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La nuova PAC verso la transizione per un'agricoltura più sostenibile

La nuova PAC verso la transizione per un'agricoltura più sostenibile

La nuova PAC introduce un nuovo metodo in base al quale ciascuno Stato membro elaborerà un piano strategico nazionale in cui si descrive come si intenda conseguire gli obiettivi della PAC e quelli del Green Deal

28 giugno 2021 | C. S.

L'accordo politico provvisorio raggiunto dal Parlamento europeo e dal Consiglio sulla nuova politica agricola comune introduce una PAC più equa, più verde, più flessibile e più rispettosa del benessere degli animali. A partire dal gennaio 2023 saranno attuate politiche più ambiziose sul piano ambientale e climatico, allineate agli obiettivi del Green Deal. La nuova PAC garantirà inoltre una distribuzione più equa del sostegno, soprattutto alle aziende a conduzione familiare piccole e medie e ai giovani agricoltori.

Con regole più semplici a livello dell'UE, ogni Stato membro preparerà un piano strategico per attuare la PAC nei prossimi 5 anni. Sarà in tal modo possibile tenere conto delle condizioni locali e concentrarsi sui risultati.

Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo della Commissione europea, ha dichiarato: "Durante i negoziati la Commissione ha lavorato a una nuova politica agricola comune in grado di sostenere il Green Deal. L'accordo politico che abbiamo raggiunto oggi segna l'inizio di un vero cambiamento nel modo di fare agricoltura in Europa. Nei prossimi anni proteggeremo le zone umide e le torbiere, dedicheremo più terreni agricoli alla biodiversità, promuoveremo l'agricoltura biologica, assicureremo nuove fonti di reddito per gli agricoltori attraverso il sequestro di carbonio nei suoli agricoli e inizieremo a correggere le disuguaglianze nella distribuzione del sostegno al reddito."

Janusz Wojciechowski, Commissario per l'Agricoltura, ha dichiarato: "Sono lieto che sia stato raggiunto un accordo politico su una nuova PAC in tempo utile per la sua attuazione entro l'inizio del 2023. La nuova PAC combina ambizioni più elevate in materia di ambiente, clima e benessere degli animali con una distribuzione più equa dei pagamenti, in particolare alle piccole e medie aziende agricole a conduzione familiare e ai giovani agricoltori. Ora conto sugli Stati membri: sta a loro sviluppare piani strategici della PAC ambiziosi che siano in linea con i nostri obiettivi, che mettano a disposizione dei nostri agricoltori gli strumenti giusti e che li sostengano durante la transizione verso un sistema alimentare sostenibile."

Una PAC più equa

Per la prima volta, la PAC farà proprio il principio della condizionalità sociale, in virtù del quale i beneficiari dovranno rispettare norme europee di diritto sociale e del lavoro per poter ricevere fondi della PAC.
La ridistribuzione del sostegno al reddito sarà obbligatoria. Gli Stati membri ridistribuiranno almeno il 10 % a vantaggio delle aziende agricole più piccole e devono descrivere nel loro piano strategico come intendono farlo.
Il livello minimo obbligatorio del sostegno ai giovani agricoltori passerà al 3 % dei fondi degli Stati membri assegnati al sostegno al reddito dei giovani agricoltori (al di sotto dei 40 anni) a titolo della PAC, in forma, ad esempio, di sostegno al reddito, agli investimenti o all'avviamento di nuove attività imprenditoriali.

Una PAC più verde

La nuova PAC prevede misure di sostegno per la transizione verso un'agricoltura più sostenibile e più ambiziosa in materia di clima, ambiente e benessere degli animali. In questo modo potrà essere attuata tramite i piani strategici nazionali in sintonia con il Green Deal e le sue strategie sulla biodiversità e "dal produttore al consumatore". Introduce anche nuovi strumenti che, insieme ai nuovi metodi di lavoro, permetteranno prestazioni più efficienti e mirate a livello di ambiente, clima e benessere degli animali:

Coerenza con il Green Deal europeo: La nuova PAC si integrerà pienamente nella legislazione dell'UE in materia di ambiente e clima. I piani della PAC contribuiranno agli obiettivi delle strategie sulla biodiversità e "Dal produttore al consumatore" e saranno aggiornati per tenere conto dell'evoluzione legislativa in materia di clima e ambiente derivante dal Green Deal europeo.
la condizionalità: i requisiti minimi che dovranno rispettare i beneficiari della PAC per avere accesso ai fondi sono ora più ambiziosi. Ad esempio, ogni azienda agricola dovrà destinare almeno il 3 % dei seminativi alla biodiversità e agli elementi non produttivi, con la possibilità arrivare al 7 % con un sostegno aggiuntivo nell'ambito dei regimi ecologici. Tutte le zone umide e torbiere saranno protette.
gli Stati membri avranno l'obbligo di offrire dei regimi ecologici: si tratta di un nuovo strumento a carattere volontario che premierà gli agricoltori che adotteranno pratiche rispettose del clima e dell'ambiente (agricoltura biologica, agroecologia, difesa fitosanitaria integrata ecc.) e favoriranno il benessere degli animali. Gli Stati membri devono destinare ai regimi ecologici almeno il 25 % dei loro fondi per il sostegno al reddito, per un totale di 48 miliardi di € dai pagamenti diretti.
almeno il 35 % dei fondi per lo sviluppo rurale sarà assegnato a impegni agroambientali che promuovono pratiche rispettose dell'ambiente, del clima e del benessere degli animali.
il bilancio della PAC deve contribuire in modo significativo alla spesa complessiva dell'Unione per il clima. Entro il 2025, per garantire un calcolo realistico e affidabile, la Commissione proporrà un nuovo approccio differenziato che superi i metodi esistenti.

Una PAC più flessibile

La nuova PAC introduce un nuovo metodo di lavoro, in base al quale ciascuno Stato membro elaborerà un piano strategico nazionale in cui si descrive come si intenda conseguire gli obiettivi della PAC e quelli del Green Deal descritti nelle strategie "Dal produttore al consumatore" e sulla biodiversità.

Inoltre la nuova PAC si concentra sui risultati, grazie a:

regole più semplici a livello dell'UE;
una relazione annuale sull'efficacia dell'attuazione che gli Stati membri dovranno presentare alla Commissione a partire dal 2024, accompagnata da una riunione annuale di riesame;
un esame della prestazione dei piani strategici PAC da parte della Commissione nel 2025 e 2027, cui farà seguito, se necessario, una richiesta d'intervento rivolta agli Stati membri interessati;
una serie di indicatori comuni atti a monitorare l'attuazione della PAC e valutare la prestazione dei piani strategici nazionali.
Agricoltori più forti in un settore agroalimentare competitivo

La nuova PAC mantiene globalmente un orientamento al mercato: le aziende agricole dell'UE continueranno a operare in funzione dei segnali del mercato, cogliendo le opportunità che offre il commercio fuori dall'UE.
La nuova PAC rinsalda inoltre la posizione degli agricoltori nella filiera alimentare, con più ampie possibilità di unire le forze - anche grazie a speciali deroghe alle norme sulla concorrenza.
Si istituirà una nuova riserva agricola per sostenere le misure di mercato in tempi di crisi, con un bilancio annuale di almeno 450 milioni di EUR.

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