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Valencia rinuncia ad avere la denominazione di origine sul proprio olio di oliva
Dopo aver avviato il percorso per l’ottenimento della Dop sull’olio extra vergine di oliva la marcia indietro degli operatori per l'impossibilità di proteggere gli oli monovarietali
21 febbraio 2024 | C. S.
Olivicoltori, frantoiani e imbottigliatori di Valencia, una delle realtà olivicole più importanti della Spagna, hanno formalmente rinunciato all’ottenimento della denominazione di origine protetta.
La richiesta è stata accolta dal Ministero Regionale dell'Agricoltura, dell'Allevamento e della Pesca, il 15 febbraio scorso.
Un percorso, quello per l’ottenimento della denominazione di origine, iniziato molti anni fa, con mille ostacoli.
Alla fine, gli operatori hanno riconosciuto fallito il progetto, nell’impossibilità di creare una piattaforma comune, visto che ogni realtà voleva proteggere le proprie specificità e caratteristiche.
Il governo valenciano aveva già dichiarato l'impossibilità di proteggere gli oli monovarietali e le differenze organolettiche tra le varietà autoctone di olive coltivate nella regione di Valencia.
Una diatriba talmente aspra che, dopo che il governo valenciano ha dato il via libera alla cancellazione del progetto di Dop, alcuni Comuni hanno iniziato il processo per ottenere la propria denominazione di origine, come, ad esempio, gli agricoltori delle Sierras d'Espadà e Calderona che hanno richiesto una denominazione di origine protetta per il loro olio di oliva.
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