sulla tenuta economica degli oliveti tradizionali

23 giugno 2026 | 11:00 | C. S.

Il mercato dell'olio d'oliva spagnolo sta attraversando una fase di complesso assestamento. I dati relativi al mese di maggio, elaborati dall'organizzazione agraria ASAJA-Jaén, dipingono un quadro preoccupante: le uscite commerciali hanno subito un netto rallentamento rispetto allo stesso periodo della campagna precedente, in un contesto di progressiva correzione dei prezzi all'origine che mette in discussione la redditività dell'intero settore, soprattutto per gli oliveti meno competitivi.

Secondo il rapporto, le vendite di maggio si sono fermate a 90.161 tonnellate (escluse le importazioni), un dato ben al di sotto della media mensile di campagna, che si attesta sulle 100.996 tonnellate. Nel complesso, il volume cumulativo delle vendite risulta inferiore di 18.833 tonnellate rispetto allo stesso periodo della scorsa annata agraria. Un dato che, se confermato nei prossimi mesi, potrebbe portare a una accumulo di scorte (il cosiddetto "enlace") superiore a quello registrato al termine della campagna precedente, nonostante la produzione complessiva sia calata di circa 121.000 tonnellate.

"Abbiamo raccolto meno olive, ma stiamo vendendo con un ritmo talmente lento che i magazzini potrebbero chiudere con più olio dell'anno scorso – spiegano dall'associazione –. Questo scenario, unito al consueto fermo di agosto, esercita una pressione al ribasso che rischia di vanificare gli sforzi del settore".

Prezzi in picchiata e concorrenza estera

L'andamento dei prezzi all'origine conferma la fase di contrazione. A metà maggio, i valori medi rilevati da sistemi come Poolred e dall'Osservatorio Prezzi e Mercati della Junta de Andalucía segnavano:

  • Olio extra vergine: 3,92 euro al chilo;

  • Olio vergine: 3,43 euro al chilo;

  • Olio lampante: 3,10 euro al chilo.

Tutte e tre le categorie hanno registrato cali sensibili rispetto al mese di aprile.

ASAJA-Jaén sottolinea che questa dinamica non può essere letta solo in chiave nazionale. L'incremento della produzione nei paesi extracomunitari sta modificando gli equilibri internazionali, influenzando direttamente la formazione dei prezzi e aumentando la concorrenza per il prodotto spagnolo. "Il mercato si sta globalizzando anche nell'olio d'oliva, e la pressione si concentra sugli anelli più deboli della filiera", avverte l'organizzazione.

Il nodo della Pac e la sostenibilità degli oliveti

Ma la vera preoccupazione per gli agricoltori è la sostenibilità economica del modello produttivo tradizionale. Con gli attuali prezzi di vendita, molti oliveti non riescono a coprire i costi di produzione, e il futuro non appare più roseo. La riforma della Politica Agricola Comune (PAC) e il processo di convergenza degli aiuti previsto per il 2029 fisseranno un livello di riferimento di 369 euro per ettaro nella zona 14 e di 260,03 euro nella zona 13, importi che, considerando l'impennata dei costi di produzione degli ultimi anni, rischiano di essere del tutto insufficienti.

"Abbiamo davanti un autentico processo di aggiustamento strutturale – si legge nel documento dell'associazione –. La competitività sarà il fattore determinante per sopravvivere, ma il rischio è che il mercato, lasciato a se stesso, spazzi via interi comparti dell'olivicoltura tradizionale, con gravi conseguenze ambientali e sociali per territori come Jaén".

I fattori di rischio per i prossimi mesi

L'organizzazione agraria conclude il suo rapporto lanciando un alerta sui fattori di rischio esterni che potrebbero ulteriormente condizionare l'evoluzione del mercato: l'andamento della produzione globale, le tensioni geopolitiche e l'evoluzione degli accordi commerciali internazionali. Tutti elementi che, in un mercato già fragile, potrebbero accentuare la volatilità dei prezzi e rendere ancora più difficile la pianificazione per gli olivicoltori.

La campagna olearia volge al termine con un bilancio di incertezze. Le speranze sono ora riposte in una ripresa dei consumi e in una rivalutazione del prodotto, ma la sensazione generale, secondo ASAJA-Jaén, è che il settore abbia bisogno di interventi strutturali per evitare che il prezzo continui a essere l'unico, spietato, regolatore del mercato.

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