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Conoscenza e innovazione per lo sviluppo sostenibile dell’agricoltura e delle aree rurali

Conoscenza e innovazione per lo sviluppo sostenibile dell’agricoltura e delle aree rurali

Coordinamento tra le strutture e le professionalità che concorrono allo sviluppo del mondo agricolo e rurale aiutandolo ad aggiornare, migliorare e adeguare le pratiche produttive, l’organizzazione dell’impresa e la sua presenza sui mercati

14 maggio 2025 | 10:00 | C. S.

Si è svolto questa mattina nella sede dell'Accademia dei Georgofili a Firenze, un incontro intitolato "Il modello AKIS in Italia: confronto tra i protagonisti".
Il sistema della conoscenza e dell’innovazione in agricoltura, in maniera più abbreviata, l’AKIS (dalla sua denominazione inglese: Agricultural Knowledge and Innovation Systems), è il complesso ambito nel quale operano le strutture e le professionalità che concorrono allo sviluppo del mondo agricolo e rurale aiutandolo ad aggiornare, migliorare e adeguare le pratiche produttive, l’organizzazione dell’impresa e la sua presenza sui mercati. Questo importante ruolo viene realizzato facendo ricerca, svolgendo attività formative, veicolando e organizzando le informazioni, realizzando attività di analisi delle attività produttive e aiutando i lavoratori agricoli nelle necessarie transizioni e cambiamenti. Sostanzialmente, oggetto di queste complesse attività sono la conoscenza e l’innovazione.
Sin dal secondo dopo guerra, l’importanza di avere professionalità a supporto diretto degli imprenditori e la necessità di una ricerca rivolta alle esigenze del settore è stata sempre richiamata dagli addetti e, con vicende alterne, è stata oggetto delle politiche di sviluppo e di finanziamenti specifici. Le politiche europee e di conseguenza le politiche nazionali e regionali degli ultimi 20 anni hanno evidenziato nuovamente il tema perché ci si è resi conto che il settore agricolo è ancora molto indietro soprattutto in termini di innovazione e che, di fronte alle sfide epocali da affrontare, è fondamentale mettere in campo quelli che sono stati chiamati “strumenti abilitanti” cioè nuovi contenuti, supporti più incisivi e modalità innovative per sostenere imprese e territori. 
Inoltre, rispetto al passato, facendo tesoro dei risultati di ricerche più recenti, si è deciso di puntare su modalità nuove nell’erogazione di servizi di supporto privilegiando approcci partecipativi che prevedono la gestione dei progetti di conoscenza e innovazione da parte di partenariati che comprendano tutti i soggetti e le professionalità variamente coinvolte dalla ricerca alla formazione, dalla tecnologia informativa alla consulenza e soprattutto le imprese. 
In questa ultima fase le politiche europee, nazionali e regionali sono chiamate soprattutto a creare un sistema fra tutti i soggetti della conoscenza e dell’innovazione cioè a promuovere connessioni e collegamenti istituzionali, quindi anche formali, ma soprattutto operativi in modo che, ad esempio, formazione e consulenza si realizzino concordemente, che la ricerca si abitui ad avere come interlocutori i soggetti più vicini alle imprese. Va in questa direzione l’istituzione di Tavoli nazionali (Coordinamento nazionale AKIS e Assemblea AKIS) e regionali (Coordinamenti regionali AKIS) che prevedono la partecipazione di tutte le componenti dell’AKIS per definire concordemente strategie e evidenziare le necessità più impellenti. Sostanzialmente, all’approccio lineare che prevedeva la ricerca all’apice di un percorso che a cascata coinvolgeva gli altri ambiti dei servizi, meri fruitori dei contenuti della ricerca, è stato sostituito un approccio in cui i soggetti sono tutti parte di un processo circolare che dai bisogni passa alla individuazione di soluzioni ai problemi, alla messa a punto di percorsi di crescita delle risorse umane e di nuovo all’analisi di nuove eventuali esigenze.
L’incontro che si è svolto all’ Accademia dei Georgofili ha infatti dato voce a molti soggetti dell’AKIS, istituzioni e soggetti attuatori (Ordini professionali, Associazioni di categoria …), per chiarire come concretamente le finalità enunciate siano diventate interventi di politica, azioni di finanziamento e attività operative.

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