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Cambia la PAC: dotazione vincolata di 293,7 miliardi di euro
Si rafforzeranno gli strumenti anticrisi, con "il raddoppio a 6,3 miliardi di euro" della rete di sicurezza per stabilizzare i mercati agricoli. L'Italia potrà contare su maggiori risorse rispetto al passato, con addirittura 10 miliardi in più rispetto alla precedente proposta di stanziamento
07 gennaio 2026 | 08:30 | C. S.
La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen propone un rafforzamento del sostegno all'agricoltura nel prossimo bilancio pluriennale. Potrà contare su una dotazione vincolata di 293,7 miliardi per garantire "un reddito equo agli agricoltori e la sicurezza alimentare a lungo termine".
Si consentirà agli Stati l'accesso anticipato a risorse della revisione di medio termine: "circa 45 miliardi di euro che possono essere mobilitati immediatamente per sostenere gli agricoltori". E si rafforzeranno gli strumenti anticrisi, con "il raddoppio a 6,3 miliardi di euro" della rete di sicurezza per stabilizzare i mercati agricoli.
Nella lettera di von der Leyen, indirizzata al presidente della presidenza di turno del Consiglio Ue, Nikos Christodoulides, e alla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, la presidente dell'esecutivo comunitario sottolinea che la Pac resterà "il principale strumento di politica dell'Ue per garantire un reddito equo agli agricoltori, assicurare la sicurezza alimentare a lungo termine e migliorare l'attrattività e le condizioni di vita nelle aree rurali". La presidente della Commissione evidenzia che l'anticipo delle risorse consentirà di rendere disponibili fondi "già a partire dal 2028 per rispondere alle esigenze degli agricoltori e delle comunità rurali". Von der Leyen richiama inoltre il rafforzamento della riserva di crisi, che si affiancherà alla possibilità per gli agricoltori di accedere a pagamenti straordinari, precisando che questi potranno essere utilizzati "in caso di disastri naturali, eventi climatici avversi o malattie animali". Sul fronte territoriale, la presidente ribadisce che almeno "il 10% delle risorse di ciascun Piano nazionale e regionale" dovrà essere destinato alle aree rurali, per garantire "un approccio politico globale alle sfide che esse devono affrontare". Secondo la Commissione, conclude la lettera, "la combinazione di questi strumenti politici e di bilancio fornirà agli agricoltori e alle comunità rurali un livello di sostegno senza precedenti", rendendo il settore agricolo europeo "più competitivo e meglio attrezzato per affrontare le sfide globali"
A seguito degli impegni della Commissione europea, c'è l'assenso italiano alla firma del Mercosur, il trattato di libero scambio con il sud America.
"È un grande giorno per l'agricoltura italiana ed europea. Da Bruxelles arrivano ottime notizie per quanto riguarda le risorse per l'agricoltura per il periodo 2028-2034. Non solo si registra una netta inversione di tendenza rispetto all'ipotesi ventilata di tagli al comparto, ma grazie alla ferma opposizione del ministro Lollobrigida, che ha posto l'Italia in prima fila tra i Paesi contrari a un ridimensionamento delle politiche agricole europee, oltre ad evitare una autentica follia autolesionistica della UE, ora l'Italia potrà contare su maggiori risorse rispetto al passato, con addirittura +10 miliardi rispetto alla precedente proposta di stanziamento. Il ministro Lollobrigida e tutto il governo Meloni si sono spesi in ogni sede perchè l'agricoltura ritornasse ad avere centralità in Europa e oggi gli agricoltori e tutti i cittadini europei possono finalmente guardare con fiducia e ottimismo al futuro grazie a una risposta concreta alle istanze del settore primario, che è e rimane uno dei pilastri fondamentali su cui è nata e si poggia l’Europa. Queste risorse si riveleranno non solo necessarie per raggiungere l’obiettivo della sovranità alimentare, ma anche per soddisfare la necessità di avere sempre più qualità".
E' quanto dichiara il sottosegretario al Masaf, senatore Patrizio La Pietra
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