Mondo
La Cina blocca i vini australiani ma l'Europa non ne approfitta
Nessuno è riuscito a compensare il vuoto lasciato dal vino australiano crollato dopo l'imposizione di dazi antidumping fino al 218% da parte cinese. La domanda di vino in Cina è insolitamente tiepida
12 novembre 2021 | T N
I cinesi avevano deciso, due anni fa, di porre dazi importanti sul vino australiani in risposta alle politiche governative australiane che puntavano l'indice contro l'espansionismo cinese.
Ora la questione verrà affronta in seno all'Organizzazione mondiale del commercio. Secondo l'Australia, "la Cina non è riuscita a determinare, sulla base di un esame del grado di sostegno o di opposizione alla domanda espresso dai produttori nazionali del prodotto simile, che la domanda è stata fatta "da o per conto dell'industria nazionale", e, tra l'altro, la Cina non è riuscita a determinare correttamente il volume di produzione interna dei prodotti simili".
Canada, Giappone, Brasile, Regno Unito, Ucraina, Turchia, Taipei cinese, Nuova Zelanda, Norvegia, Svizzera, India, Singapore, Russia, Unione Europea e Vietnam si sono riservati il diritto di partecipare al procedimento legale.
Nel frattempo però nessun paese, neanche l'Unione europea, è riuscita ad approfittare dei problemi tra Australia e Cina.
Da gennaio a settembre, secondo i dati diffusi da Huajing Research, il paese ha importato vini per 1,27 miliardi di dollari, 569 milioni di dollari in meno rispetto allo stesso periodo del 2020. Anche i volumi hanno subito una pesante contrazione: persi 17,7 milioni di litri (il totale è stato 329,4 milioni di litri).
Nel mese di settembre le importazioni sono scese del 13,4% in valore e del 9% in volume, segnalando una domanda solitamente tiepida in quella che di solito è la stagione più vivace delle vendite di vino.
Nessuno è riuscito a compensare il vuoto lasciato dal vino australiano crollato dopo l'imposizione di dazi antidumping fino al 218% da parte cinese, nonostante qualche segnale positivo per i vini francesi (+25%), italiani (+52%) e spagnoli (+62%).
Potrebbero interessarti
Mondo
L'olio Igp Jaen contro la speculazione sui prezzi dell'extravergine
L’organismo di tutela denuncia la diffusione di previsioni eccessivamente ottimistiche sulla disponibilità di olio e invita alla prudenza. Produzione sotto osservazione, domanda solida e costi in aumento per gli olivicoltori
04 giugno 2026 | 15:00
Mondo
Export da record di olio di oliva dal Marocco verso la Spagna
Nel primo bimestre del 2026 le importazioni iberiche da Rabat sono balzate da 55 a 3.000 tonnellate. Il Regno di Mohamed VI diventa il quarto fornitore di Madrid, approfittando dei prezzi competitivi e delle agevolazioni Ue
04 giugno 2026 | 10:00
Mondo
Aiuti straordinari per la Spagna olivicola: stanziato oltre un miliardo di euro
Il Ministero dell'Agricoltura, della Pesca e dell'Alimentazione spagnolo avvia i pagamenti previsti dal Regio Decreto-legge 5/2026 per i danni causati dal treno di burrasche tra gennaio e febbraio. Pubblicato l’elenco dei primi beneficiari, con l’obiettivo di garantire celerità e certezza giuridica
03 giugno 2026 | 12:00
Mondo
Export di olio d’oliva tunisino in forte crescita: l’Italia si conferma seconda cliente mondiale
Nella campagna 2025-2026 le esportazioni tunisine di olio d’oliva volano a +63,9% in volume e +49,2% in valore. L’Italia assorbe il 19,6% del totale e diventa primo importatore per il bio. Resta critica la bassa incidenza del confezionato
03 giugno 2026 | 10:00
Mondo
Oleolovers: Jaén punta tutto sul “mare di ulivi” per il turismo
La provincia andalusa lancia un progetto da 170 esperienze immersive finanziato con 4,5 milioni di euro dai fondi Next Generation EU. Oltre 250 imprese coinvolte per attrarre visitatori da tutta Europa
02 giugno 2026 | 11:00
Mondo
I nuovi padroni dell'olivicoltura mondiale: SDG Farmland
Van Lanschot Kempen amplia la piattaforma Rio de Azeite con un nuovo oliveto irrigato in Portogallo: 400 ettari nella regione di Alqueva per rafforzare la produzione sostenibile di olio extra vergine di oliva
01 giugno 2026 | 11:00