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Il prezzo dell'olio di oliva greco crolla: la protesta degli olivicoltori
Le proteste agricole si moltiplicano in Chania, Messenia, Laconia ma anche Creta. Troppo bassi i prezzi dell'olio di oliva. I disordini si sono intensificati dopo lo scandalo Opekepe, relativo alla presunta deviazione degli aiuti a beneficiari non ammissibili
27 dicembre 2025 | 12:10 | C. S.
La Grecia sta affrontando una delle più grandi mobilitazioni agricole degli ultimi anni. Agricoltori, allevatori, apicoltori e pescatori la scorsa settimana hanno bloccato autostrade, strade strategiche e attraversamenti di frontiera con Bulgaria e Turchia in segno di protesta per il ritardato pagamento di sussidi, bassi prezzi alla produzione e aumento dei costi di produzione. Tra i settori più colpiti e mobilitati c’è quello dell’olio d’oliva.
Da Creta al nord del paese, colonne di trattori hanno tagliato le strade principali e le dogane.
Gli olivicoltori avvertono di un divario di prezzo: mentre in Grecia il chilo extravergine è intorno ai 4,50 euro in regioni di produzione come Chania, Mesenia o Laconia, in Italia è intorno ai 7,50 euro e in Albania arriva fino a 8–9 euro, secondo i dati della Commissione europea. In Spagna il prezzo resta sotto i 5 euro al chilo.
I disordini si sono intensificati dopo lo scandalo Opekepe, relativo alla presunta deviazione degli aiuti a beneficiari non ammissibili. Il governo ha assicurato che “i veri agricoltori riceveranno tutto ciò che è loro”.
Oltre al ritardo nei pagamenti, il settore denuncia uno scenario strutturale critico: aumento dei costi di carburante, fertilizzanti ed energia, bassi prezzi all'origine e un grave problema demografico. Il 65% degli agricoltori ha più di 55 anni, il 40% ha più di 65 anni e il paese avrà bisogno di circa 200.000 giovani agricoltori per sostenere l'attività nei prossimi anni.
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