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Ora si scommette sui 3 euro/kg per l'olio extra vergine d'oliva spagnolo
Con la preventivata diminuzione della produzione iberica, l'andamento delle quotazioni segue le leggi della domanda e dell'offerta ma una brusca frenata delle vendite può rimescolare tutte le carte
16 febbraio 2021 | T N
Situazione complicata in Spagna che vive su un filo sottile, tra ottimismo e dramma.
Se le previsioni produttive indicano una netta discesa rispetto alle previsioni ottimistiche di inizio campagna olearia, con la produzione che dovrebbe superare di poco le 1,4 milioni di tonnellate, rispetto alle 1,6 previste, per colpa delle basse rese e del meteo inclemente, i prezzi sono in rialzo e ormai sono vicini alla soglia psicologica dei 3 euro/kg.
Superare tale valore, però, non sarà facile e tutto dipenderà dal flusso di vendite che, per generare una spirale positiva sulle quotazioni, deve mantenersi stabile nell'ordine delle 130-140 mila tonnellate al mese. Tuttavia, già a gennaio, si è evidenziata una frenata, a 120 mila tonnellate commercializzate.
Una situazione, quindi, dove domina l'incertezza e l'instabilità, dove possono non mancare colpi di scena, in rialzo o ribasso, in ragione di logiche speculative momentanee, specie con un'industria olearia che è quantomai prudente.
Cosa c'è allora da sorridere per una situazione confusa e incerta? Le quotazioni del lampante, vera colonna portante dell'olivicoltura iberica, sono in crescita continua da settimane, superando i 2,2 euro/kg e avvicinandosi addirittura ai 2,4 euro/kg. Si tratta di valori che, un anno fa, non spuntava neanche l'extra vergine. Considerando che, tra gelo e surmaturazione, molto di quanto prodotto dalle seconda metà di gennaio in poi è classificabile come lampante, è chiaro che una quotazione così alta fa felici i produttori e le cooperative che così sperano di rintuzzare le proteste dei soci dopo la campagna olearia 2019/20.
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