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Sempre meno olio extra vergine di oliva nel carrello della spesa

Sempre meno olio extra vergine di oliva nel carrello della spesa

In Spagna i consumi nei primi nove mesi del 2023 sono calati del 44%. Le scelte dei consumatori si spostano a favore di altri oli d'oliva, come l’olio di sansa, o degli oli di semi, soprattutto del girasole

08 novembre 2023 | Vilar Juan

Uno studio dell'Università di Jaén attraverso il suo Osservatorio dei consumi, realizzato tra i mesi di gennaio e settembre di quest'anno compresi, ha preso in considerazione tutti i tipi di oli e grassi consumati in Spagna nei supermercati e negli ipermercati: sono stati analizzati 63 ipermercati e quasi 250 supermercati, con un impatto sulle famiglie rappresentate che supera il milione, che equivale a poco meno di 2,6 milioni di consumatori. Iper e super rappresentano insieme una quota di mercato per la categoria pari al 68 per cento della domanda, poi il campione presenta un elevato grado di rappresentatività, rappresentando quasi il 5% del volume totale delle vendite di oli d'oliva venduti nel paese, nei supermercati e negli ipermercati, e la stessa percentuale se parliamo della superficie di vendita.

Questo studio mostra che i primi 9 mesi dell'anno si è verificato un calo medio della domanda di oli d'oliva raffinati del 10,2%, questo calo è stato maggiore nei contenitori di volume più grande, come nel PET da 5 litri, che è diminuito del 24,68%, quello leggero perde anche il doppio dei punti di quello intenso, meno 18 contro meno 9%, mentre l'olio di sansa aumenta la sua domanda di oltre l'86% nel periodo esaminato, i prezzi congiunti aumentano in media del 40,38%, con i contenitori di volume più grande che aumentano di più.

Se ci riferiamo all'olio di girasole, la domanda cresce del 21,20%, mentre il prezzo cresce del 31,12%.Nel settore dei vergini la domanda è aumentata del 2,14%, aumentando soprattutto la domanda di vergini, non extravergini, che è aumentata del 68,46%, con gli extravergini con il volume più alto in calo di oltre il 10,6%.

L'aumento medio cumulativo dei prezzi è del 31,12%. Si è verificata quindi una trasformazione delle preferenze dei consumatori per gli oli di oliva, spostandosi verso i vergini, invece che sugli extravergini, e anche verso gli oli di sansa, e soprattutto verso i piccoli formati. Si sta segmentando l'acquisto, dosandone l'uso, acquistando di più online, e sebbene la sua fedeltà sia salda, inizia a cedere il passo nella domanda a favore di altri oli d'oliva, come nel caso della sansa e soprattutto del girasole, al di fuori degli oli d'oliva.

Se guardiamo ai grandi numeri per i mesi tra gennaio e settembre si registra un calo del consumo cumulato di oli di oliva di quasi 200 mila tonnellate, ovvero un calo del consumo rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso del 43,90%.

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