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Ritiro obbligatorio dell'olio di oliva in Spagna: le cooperative andaluse lo chiedono

Ritiro obbligatorio dell'olio di oliva in Spagna: le cooperative andaluse lo chiedono

Ritiro obbligatorio di una quota della produzione fino al 30 settembre 2026. La misura invocata dalle cooperative per equilibrare il mercato e mantenere la reddività del 70% dell'olivicoltura spagnola

15 luglio 2025 | 12:00 | C. S.

A meno di tre mesi dall'inizio della campagna di commercializzazione 2025/2026 e in vista delle previsioni di alta produzione, le cooperative agroalimentari dell'Andalusia hanno chiesto che sia pronto il meccanismo di ritiro obbligatorio per l'olio d'oliva di cui all'articolo 167a del regolamento (UE) n. 1308/2013, al fine di evitare gravi squilibri tra domanda e offerta che compromettano la redditività del settore produttivo.

La richiesta è già stata trasmessa al Ministero dell'agricoltura, della pesca e dell'alimentazione e consentirebbe di congelare l'olio di oliva, ritirandolo temporaneamente dal mercato, nelle campagne in cui la somma della produzione, delle scorte e delle importazioni supera significativamente i deflussi medi verso il mercato interno ed esterno.

Secondo le cooperative andaluse l'attivazione del meccanismo dovrebbe essere applicata proporzionalmente tra tutti gli operatori, stabilendo che ogni produttore ritiri una percentuale fissa del suo volume di produzione.

Tale quantitativo dovrebbe essere stoccato e ritirato dal mercato fino al 30 settembre 2026. La categoria dell'olio immobilizzata (extravergine, vergine o lampante) sarebbe liberamente scelta da ciascun operatore.

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