Mondo
Prezzi bassi ma volumi di vendita dell'olio di oliva in calo in Spagna
La contrazione delle vendite, soprattutto nelle categorie a maggiore rilevanza commerciale come l’olio extravergine e l’olio di oliva intenso, suggerisce che la frenata non sia legata esclusivamente al fattore prezzo
29 marzo 2026 | 10:00 | C. S.
Il mercato nazionale dell’olio d’oliva confezionato continua a mostrare segnali di debolezza. Secondo l’ultimo rapporto di Anierac, nel mese di febbraio le aziende associate hanno immesso sul mercato 23.952 tonnellate, con una flessione del 12,5% rispetto allo stesso mese del 2025, quando le uscite avevano raggiunto 27.368 tonnellate.
Il dato mensile si inserisce in un quadro più ampio altrettanto negativo. Anche l’analisi su base annua evidenzia infatti una contrazione significativa: nel periodo compreso tra marzo 2025 e febbraio 2026, le uscite complessive si sono fermate a 46.173 tonnellate, contro le 54.954 tonnellate registrate tra marzo 2024 e febbraio 2025. Si tratta di una diminuzione del 16%, un segnale poco incoraggiante per quanto riguarda l’andamento dei consumi interni.
Consumi deboli nonostante prezzi più competitivi
Il rallentamento della domanda appare particolarmente rilevante se si considera il contesto attuale, caratterizzato da prezzi al dettaglio più interessanti rispetto ai livelli toccati nei mesi precedenti. Nonostante il maggiore allentamento sul fronte dei listini, il mercato non sembra aver ancora ritrovato slancio, lasciando emergere una domanda interna ancora prudente e poco reattiva.
Il quadro delineato dal rapporto evidenzia un calo diffuso in quasi tutte le categorie merceologiche, con poche eccezioni e una generale difficoltà del comparto nel recuperare i volumi persi.
Olio di oliva “intenso” e extravergine tra i più penalizzati
Tra le diverse tipologie analizzate, la categoria che registra la contrazione più marcata è quella dell’olio di oliva intenso, che mostra un calo del 24% e si attesta su un volume cumulato di 4.267 tonnellate.
Subito dopo figura, in modo piuttosto sorprendente, l’olio extravergine di oliva (EVO), segmento tradizionalmente più solido e con un posizionamento premium. Le sue uscite nell’arco di dodici mesi — da febbraio 2025 a febbraio 2026 — si fermano infatti a 20.787 tonnellate, contro le 26.536 tonnellate registrate nello stesso periodo dell’anno precedente.
Anche il dato mensile conferma la debolezza del comparto: nel solo mese di febbraio, l’olio extravergine ha raggiunto 11.473 tonnellate, in netto calo rispetto alle 13.571 tonnellate di febbraio 2025.
Tiene solo l’olio vergine
L’unica categoria che riesce a contenere la flessione è quella dell’olio di oliva vergine, che mostra una maggiore capacità di tenuta rispetto al resto del comparto. Su base annua mobile, le uscite si attestano a 5.976 tonnellate, rispetto alle 6.226 tonnellate dello stesso periodo dell’anno precedente, con una contrazione limitata al 4%.
Pur restando in territorio negativo, il segmento appare quindi meno esposto rispetto ad altre referenze, confermandosi il più stabile all’interno del paniere analizzato da Anierac.
Ancora in discesa anche l’olio di sansa
Continua invece la fase negativa per l’olio di sansa di oliva, che mantiene una traiettoria discendente anche nel mese di febbraio. Secondo il rapporto, la categoria registra una flessione del 17,54%, confermando una dinamica commerciale ancora fragile.
Sul fronte degli oli di semi, il quadro appare invece più stabile. In particolare, il documento segnala una sostanziale stagnazione delle uscite dell’olio di girasole, ferme nell’ordine di 26.844 tonnellate.
Un segnale da monitorare per il mercato interno
Nel complesso, i dati diffusi da Anierac restituiscono l’immagine di un mercato interno ancora debole, nonostante condizioni di prezzo teoricamente più favorevoli al consumo.
La contrazione delle uscite, soprattutto nelle categorie a maggiore rilevanza commerciale come l’olio extravergine e l’olio di oliva intenso, suggerisce che la frenata non sia legata esclusivamente al fattore prezzo, ma anche a una domanda che continua a mostrarsi prudente, probabilmente influenzata da nuovi comportamenti d’acquisto e da un consumo domestico meno dinamico rispetto al passato.
Potrebbero interessarti
Mondo
Chiesti controlli su prezzi e tracciabilità dell’oliva da mensa in Spagna
La Comunidad de Labradores y Ganaderos de Almendralejo (CLYGAL) chiede al Governo spagnolo di avviare controlli immediati sui centri di acquisto e sulle industrie di trasformazione delle olive da mensa, verificando il rispetto della Ley de la Cadena Alimentaria e delle norme sulla tracciabilità
22 ottobre 2026 | 09:00
Mondo
Olio d’oliva spagnolo, a settembre commercializzate 1,49 milioni di tonnellate. Scorte a 357 mila tonnellate
La campagna si chiude con vendite superiori alla produzione e una riduzione delle giacenze di 119 mila tonnellate in settembre. UPA Andalucía denuncia perdite per 2 miliardi di euro a carico degli olivicoltori, contestando la scarsa trasmissione dei ribassi dei prezzi all’origine ai consumatori
21 ottobre 2026 | 15:00
Mondo
Ritiro obbligatorio dell’olio, allarme dei frantoi spagnoli
INFAOLIVA e Almazaras Federadas de España contestano i possibili effetti della futura ordinanza sulla regolazione dell’offerta di olio d’oliva. Le due organizzazioni chiedono un’analisi preventiva degli impatti economici, commerciali e qualitativi
21 ottobre 2026 | 09:00
Mondo
Cina e Ue verso la riduzione dei dazi sull’olio d’oliva
Dopo quattro mesi di negoziati, Bruxelles e Pechino valuteranno la possibilità di ridurre o azzerare i dazi sull’olio d’oliva e su altri prodotti europei. Una prospettiva che potrebbe favorire le esportazioni italiane e spagnole, rilanciando la competitività in un mercato asiatico sensibile alla qualità e ai prezzi
20 ottobre 2026 | 11:00
Mondo
Allarme rogna dell’olivo in Tunsia: produzione di olio in calo del 40%
Il ministero dell’Agricoltura tunisino ha avviato un piano straordinario per contenere la diffusione della rogna dell’olivo, individuata nel governatorato di Mahdia. Intanto, le previsioni per la prossima campagna olearia indicano una produzione di circa 300 mila tonnellate
20 ottobre 2026 | 09:00
Mondo
La produzione di olive e olio di oliva in Catalogna si riduce di un terzo
La Federazione delle cooperative agrarie catalane stima una produzione di 25.500 tonnellate, contro le 39.000 della campagna precedente. La siccità primaverile ed estiva penalizza soprattutto le Terres de l’Ebre, dove il raccolto potrebbe diminuire del 60%
19 ottobre 2026 | 13:00