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Presto in vigore le nuove regole sulle denominazioni di origine Dop e Igp

Presto in vigore le nuove regole sulle denominazioni di origine Dop e Igp

Dopo la riforma sono già iniziate le prime riflessioni sulla creazione di un piano d’azione europeo per le Indicazioni Geografiche, sulla scorta di quanto fatto con il settore biologico

12 aprile 2024 | C. S.

Dopo il via libera a febbraio alla norma europea che riforma il settore delle Denominazioni di origine (DOP e IGP), ora si parte con la sua applicazione.

Le principali novità sono il rafforzamento dei poteri dei consorzi di tutela, veri motori dello sviluppo di Dop e Igp ma anche la lotta alle pratiche svalorizzanti, la promozione del turismo ad indicazione geografica, la rafforzata tutela dalle contraffazioni a livello internazionale, online e nel sistema dei domini internet (che potranno essere geolocalizzati e sospesi). Il sistema della qualità sarà tutelato anche nei casi in cui i prodotti Dop e Igp vengono utilizzati come ingredienti di altri prodotti alimentari.

In futuro infine una menzione tradizionale non potrà mai ricalcare, neanche in parte, una denominazione d’origine registrata.

"Con la firma del nuovo Regolamento UE sulle Indicazioni Geografiche, alla presenza della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e della Presidenza belga del Consiglio, parte ufficialmente il count-down per mettere a disposizione dei nostri agricoltori e produttori di Dop e Igp nuovi strumenti che li renderanno ancora più competitivi e tutelati: è infatti prevista entro la fine di aprile la pubblicazione in gazzetta ufficiale e, venti giorni dopo, la definitiva entrata in vigore". A dichiararlo è Paolo De Castro, relatore per l'Eurocamera del nuovo testo unico sulla qualità europea, annuncia gli ultimi passi procedurali prima dell'entrata in vigore del nuovo Regolamento.

"Trent’anni di investimenti e riforme delle nostre politiche agricole", sottolinea l'eurodeputato PD, "hanno portato alla creazione di una vera politica di qualità, decisiva nel rendere la nostra filiera agro-alimentare ineguagliabile al mondo in termini di qualità del cibo e sostenibilità dei processi di produzione, anche grazie a un modello unico di tutela, gestione e promozione di tanti prodotti sinonimo di eccellenza, unicità e legame con il territorio. Questa riforma non può rappresentare un punto di arrivo, ma l'inizio di una nuova fase di sviluppo delle filiere Dop e Igp: esistono infatti potenziali di crescita enormi se i nostri produttori di qualità sapranno sfruttare al meglio quanto tracciato con questo Regolamento".

"Nel frattempo, però, l’Unione non può rimanere a guardare. Per questo", conclude De Castro, "sono già iniziate le prime riflessioni sulla creazione di un piano d’azione europeo per le Indicazioni Geografiche, sulla scorta di quanto fatto con il settore biologico, che potrà ulteriormente supportare e consolidare un patrimonio non de-localizzabile e che coinvolge milioni di operatori a livello europeo".

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