Mondo
A rischio l’80% degli oliveti di Manzanilla e Hojiblanca per il cambiamento climatico
Un riscaldamento di 2°C porterebbe ad una significativa diminuzione delle produttività negli oliveti in asciutta. Perdite di produttività importanti per tutte le varietà, eccezion fatta per la Picual
10 maggio 2022 | T N
Decenni di emissioni di gas serra hanno reso gli effetti del cambiamento climatico già visibili. Infatti, la temperatura media globale dovrebbe aumentare tra 1,5 e 2ºC entro la metà del secolo, secondo i due scenari climatici futuri più probabili.
In generale, un riscaldamento globale di 1,5°C comporterebbe un calo sensibile delle rese e della qualità della produzione nelle attuali aree di coltivazione, ma soprattutto nelle zone più calde e aride del sud peninsulare spagnolo.
Uno studio presentato dal sindacato agricolo Coag stima che l'80% della superficie olivetate dove ci sono le varietà come la Hojiblanca o la Manzanilla in Andalusia potrebbero andare perse.
Un riscaldamento di 2°C porterebbe ad una significativa diminuzione delle produttività negli oliveti in asciutta della penisola iberica e che questo declino sarebbe particolarmente concentrato nelle principali regioni di produzione.
Con un aumento della temperatura di 1,5°C si avrebbero perdite di produttività importanti per tutte le varietà, eccezion fatta per la Picual che potrebbe soffrire di cali di di produzione solo nel caso di inverni particolarmente miti visto che ha elevate esigenze di vernalizzazione.
L'irrigazione aiuterebbe e porterebbe a compensare gli effetti del cambiamento climatico al costo di un aumento del 10-20% della domanda di acqua. Tuttavia, l'impatto nella maggior parte dei casi sarebbe negativo in quasi tutte le località se il riscaldamento dovesse raggiungere i 2,5°C.
Il cambiamento climatico può anche manifestarsi sotto forma di un aumento del numero e dell'intensità delle grandinate o forti precipitazioni. Queste ultime potrebbero aumentare l'erosione del suolo degli oliveti, una coltura che è particolarmente vulnerabile a questo processo a causa della sua distribuzione su pendii ripidi.
In termini di qualità, l'aumento delle temperature potrebbe accelerare i cicli e costringere a raccolti anticipati, anche se con livelli di maturità inferiori a quelli attuali.
Uno stress idrico moderato potrebbe avere un effetto benefico sulla qualità dell'olio, anche se si superano certi livelli, potrebbe esserci una diminuzione della qualità dell'olio, con una diminuzione del contenuto di acido oleico e degli aromi e a un aumento eccessivo dell'amaro, così come una riduzione delle dimensioni dei frutti e del contenuto di olio.
Infine, il riscaldamento climatico potrebbe anche aumentare l'area di distribuzione della mosca dell'olivo e di alcune sottospecie di Xylella sottospecie verso nord, anche se allo stesso tempo i danni nelle zone più calde potrebbero diminuire.
Tuttavia, poiché le temperature invernali in queste zone diventano più miti, gli attacchi di altri insetti come alcune specie di tignola dell'olivo possono aumentare.
Potrebbero interessarti
Mondo
La Tunisia dell'olio di oliva punta sul Brasile: nuove opportunità dopo l’abolizione dei dazi
La decisione di Brasilia di eliminare i dazi doganali sull’olio extravergine d’oliva apre nuove prospettive per le esportazioni tunisine. Al centro dei colloqui tra il ministro degli Esteri Mohamed Ali Nafti e una delegazione imprenditoriale brasiliana il rafforzamento degli scambi commerciali e degli investimenti bilaterali
14 giugno 2026 | 12:00
Mondo
Via libera all’export di uva da tavola italiana in Sudafrica
I ministri dell'agricoltura di Italia e Sud Africa hanno accolto con soddisfazione la conclusione del negoziato che ha portato all'accettazione formale del piano di lavoro per l'export dell'uva da tavola italiana
14 giugno 2026 | 11:00
Mondo
La Catalogna ha raddoppiato la produzione di olio di oliva nella campagna 2025/26
La produzione è stata di 38.500 tonnellate. La ripresa produttiva rilancia l’ottimismo del settore oleicolo catalano. Domanda sostenuta, scorte limitate e mercato equilibrato potrebbero mantenere stabili le quotazioni nei prossimi mesi
13 giugno 2026 | 12:00
Mondo
La Spagna corregge i dati di maggio: aumentano le vendite di olio di oliva e calano le scorte
Dopo le contestazioni del comparto olivicolo e oleario, l’Agenzia di Informazione e Controllo Alimentare rivede i dati provvisori di maggio. Le uscite di olio d’oliva salgono a oltre 90 mila tonnellate, mentre le giacenze complessive risultano inferiori rispetto a quanto comunicato inizialmente
12 giugno 2026 | 18:57
Mondo
Crollano le vendite di olio di oliva spagnolo: tutta colpa di importazioni e GDO
Le vendite complessive di olio spagnolo sono scese a poco più di 73.600 tonnellate, il valore più basso dell’intera campagna, al di sotto persino dei livelli del 2024/25. A pesare sono le importazioni e la politica della Grande Distribuzione
11 giugno 2026 | 16:00
Mondo
La Spagna vuole far autorizzare gli enzimi in frantoio
Uno studio condotto dall’IFAPA in condizioni industriali dimostra che i preparati enzimatici possono migliorare l’estrazione a freddo dell’olio extravergine di oliva, incrementando resa e contenuto fenolico nel pieno rispetto degli standard di qualità e autenticità
11 giugno 2026 | 10:00