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Conflitto in Medio Oriente, allarme FAO: a rischio sicurezza alimentare globale
La guerra nel 2026 aggrava le fragilità dei sistemi agroalimentari e delle catene di approvvigionamento. Crescono i costi, diminuisce l’accesso al cibo e si moltiplicano i rischi per i Paesi più dipendenti dalle importazioni
23 aprile 2026 | 13:00 | C. S.
Il conflitto in corso in Medio Oriente nel 2026 sta esercitando una pressione crescente su sistemi agroalimentari già fragili, mettendo a rischio la disponibilità, l’accesso e l’accessibilità economica del cibo a livello globale. È l’allarme lanciato dal Direttore Generale della FAO, Qu Dongyu, in apertura della 38ª sessione della Conferenza regionale per il Vicino Oriente, tenutasi a Roma in un momento definito “critico” per l’intera regione.
Secondo la FAO, le tensioni stanno compromettendo non solo la produzione agricola, ma anche le reti di distribuzione e le rotte commerciali, con effetti a catena sui mercati internazionali. L’aumento dei prezzi dell’energia e le difficoltà nei mercati dei fertilizzanti stanno infatti facendo lievitare i costi di produzione, riducendo la produttività agricola sia nei Paesi coinvolti sia a livello globale.
Le conseguenze colpiscono in modo particolare i Paesi fortemente dipendenti dalle importazioni alimentari, dove il rischio di insicurezza alimentare è in rapido aumento. Agricoltori, produttori e operatori delle filiere si trovano sempre più esposti, con mezzi di sussistenza messi a dura prova da una crisi che coinvolge anche input essenziali come macchinari e prodotti chimici.
Durante la conferenza, presieduta dagli Emirati Arabi Uniti, ministri e decisori politici della regione hanno discusso strategie per affrontare un contesto sempre più complesso e interconnesso. Al centro del confronto, quattro priorità: rafforzare le catene di approvvigionamento e ridurre le perdite alimentari; diversificare le fonti di approvvigionamento e sostenere la produzione locale; investire in infrastrutture e sviluppo rurale; e promuovere partenariati efficaci tra pubblico e privato.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla necessità di accelerare la transizione verso sistemi agricoli più sostenibili e resilienti, puntando su innovazione, economia circolare e riduzione degli sprechi. Tuttavia, uno dei principali nodi resta il finanziamento: le risorse pubbliche non sono sufficienti e occorre mobilitare capitali privati, strumenti finanziari innovativi e una maggiore cooperazione internazionale.
La FAO sottolinea come la sicurezza alimentare sia strettamente legata alla stabilità geopolitica: senza pace, avverte l’organizzazione, non può esserci accesso garantito al cibo. In questo scenario, la trasformazione dei sistemi agroalimentari diventa una condizione essenziale non solo per affrontare l’emergenza, ma anche per costruire una stabilità duratura nella regione e oltre.
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