Mondo
Nasce l'alta formazione made in Brunello
I 10 professionisti del vino statunitensi individuati sono operation manager, sommelier, proprietari e direttori beverage da sette città degli Usa
06 ottobre 2023 | C. S.
Nasce l’Accademia Brunello, un percorso di alta formazione voluto e organizzato dal Consorzio del vino Brunello di Montalcino e rivolto a trade ed esperti internazionali. Il primo appuntamento è previsto il 9 ottobre, con una quattro giorni di focus assieme a 10 top buyer provenienti dagli Stati Uniti, primo mercato di sbocco per il principe dei rossi toscani. Il Master of wine Gabriele Gorelli curerà la giornata di formazione, mentre le successive visite presso alcune delle cantine più rappresentative saranno coordinate da Jeff Porter e Claire Hennessy, sommelier e wine expert tra i più influenti negli Stati Uniti.
“Siamo convinti – ha detto il presidente del Consorzio, Fabrizio Bindocci – che per conoscere i nostri vini ci sia la necessità di capire come un piccolo vigneto - anche 10 o 20 volte meno esteso di quello dei nostri competitor internazionali - sia divenuto un’icona dell’enologia mondiale. Accademia Brunello è un tributo identitario a una terra in cui tutto, dal microclima al lavoro dell’uomo, contribuisce a renderla naturalmente vocata per la viticultura; oltre a un progetto culturale che si concretizzerà anche attraverso un nuovo percorso reputazionale della denominazione, con la nomina dei futuri Brunello di Montalcino Ambassador”.
I 10 professionisti del vino statunitensi individuati sono operation manager, sommelier, proprietari e direttori beverage e di sviluppo di alcuni dei principali ristoranti di alta fascia e catene di ristorazione a stelle e strisce e provengono da sette città chiave degli Usa: New York, Chicago, Los Angeles, Washington, Charleston, San Francisco e Santa Barbara.
Sono quasi 3.200 gli ettari di vigneto iscritti a Doc e Docg e tutelati dal Consorzio; di questi, 2.100 a Brunello, estensione rimasta invariata dal 1997, per una produzione media di 9 milioni di bottiglie l’anno. A crescere è stato il valore delle vendite, i Paesi buyer e l’economia di un intero territorio, a partire dalle imprese del vino, che nell’arco di 13 anni hanno visto incrementare dal 37% al 63% il proprio patrimonio netto. Un’economia agricola che ha portato benefici anche in chiave turistica, con il boom dell’enoturismo: i 2/3 degli arrivi provengono dall’estero, a partire dagli Stati Uniti, e una crescita del 20% rispetto al pre-Covid.
Potrebbero interessarti
Mondo
L'export di olio d’oliva tunisino supera 380 mila tonnellate nei primi dieci mesi
Le esportazioni della Tunisia corrono nella campagna 2025-2026: i volumi sono già oltre quota 380 mila tonnellate e i ricavi sfiorano i 2 miliardi di euro. A fine annata l’Onh prevede oltre 400 mila tonnellate, ma resta forte la dipendenza dal mercato dello sfuso
12 settembre 2026 | 09:00
Mondo
Olio extravergine al posto del grasso animale: la ricerca che può cambiare hamburger e salumi
Sostituire una parte del grasso animale con emulsioni a base di olio extravergine di oliva per ottenere prodotti carnei con meno grassi saturi, senza sacrificare consistenza e sapore
10 settembre 2026 | 11:00
Mondo
Olio di sansa di oliva, la Spagna domina il mondo: 125 mila tonnellate e il 60% della produzione globale
La Spagna si conferma il principale polo mondiale dell’olio di sansa di oliva, con una produzione attesa di 125 mila tonnellate nella campagna 2025/26 e una quota prossima al 60% dell’offerta globale. Un comparto da circa 600 milioni di euro di fatturato
10 settembre 2026 | 09:00
Mondo
Olio di oliva tunisino, raccolto in forte calo nel 2026-2027: produzione stimata a 300 mila tonnellate
La Chambre nationale des producteurs d’olives prevede un calo del 40% rispetto alle 500 mila tonnellate della campagna precedente. Alla base della contrazione ci sarebbe soprattutto il ritorno dell’alternanza biennale dell’olivo. Ma prezzi internazionali più sostenuti potrebbero contenere l’impatto sui ricavi della filiera
09 settembre 2026 | 11:00
Mondo
Importazioni di olio di oliva dalla Tunisia: le organizzazioni agricole andaluse chiedono la sospensione del TPA
COAG e UPA Andalusia sostengono la richiesta della Giunta regionale di bloccare il perfezionamento attivo per l’olio d’oliva, denunciando distorsioni del mercato e pressioni al ribasso sui prezzi all’origine. Le organizzazioni chiedono ora l’intervento del Governo spagnolo e della Commissione Europea
09 settembre 2026 | 09:00
Mondo
La vera produzione di olive da tavola in Spagna potrebbe fermarsi a 542 mila tonnellate
Caldo, siccità e calibri insufficienti potrebbero ridurre del 15% il quantitativo effettivamente destinato all’industria della trasformazione delle olive da tavola. Particolarmente sotto pressione le varietà Manzanilla e Hojiblanca
08 settembre 2026 | 09:00