Mondo
La revisione della Politica Agricola Comunitaria che non piace ad agricoltori e ambientalisti
La riforma della Pac scontenta tutti, rappresentando probabilmente l'unico compromesso possibile alla vigilia delle elezioni europee
26 marzo 2024 | T N
La riforma della Politica Agricola Comunitaria, voluta da Ursula Von Der Leyen, scontenta proprio tutti: agricoltori e ambientalisti, suscitando solo il plauso dei governi europei, cosapevoli che probabilmente le misure prese erano l'unico punto di caduta possibile alla vigilia delle elezioni europee, con un Parlamento europeo che invece ha fortemente sostenuto e votato la Pac ultrambientalista.
Il Consiglio agricolo (Agrofish) ha dato il via libera alle misure proposte dalla Commissione per venire incontro all'agricoltura, dopo la protesta dei trattori che ha infuocato mezza Europa.
La revisione della PAC: le misure
La revisione della Politica agricola comune ammorbidisce di fatto i vincoli ambientali a cui sono sottoposti gli agricoltori attraverso esenzioni, deroghe e rinvii.
Una delle principali novità riguarda le aziende agricole con meno di 10 ettari di terreno, che non saranno sottoposte a controlli e non potranno ricevere sanzioni. È stato confermato poi il rinvio sull’obbligo di lasciare almeno il 4% dei terreni a riposo. Una misura tra le più contestate della Pac, che avrebbe dovuto entrare in vigore a gennaio di quest’anno. Le modifiche approvate oggi dal Consiglio danno la possibilità agli Stati membri di concedere agli agricoltori deroghe temporanee mirate in caso di condizioni climatiche impreviste.
Ora si aspetta il via libera finale da parte del Parlamento europeo che adotta sulla questione la procedura d'urgenza, affinchè il voto finale si tenga a fine aprile, probabilmente l'ultima plenaria prima delle elezioni europee.
Le reazioni delle politica europea e italiana
“Abbiamo ascoltato i nostri agricoltori e abbiamo intrapreso azioni rapide per rispondere alle loro preoccupazioni in un momento in cui si trovano ad affrontare numerose sfide. La revisione mirata delle norme raggiunge il giusto equilibrio tra garantire una maggiore flessibilità agli agricoltori e agli Stati membri e alleggerire gli oneri amministrativi, mantenendo allo stesso tempo un elevato livello di ambizione ambientale nella politica agricola comune”, ha affermato David Clarinval, vice primo ministro belga e ministro dell’Agricoltura.
“Con il via libera a Bruxelles del Comitato speciale Agricoltura, oggi compiamo un ulteriore passo verso la revisione e la semplificazione della PAC. La votazione di oggi è un risultato fondamentale frutto anche del documento strategico presentato dall’Italia all'Agrifish lo scorso febbraio e dell’azione del Governo, che ha portato con successo il tema dell’agricoltura sul tavolo dello scorso Consiglio europeo. Ringrazio il Presidente Giorgia Meloni, il collega Raffaele Fitto e la nostra diplomazia per il lavoro di squadra portato avanti in questi mesi. Andiamo avanti con la revisione della Politica Agricola Comune, fortemente voluta dal nostro Governo, e che permetterà all’Europa di avere un’agricoltura più giusta e più rispettosa del ruolo dell’agricoltore. Riduciamo gli oneri amministrativi e burocratici, consentiamo maggiore flessibilità nel rispetto dei vincoli ambientali e tuteliamo il diritto di ogni cittadino di avere cibo sano, prodotto nei nostri territori e non importato da Nazioni che non rispettano i nostri stessi diritti”, è quanto dichiara il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.
"La revisione di alcune regole della nuova Pac è una buona notizia, non solo per garantire la sicurezza alimentare dell’Ue, ma anche per ridurre gli oneri a carico di chi ci nutre". Lo afferma il presidente del Ppe e del gruppo parlamentare Manfred Weber, via social.
Il no di agricoltori e ambientalisti
Una nuova mobilitazione degli agricoltori è iniziata a Bruxelles proprio nelle ore in cui si è svolto il Consiglio Europeo. Lunghe file di trattori hanno preso d’assalto le vie del quartiere europeo. A place du Luxembourg, di fronte alla sede del Parlamento europeo, i contadini hanno ammucchiato balle di fieno e bruciato palanche e pallet, da cui sono scaturiti alti roghi. In altri punti hanno dato fuoco a pneumatici accatastati. Si tratta della terza manifestazione di contadini nella capitale belga dall’inizio dell’anno, dopo quelle del 1° e del 26 febbraio.
A criticare la mossa delle istituzioni europee è anche una coalizione di 16 organizzazioni ambientaliste, tra cui il Wwf. "La Commissione europea ha ceduto alla falsa narrativa che oppone l’ambiente all’agricoltura", si legge in una lettera congiunta indirizzata a Ursula von der Leyen. Le misure proposte, attaccano le associazioni, "non faranno altro che compromettere proprio i posti di lavoro che la PAC dovrebbe sostenere a lungo termine".
Potrebbero interessarti
Mondo
Gli agronomi tunisini reclamano la supervisione della filiera dell'olio di oliva
Il progetto presentato al parlamento prevede l’introduzione dell’obbligo di supervisione tecnica da parte di ingegneri agronomi nelle aziende olivicole superiori ai 50 ettari, nei frantoi e nelle unità di confezionamento
21 marzo 2026 | 10:00
Mondo
Forte ridimensionamento della produzione di olio di oliva in Marocco: 160-180 mila tonnellate
Si abbassa di quasi 100 mila tonnellate la previsione di produzione di olio di oliva in Marocco. Le intense piogge e le inondazioni verificatesi tra dicembre e febbraio, unita alla mancanza di manodopera, hanno compromesso la raccolta
20 marzo 2026 | 11:00
Mondo
Olio di oliva sempre più richiesto sui mercati mondiali, Stati Uniti in testa
Gli oli d’oliva vergini rappresentano la quota maggiore delle importazioni, con il 73,5% del totale. Secondo il COI, nel periodo ottobre-dicembre 2025 le importazioni di olio d’oliva nei principali mercati mondiali sono aumentate del 13,8% rispetto allo stesso periodo della campagna precedente
18 marzo 2026 | 09:00
Mondo
Olio di oliva: mercato dinamico ma prezzi ancora insufficienti per molti produttori
Il problema principale resta però la redditività dell’olivicoltura tradizionale. Garantire prezzi all’origine sufficienti a coprire i costi di produzione rimane dunque la sfida principale per il settore
17 marzo 2026 | 12:00
Mondo
L’olivicoltura australiana entra in una fase di consolidamento: produzione in forte crescita
Storicamente l’olivicoltura australiana è stata dominata da aziende agricole di piccole e medie dimensioni, spesso a conduzione familiare. Tuttavia, negli ultimi anni il settore sta evolvendo verso modelli produttivi più strutturati e di maggiore scala
16 marzo 2026 | 15:00
Mondo
Giù i dazi antidumping ai produttori di pasta italiani
Revisione significativa sull’entità dei dazi provvisori antidumping resi noti il 4 settembre scorso. I dazi avranno un livello minimo del 2,65% e massimo del 7%. L’esito positivo dell’indagine giunge al seguito di un tempestivo intervento del Governo italiano e della Commissione Europea
15 marzo 2026 | 11:00