Mondo

I conti della Tunisia dell'olio di oliva non tornano

I conti della Tunisia dell'olio di oliva non tornano

I dati di chiusura della campagna olearia 2024/25 per la Tunisia segnano la disfatta del settore: solo 239 mila tonnellate prodotte, contro le 350 mila potenziali. 300 frantoi in bancarotta e prospettive grigie anche per la prossima raccolta

04 settembre 2025 | 09:00 | C. S.

Alla campagna olearia 2024/25 mancano all'appello 100 mila tonnellate di olio di oliva e sono quelle tunisine. Annunciata come eccezionale, la stagione olivicola 2024-2025 si è conclusa con un risultato mediocre: appena 239.000 tonnellate di olio d’oliva prodotte in Tunisia, lontane dalle 340.000 promesse.

A pesare sulla Tunisia olivicola non è stato qualche evento climatico ma condizioni politico-economiche.

La Tunisia ha prodotto più olio rispetto all’anno precedente (+36,2%), ma ha incassato molto meno. Le entrate sono passate da 4.622 milioni di dinari (1,3 miliardi di euro) nel 2023/2024 a 3.190 milioni (poco più di un 1 miliardo di euro) per la stagione in corso, con un vertiginoso calo del 31%. Se il calo dei prezzi internazionali spiega in parte questo crollo, l’olio è stato svenduto a 12,5 dinari per il mercato locale, risultando in un disastro finanziario.

Il più grande shock della stagione oleicola è stato tuttavia di natura giudiziaria, con l’arresto, nel novembre 2024, di Abdelaziz Makhloufi, amministratore delegato del gruppo Cho. Primo esportatore del Paese, rappresentava da solo tra il 40 e il 60% delle esportazioni nazionali. Il suo ruolo andava ben oltre il commercio: riunendo migliaia di agricoltori e garantendo finanziamenti bancari, assicurava la fluidità dell’intera filiera olearia. La sua detenzione ha paralizzato il settore.

Quasi contemporaneamente, Adel Ben Romdhane, altro pilastro del settore, è fuggito in Spagna. Noto per il suo modello consistente nell’ottenere contratti internazionali prima di raccogliere l’olio, aveva generato entrate record, acquistando talvolta a più di trenta dinari al chilo. La sua disfatta lascia dietro di sé 500 milioni di dinari di debiti (150 milioni di euro) e più di 300 oleifici sull’orlo del fallimento. Anche l’ex ministro dell’Agricoltura Samir Taieb è stato arrestato sulla scia di questi eventi, intrecciando ulteriormente il caso con i regolamenti di conti politici.

Potrebbero interessarti

Mondo

Le importazioni di olio d’oliva negli Stati Uniti crescono, ma i dazi iniziano a frenare il mercato

Spagna, Italia, Tunisia e Turchia continuano a essere i principali fornitori di olio d’oliva per gli Stati Uniti. Complessivamente, questi quattro paesi rappresentano l’88,6% del totale delle importazioni

11 marzo 2026 | 13:00

Mondo

L’UE lancia TraceMap: l’intelligenza artificiale per scoprire frodi alimentari e prodotti contaminati

Il nuovo strumento digitale punta a innovare il modo in cui vengono individuati e gestiti i rischi lungo la filiera agroalimentare. Attraverso sistemi avanzati di analisi dei dati, TraceMap consentirà alle autorità nazionali di accedere più rapidamente alle informazioni critiche

11 marzo 2026 | 10:00

Mondo

A Jaén formazione tecnica per affrontare le sfide dell’olivicoltura tra cambiamento climatico e nuove norme

Uno dei principali blocchi tecnici del programma è stato dedicato alla gestione dell’irrigazione e alla nutrizione intelligente dell’olivo. Le sessioni hanno analizzato strategie per ottimizzare l’uso dell’acqua e migliorare la fertilizzazione di precisione in un contesto di crescente scarsità idrica

10 marzo 2026 | 12:00

Mondo

Embargo USA sull’olio spagnolo, cresce l’allarme

Le preoccupazioni espresse dalle cooperative spagnole si fondano su dati molto concreti. Nella campagna olearia 2024-2025 gli Stati Uniti hanno rappresentato il secondo mercato di destinazione per l’olio d’oliva spagnolo, con un valore di esportazioni vicino agli 800 milioni di euro

09 marzo 2026 | 16:00

Mondo

Record produttivo per la campagna olearia in Brasile

Dopo due annate consecutive segnate da forti perdite a causa dell’eccesso di piogge nel 2024 e nel 2025, le condizioni climatiche di quest’anno hanno favorito lo sviluppo della produzione, oltre i 640.000 litri registrato nel 2023

09 marzo 2026 | 12:00

Mondo

Gli aggiornamenti su Xylella fastidiosa su olivo

Esistono diverse lacune conoscitive, quali la limitatezza degli studi su scala reale, cioè sui terreni agricoli, la variabilità nella progettazione sperimentale e la scarsità di dati sugli effetti dei trattamenti sulla trasmissione dei patogeni

08 marzo 2026 | 10:00