Mondo

Lavorare in ambito olivicolo-oleario in Spagna conviene?

Lavorare in ambito olivicolo-oleario in Spagna conviene?

La retribuzione dei livelli dirigenziali arriva fino a 60 mila euro annui, mentre straordinariamente bassa appare la paga del frantoiano. Manca però la manodopera stagionale

08 luglio 2022 | Vilar Juan

È stato analizzato un campione rappresentativo del 16% del settore agricolo e industriale dell'olio d'oliva, comprendente 325 frantoi e diverse importanti aziende olivicole in diverse località.

Il settore olivicolo sta attualmente vivendo un aumento della domanda di profili professionali multi-specializzati, dovuto al fatto che le sue mansioni stanno diventando sempre più specializzate e c'è bisogno di un maggior numero di lavoratori formati, esperti nelle loro funzioni e qualificati. Il settore ha bisogno di professionisti che permettano alle aziende agroalimentari di competere sul mercato internazionale e di essere più efficienti.

Nel corso degli anni i salari sono aumentati, raggiungendo un livello stabile. Secondo i risultati, tutti gli stipendi del settore si aggirano in media tra i 20.000 euro/anno e i 60.000 euro/anno, ovvero un'ampia forbice dovuta al fatto che, oltre alla legislazione prevalente sulla base dei salari minimi, dipendono da fattori quali i turni, gli straordinari, il fatturato, ecc.

Le posizioni meglio retribuite sono quelle di direttore generale/direttore generale, presidente esecutivo, responsabile della raccolta delle olive e direttore del mercato.

Le posizioni meno retribuite sono quelle del personale addetto alla raccolta delle olive, in quanto si tratta di posizioni meno qualificate e svolte su base stagionale piuttosto che annuale.

Una delle ulteriori conclusioni è la scarsa disponibilità di manodopera, soprattutto per i lavori stagionali, a causa della periodizzazione delle mansioni, che fa sì che i dipendenti non siano legati all'azienda o alla fattoria, costringendoli a cercare nuove opportunità. Si sottolinea inoltre che questa carenza di offerta di personale sarà ancora maggiore in futuro a causa dello spostamento della popolazione verso le aree urbane, che già oggi rappresentano il 60% del numero totale di persone che vivono sul pianeta, e questo renderà più difficili i lavori intermittenti e stagionali, come la raccolta, tra gli altri.

Potrebbero interessarti

Mondo

La Giordania viene in aiuto all'olio di oliva tunisino

La solidarietà araba viene in aiuto al settore olivicolo tunisino con l'autorizzazione ad importazioni per 10 mila tonnellate. Stretta del governo sul settore: e cooperative rappresentano circa il 60% degli acquisti effettuati dall’Ufficio Nazionale dell’Olio d’Oliva

10 febbraio 2026 | 14:00

Mondo

La Corte europea boccia la proposta della Commissione per il bilancio agricolo 2028-234

La Corte dei conti europea fornisce al Parlamento europeo e al Consiglio dell’UE il proprio parere non vincolante sulle proposte della Commissione europea relative alla politica agricola comune e all’organizzazione comune dei mercati

10 febbraio 2026 | 11:00

Mondo

Il cannabidiolo è un alimento sicuro? Ecco il limite di sicurezza

La Commissione europea reputa che il cannabidiolo possa essere qualificato nuovo alimento purché soddisfi le condizioni previste dalla legislazione UE sui nuovi alimenti

10 febbraio 2026 | 09:00

Mondo

Salvare il germoplasma dell'olivo nella Global Vault di Svalbard

Il deposito, previsto tra il 23 e il 27 febbraio 2026, è coordinato dal Consiglio Oleicolo Internazionale. I semi di olivo saranno depositati nella Global Svalbard Seed Vault, il grande caveau sotterraneo situato nell’arcipelago delle Svalbard, nel cuore dell’Artico

09 febbraio 2026 | 12:00

Mondo

La Spagna produrrà grandi quantità di olio lampante

Con l'80% delle olive caudte a terra a Corboda e Siviglia, le località dove si produce più extravergine, a rischio diventa la redditività dell'olivicoltura. Le difficoltà sulla viabilità accentueranno i costi di produzione

09 febbraio 2026 | 09:00

Mondo

MOSH e MOAH: a rischio il 25% degli oli di oliva in commercio

Quasi il 25% dei campioni di extravergine, vergine e olio di oliva analizzati in Spagna avrebbero contenuti di MOAH maggiori o uguali a 2 mg/kg, cioè 2 ppm, ovvero il livello massimo stabilito dall'UE per il futuro regolamento

07 febbraio 2026 | 11:00