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L'olio extravergine di oliva di Creta ha la sua IGP
La certificazione stabilisce che almeno il 90% delle olive utilizzate nella loro preparazione deve provenire dalle varietà Koroneiki o Tsounati. Acidità massima a 0,6 e si punta alimitare la vendita di olio sfuso in Italia
30 settembre 2025 | 14:00 | C. S.
L’Unione Europea ha approvato la registrazione dell’olio d’oliva “IGP Kriti” nel Registro comunitario delle Indicazioni Geografiche Protette (IGP).
Secondo il disciplinare approvato, il prodotto deve essere prodotto e trasformato esclusivamente nella regione di Creta, assicurando così che porti sempre con sé l'autenticità della sua terra, della sua gente, delle sue tradizioni e della sua qualità.
La certificazione stabilisce che almeno il 90% delle olive utilizzate nella loro preparazione deve provenire dalle varietà Koroneiki o Tsounati, mentre un massimo del 10% può corrispondere ad altri, come Throumba. Inoltre, imposta rigorosi parametri chimici e organolettici, limitando l’acidità ad un massimo dello 0,6%.
Circa il 30% dell'olio di Creta viene esportato in Italia sfuso, il che limita il suo valore aggiunto. Pertanto, con la nuova IGP, la Grecia spera di aumentare il marketing e migliorare la posizione dei produttori sui mercati internazionali.
L’Associazione degli Esportatori di Creta ha svolto un ruolo decisivo nella gestione del fascicolo, soprattutto negli ultimi due anni. Grazie alla guida attiva del suo presidente, Alkis Kalambokis, e del vicepresidente, Emmanouil Karpadakis, in stretta collaborazione con la Regione di Creta – promotrice dell’iniziativa – e con il supporto di cooperative, laboratori, enti e aziende private, questo risultato è diventato realtà.
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