Mondo
L'OBIETTIVO? LA CONQUISTA DEL MERCATO STATUNITENSE. AL SUMMER FANCY FOOD DI NEW YORK ANCHE QUEST'ANNO SI E' PARLATO ITALIANO. A VINCERE SONO I PRODOTTI RITENUTI AUTENTICI
Si è appena conclusa la più importante manifestazione fieristica del settore alimentare negli Usa. Per l'Italia c'erano 275 aziende, la più vasta collettiva internazionale. Ma gli imprenditori italiani sono all'altezza per affrontare con successo i mercati internazionali? Lo abbiamo chiesto ad Ann Daw, presidente del Nasft, ente organizzatore e promotore della fiera
21 luglio 2007 | Mena Aloia
Si è svolta, dallâ8 al 10 luglio scorso a New York, la 53° edizione della fiera International Fancy Food & Confection Show, la più importante manifestazione del settore alimentare negli Stati Uniti.
La rassegna ha occupato unâarea di 35.500 mq con più di 2.500 espositori provenienti da 72 paesi e 26.000 sono stati gli operatori che hanno visitato la fiera secondo le stime degli organizzatori.
Il padiglione ufficiale italiano ha nuovamente registrato la più vasta collettiva internazionale con 275 partecipanti comprese Regioni e Consorzi.
Tante, dunque, le aziende italiane che si stanno impegnando per conquistare nuovi spazi nel grande mercato statunitense degli alimentari confortati anche dagli ultimi dati diffusi dallâufficio Ice di New York secondo i quali la crescita del made in Italy agroalimentare ha registrato unâulteriore accelerazione nel primo quadrimestre di questâanno, con un incremento di quasi 14% rispetto allo stesso periodo del 2006, ossia ad un ritmo quasi doppio rispetto a quello del 2006.
E ciò, nonstante il caro euro che pesa sui prezzi del prodotto e a dispetto della valanga delle imitazioni, di origine nazionale ed internazionale, che confondono i consumatori.
à pur vero, però che questi dati sulle importazioni dallâItalia devono essere letti nel contesto del mercato globale americano.
Lâanno scorso gli alimentari dâimportazione hanno rappresentato circa un settimo del valore complessivo del mercato e di queste solo il 3,71% è rappresentato dai prodotti italiani, quota che tra lâaltro è rimasta pressochè stazionaria nellâultimo triennio.
Ci superano ancora i francesi con il loro 5,3%, Cina con un altro 5,3% e Brasile con 4,1%, oltre naturalmente ai paesi che confinano con gli Stati Uniti, quali Canada e Messico che sono da sempre i maggiori esportatori in Usa.
Gli spazi per unâulteriore e sostenuta crescita dellâexport italiano di prodotti agroalimentari negli Stati Uniti, quindi, ci sono, ma gli imprenditori italiani sono all'altezza di affrontare con successo i mercati internazionali? O, meglio: al di là della qualità dei prodotti, sono anche in grado di gestire delle buone relazioni commerciali, soprattutto quelle aziende piccole e medio-piccole?
Abbiamo fatto questa domanda ad Ann Daw, presidente della Nasft âNational Association for the Specialty Food Trade- ovvero lâAssociazione che organizza e sponsorizza i tre appuntamenti annuali dellâInternational Fancy Food & Confection Show.
Lo sguardo globale, di chi dal ventisettesimo piano di un grattacielo di Wall Street coordina 2.300 società di importatori, distributori, brokers, rivenditori e ristoratori porta a riflettere sul fatto che non solo le piccole imprese italiane hanno difficoltà , ma anche quelle americane o europee incontrano gli stessi ostacoli.
In questa fiera, fa notare la Daw, sono quasi tutte piccole e medie imprese provenienti da tutto il mondo, lâimportante è sapere ciò che si vuole e come raggiungerlo. Bisogna che le aziende âprecisa Ann Daw- abbiano un programma e bisogna che lo rispettino, il grande errore che a volte alcune piccole imprese commettono è quello di abbandonare, bloccarsi e non proseguire nel proprio piano strategico.
