Mondo
La rivoluzione agricola della Gran Bretagna post Brexit
Il budget per la distribuzione dei sussidi agricoli di modello Ue sarà azzerato nel 2028, per far spazio definitivamente al nuovo schema che terrà conto maggiormente della tutela dell'ambiente
30 novembre 2020 | C. S.
Il governo britannico di Boris Johnson promette una svolta radicale post Brexit nella campagne inglesi, con una graduale redistribuzione di sussidi pubblici dall'attuale sistema europeo, che premia allevatori e produttori secondo metodi quantitativi, a un nuovo meccanismo che terrà conto maggiormente della tutela del verde e dell'ambiente da parte di chi possiede terre e fattorie. Si tratta di una strategia pluridecennale destinata, in base a quanto annunciato dal ministro dell'Argricoltura e dell'Ambiente, George Eustice, a scardinare il modello europeo di sostegno di questo settore, ritenuto più adatto nella percezione di Londra a Paesi come la Francia che come il Regno Unito.
Invece di andare automaticamente ha chi alleva "più pecore o più mucche", i finanziamenti futuri pubblici, "pagati dai contribuenti britannici", saranno concessi secondo un criterio di "Gestione ecologica della terra" (Environmental Land Management, o Elm) che favorirà quei fattori e quegli allevatori in grado anche di piantare più alberi, di aiutare a prevenire le inondazioni, di proteggere le biodiversità.
Stando a un documento programmatico firmato da Eustice si procederà comunque per gradi, a partire dalla fine dalla transizione post divorzio fissata per il 31 dicembre.
"Sarà un'avoluzione più che una rivoluzione", ha puntualizzato il ministro, spiegando il budget per la distribuzione dei sussidi agricoli di modello Ue sarà dimezzato entro il 2024 e azzerato nel 2028, per far spazio definitivamente al nuovo schema dell'Elm. L
'obiettivo è cancellare distorsioni come quella che hanno consentito ad esempio nel Regno negli anni scorsi a un miliardario saudita d'incassare sussidi europei destinati in teoria all'agricoltura solo per aver moltiplicato gli esemplari di una sua scuderia di cavalli da corsa.
Potrebbero interessarti
Mondo
Allarme meteo sull’Andalusia: le piogge distruggono le ultime speranze degli olivicoltori
Il ciclone Leonardo porterà precipitazioni che saranno intense e straordinariamente persistenti. Potrebbero cadere tra i 200 e i 250 l/m² in 24 ore. Peggiorano ancora le previsioni di produzione di olio di oliva in Spagna
05 febbraio 2026 | 10:00
Mondo
Taglio dei dazi dei formaggi italiani in Cina
Al fine di risolvere adeguatamente il caso anti-sovvenzioni dell'UE relativo ai veicoli elettrici a batteria cinesi, Cina e UE hanno condotto diversi cicli di consultazioni in uno spirito di reciproco rispetto, con buone notizie per il lattiero-caseario nazionale
03 febbraio 2026 | 13:00
Mondo
La Tunisia olivicola rilancia su stoccaggio e irrigazione
Il presidente della Repubblica tunisina, Kais Saied, ha ribadito la necessità di intensificare la distribuzione di olio di oliva alla popolazione, recuperando al contempo le numerose infrastrutture idriche che sono state progressivamente abbandonate fino a scomparire quasi del tutto
03 febbraio 2026 | 11:00
Mondo
Oltre all'olivo c'è di più: EFSA aggiorna il database delle piante ospiti di Xylella
Tra i principali risultati dell’aggiornamento figura l’identificazione di una nuova pianta ospite, Carya carolinae-septentrionalis. Il documento rappresenta la 13ª versione del database, elaborata su mandato della Commissione europea per il periodo 2021–2026
01 febbraio 2026 | 12:00
Mondo
La campagna olivicola in Portogallo chiude in calo: produzione di olive giù del 20%
La produzione 2025/26 si colloca ben al di sotto dei livelli del 2024, ma resta sostanzialmente in linea con la media degli ultimi cinque anni. Buona qualità delle olive conferite ai frantoi, con produzione di oli di oliva di elevato profilo qualitativo
01 febbraio 2026 | 10:00
Mondo
L'Arabia Saudita guarda al futuro dell'olivicoltura
Un ruolo determinante nello sviluppo del progetto è stato svolto dal Centro di Ricerca sull’Olivo dell’Università di Al-Jouf, istituito nel 2012 con decreto reale. La Saudi Vision 2030 è il piano strategico con cui il governo saudita punta a ridurre la dipendenza dal petrolio
31 gennaio 2026 | 09:00