Mondo

Pesticidi negli alimenti: Italia leader in Europa per controlli

Pesticidi negli alimenti: Italia leader in Europa per controlli

Nel 2019 analizzati nell'Unione europea 96.302 campioni di alimenti, dei quali il 96,1% è risultato nei limiti di legge. L'Italia ha analizzato 1.520 campioni, quasi il doppio degli 828 previsti dal programma come requisito minimo

09 aprile 2021 | T N

Nel 2019 sono stati analizzati complessivamente 96 302 campioni di alimenti, dei quali il 96,1% è risultato nei limiti di legge. Quanto al sottoinsieme di 12579 campioni analizzato in base al programma di controllo coordinato dall'UE (EUCP) si è riscontrato che era nei limiti di legge il 98% di essi.

L'EUCP ha analizzato campioni presi a caso in 12 prodotti alimentari: mele, cavoli cappuccio, lattuga, pesche, spinaci, fragole, pomodori, avena in chicchi, orzo in chicchi, vino (rosso e bianco), latte vaccino e grasso di maiale. Di questi campioni:

- 6674, ovvero il 53%, sono risultati privi di residui quantificabili;
- 5664, ovvero il 45%, contenevano uno o più residui in concentrazioni inferiori o pari ai limiti ammessi;
- il 2% infine, cioè 241 campioni, conteneva residui eccedenti il massimo di legge, dei quali l'1% è stato sottoposto a misure legali.

Il programma coordinato utilizza a rotazione triennale panieri di prodotti analoghi, in modo da poter individuare per prodotti specifici tendenze in aumento o diminuzione. Rispetto al 2016 il tasso di sforamento risulta diminuito per pesche (da 1,9% a 1,5%), lattuga (da 2,4% a 1,8%), mele (da 2,7% a 2,1%) e pomodori (da 2,6% a 1,7%); aumentato invece per fragole (da 1,8% a 3,3%), cavoli cappuccio (da 1,1% a 1,9%), uva da vino (da 0,4% a 0,9%) e grasso di maiale (da 0,1% a 0,3%). Come nel 2016 non risultano sforamenti nel latte vaccino.

Oltre ai dati armonizzati e confrontabili raccolti nell'ambito del programma coordinato UE, il rapporto annuale dell'EFSA utilizza anche i dati provenienti dalle attività di controllo nazionali dei singoli Stati membri dell'UE, della Norvegia e dell'Islanda.

Questi programmi nazionali di controllo sono mirati sul rischio, quindi su prodotti con presenza probabile di residui di pesticidi o nei quali siano state individuate violazioni delle norme negli anni precedenti. Essi forniscono  informazioni importanti ai gestori del rischio ma, a differenza dei dati provenienti dal programma coordinato dall'UE, non forniscono un quadro statisticamente rappresentativo dei livelli di residui che ci si aspetterebbe di trovare negli alimenti in vendita in Europa.

L'Italia, dopo la Germania e la Romania, è il Paese Ue che nel 2019 ha analizzato più campioni nell'ambito del programma coordinato europeo per verificare la presenza di residui di pesticidi. Emerge dal rapporto Efsa sul primo anno di applicazione del piano triennale, che ha analizzato campioni raccolti casualmente da 12 prodotti alimentari (mele, cavoli, lattuga, pesche, spinaci, fragole, pomodori, chicchi di avena, chicchi d'orzo, vino, latte vaccino e grasso di suino). L'Italia ha analizzato 1.520 campioni, quasi il doppio degli 828 previsti dal programma come requisito minimo. La Francia doveva analizzare almeno 852 campioni, ma si è fermata a 762.

I controlli previsti dal piano Ue si sommano a quelli nazionali per un totale di 11.500 campioni analizzati. Il 62,6% sono privi di residui, una percentuale più alta del dato europeo (Ue a 27 più Regno Unito, Norvegia e Islanda), che si attesta al 53%. Il 36,2% presenta residui al di sotto dei limiti e l'1,1% non è conforme. Sul totale, 9.473 campioni hanno come origine l'Italia, 452 provengono da altri Stati membri dell'Ue, 1.309 da Paesi terzi e per 266 campioni l'origine è sconosciuta.

Potrebbero interessarti

Mondo

Cina e Ue verso la riduzione dei dazi sull’olio d’oliva

Dopo quattro mesi di negoziati, Bruxelles e Pechino valuteranno la possibilità di ridurre o azzerare i dazi sull’olio d’oliva e su altri prodotti europei. Una prospettiva che potrebbe favorire le esportazioni italiane e spagnole, rilanciando la competitività in un mercato asiatico sensibile alla qualità e ai prezzi

20 ottobre 2026 | 11:00

Mondo

Allarme rogna dell’olivo in Tunsia: produzione di olio in calo del 40%

Il ministero dell’Agricoltura tunisino ha avviato un piano straordinario per contenere la diffusione della rogna dell’olivo, individuata nel governatorato di Mahdia. Intanto, le previsioni per la prossima campagna olearia indicano una produzione di circa 300 mila tonnellate

20 ottobre 2026 | 09:00

Mondo

La produzione di olive e olio di oliva in Catalogna si riduce di un terzo

La Federazione delle cooperative agrarie catalane stima una produzione di 25.500 tonnellate, contro le 39.000 della campagna precedente. La siccità primaverile ed estiva penalizza soprattutto le Terres de l’Ebre, dove il raccolto potrebbe diminuire del 60%

19 ottobre 2026 | 13:00

Mondo

Perchè la Spagna sta importando sempre più olio di oliva dalla Tunisia?

L’Italia resta uno dei principali sbocchi dell’olio d’oliva tunisino, ma la Spagna ha conquistato una posizione di primo piano come mercato di destinazione e piattaforma commerciale. Il pericolo triangolazioni è sempre più in agguato

19 ottobre 2026 | 09:00

Mondo

La Spagna rafforza la tracciabilità sull'olio d'oliva: obbligo di conferma per gli oli sfusi

La modifica del Real Decreto 760/2021 introduce nuovi adempimenti per gli operatori della filiera olearia spagnola. Alla ricezione degli oli sfusi sarà necessario confermare telematicamente la consegna e la corrispondenza dei dati dichiarati. Diventa inoltre obbligatorio caricare nel sistema informatico il bollettino di analisi o il documento equivalente

15 ottobre 2026 | 11:00

Mondo

Imbottigliatori spagnoli contro l'ammasso privato dell'olio d'oliva

Le associazioni spagnole dell’industria olearia e dell’export contestano la proposta del Ministero dell’Agricoltura di ritirare obbligatoriamente l’olio di oliva dal mercato. La misura potrebbe aumentare i costi, alterare la concorrenza e favorire i Paesi concorrenti

14 ottobre 2026 | 11:00