Potrebbe, chiediamo ancora al presidente Nasft, essere utile alle piccole imprese consorziarsi vista lâaccusa che in genere si fa allâl'Italia di presentarsi sul mercato estero disgregata?
Nella sua risposta, Ann Daw evidenzia come concretamente sia molto difficile consorziare tante piccole aziende, ognuna con il proprio marchio e la propria storia.
Per questo negli Stati Uniti ci sono diverse figure, fra importatori, distributori e dettaglianti così da permettere allâazienda di mantenere la propria originalità .
Ma lâItalia, chiediamo per concludere, che chance ha rispetto alle potenzialità e ai rischi di un mercato globale?
Come per tutti, dice, è difficile, però quando il consumatore riesce a riconoscere ad un prodotto una propria autenticità tutto diventa più semplice.
Il caso dellâolio di oliva è emblematico, lâItalia qui è leader su tutto il mercato statunitense proprio perché questo prodotto viene considerato autentico e naturale.
Certamente, conclude la Daw, è importante trovare la persona giusta che inserisca lâazienda sul mercato e questa resta, forse, la cosa più difficile di tutte.
Potrebbero interessarti
Mondo
A Bruxelles i costi di produzione dell'olio di oliva spagnolo: a rischio la redditività di gran parte degli oliveti
L’associazione dei Comuni olivicoli spagnoli ha presentato al gruppo di esperti della Commissione europea le nuove analisi sui costi dell’olio extravergine e delle olive da tavola. Con il calo delle quotazioni degli ultimi mesi, numerosi sistemi produttivi non riescono a coprire i costi
13 ottobre 2026 | 10:30
Mondo
I primi no all'aiuto all'ammasso privato dell'olio di oliva in Spagna: rischia di alterare concorrenza e prezzi
La produzione spagnola 2026/27 è stimata a 1,60 milioni di tonnellate, il 23% in più rispetto alla campagna precedente. Ma l’ipotesi di attivare il meccanismo di ritiro temporaneo dell’olio in caso di eccesso di offerta suscita le perplessità della Commissione nazionale dei mercati e della concorrenza
12 ottobre 2026 | 09:00
Mondo
Ucraina, Bruxelles al lavoro per sbloccare le esportazioni agricole: sul tavolo 1,1 miliardi di euro
La Commissione europea conferma i contatti con Kiev per potenziare i “corridoi di solidarietà”. La richiesta ucraina riguarda la copertura dei maggiori costi logistici necessari a mantenere aperti i flussi di grano, semi oleosi e altri prodotti agricoli verso i mercati internazionali
11 ottobre 2026 | 10:00
Mondo
Parlamento Ue, il Piano anticancro ridimensiona la stretta sull’alcol
La Commissione Salute dell’Eurocamera approva una formulazione più equilibrata dell’European Beating Cancer Plan: accantonata l’impostazione del “no safe level” e nessun avvertimento sanitario equiparabile a quello delle sigarette. Ora il testo dovrà passare al voto della plenaria
08 ottobre 2026 | 12:00
Mondo
L'Andalusia investe 382 mila euro per le sue DOP e IGP dell'olio di oliva
La Junta de Andalucía apre il bando 2026 per finanziare la gestione, la tutela e la promozione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche. Tra i beneficiari entrano anche le associazioni che rappresentano almeno il 60% dei Consigli regolatori
08 ottobre 2026 | 09:00
Mondo
Dalla raccolta alla produzione dell'olio d'oliva: ecco cosa stabilisce la normativa in Europa e nei vari Paesi
Non esiste una disciplina uniforme che imponga in modo generalizzato un limite massimo di tempo dalla raccolta alla frangitura. Eppure il rispetto dei tempi di lavorazione è uno degli elementi determinanti per ottenere un olio extravergine di oliva di qualità
07 ottobre 2026 | 11:00