Mondo

Al GP di Valencia l'immagine iconica di un oliveto nel circuito

Al GP di Valencia l'immagine iconica di un oliveto nel circuito

Un uliveto tra la curva 12 e la 13 del Circuito “Ricardo Tormo” a Valencia. Anche così si fa cultura olearia e si fa comunicazione, imponendo un modello che viene esportato in tutto il mondo. Forse avremmo davvero qualcosa da imparare dalla Spagna, senza dimenticare però le nostre varietà

20 novembre 2020 | Maurizio Pescari

Domenica. In poltrona. Guardo la MotoGp. L’occhio cade su una macchia verde; è un uliveto, tra la curva 12 e la 13 del Circuito “Ricardo Tormo” a Valencia. Ma come un uliveto, ma non era meglio un parcheggio? Un uliveto dentro un circuito motoristico. Già, ma dove siamo, a Valencia, Spagna, il cuore della produzione mondiale di olio. Da queste parti l’olio è tutto, semplicemente tutto; ma il legame con la pianta nasce prima di quello con l’olio. Picual, Arbequina, è la pianta ad avere valore, simbolo, non è una bottiglia d’olio in vendita nello spaccio del circuito. Qui l’ulivo è di tutti, l’olio ognuno ha il suo. È la manifestazione oggettiva e visibile di una cultura diversa, che lega quella gente a quella pianta e al suo valore economico. Segnando un solco che traccia la differenza assoluta tra l’olivicoltura italiana e quella spagnola, penisola anche quella iberica, dove di piani olivicoli ne partoriscono uno ogni cinque e l’olivicoltura è diventata la principale azienda agroalimentare del paese. Magari fa meno paesaggio, perché quella terra ha lasciato i suoi spazi al superintensivo, al suo valore, alla sua qualità, alla sua economia, ai suoi posizionamenti sul mercato. Terra quella spagnola, dalla quale si rifornisce l’Italia, da mettere in bottiglia con etichetta italiana; olio spagnolo in etichette italiane, e in etichette italiane di proprietà spagnola. Semplice, no? Basta aprire gli occhi.

Agli addetti ai lavori che leggeranno queste righe non servono esempi. Ce l’hanno tutte davanti agli occhi le etichette. Ma nel voler rimanere piccoli di visione, le sviliscono, dietro al concetto sommario che definisce la qualità dell’olio spagnolo che oggi, a quest’ora, all’ingrosso costa €2,34. Ma in Spagna non si fa solo quello di olio. Si producono oli di qualità in quantità tale che i nostri - salvo pochissimi - possono solo arrossire. Noi continuiamo ad illuderci di essere grandi. Chi dovrebbe aiutarci a diventare grandi, ci fa credere di esserlo già… Le nostre punte di diamante ci sono, ma salvo casi che si contano sulla punta delle dita di una mano, continuiamo ad illuderci di essere chi non siamo più. In Italia, istituzioni governative e professionali gestiscono una politica nella quale l’agricoltura non conta più niente, è solo un mezzo per raggiungere l’obiettivo vero, i soldi che vi girano intorno. Ora non è che dobbiamo mettere uliveti a Monza, Misano Adriatico, Imola, Vallelunga o al Mugello. Magari, questo sì, nei giardini pubblici, nei cortili delle scuole. Chissà, magari sarà anche possibile rimettere a coltura qualche oliveto o farne di nuovi. Già negli oliveti potrebbe essere una bella idea. Anche perché ne hanno bisogno. Come dite? Quante piante? No, non migliaia, ne bastano un po’, belle, di cultivar italiane, perché in fondo dobbiamo solo dare dignità, ravvivandolo, al nostro paesaggio, alle nostre colline. Cosa che non gli spagnoli non possono fare visti gli spazi di cui dispongono, adatti solo a colture agricole industriali, meccanizzabili, utili a produzione piatte, di qualità non definibile. A proposito, il gran premio l’ha vinto un italiano, Franco Morbidelli, di Roma. Lazio, terra di grandi oli. Guida una Yamaha. Sapete quanto costa un litro di olio per la sua moto? OlioGp.

Potrebbero interessarti

Mondo

Olio di oliva sempre più richiesto sui mercati mondiali, Stati Uniti in testa

Gli oli d’oliva vergini rappresentano la quota maggiore delle importazioni, con il 73,5% del totale. Secondo il COI, nel periodo ottobre-dicembre 2025 le importazioni di olio d’oliva nei principali mercati mondiali sono aumentate del 13,8% rispetto allo stesso periodo della campagna precedente

18 marzo 2026 | 09:00

Mondo

Olio di oliva: mercato dinamico ma prezzi ancora insufficienti per molti produttori

Il problema principale resta però la redditività dell’olivicoltura tradizionale. Garantire prezzi all’origine sufficienti a coprire i costi di produzione rimane dunque la sfida principale per il settore

17 marzo 2026 | 12:00

Mondo

L’olivicoltura australiana entra in una fase di consolidamento: produzione in forte crescita

Storicamente l’olivicoltura australiana è stata dominata da aziende agricole di piccole e medie dimensioni, spesso a conduzione familiare. Tuttavia, negli ultimi anni il settore sta evolvendo verso modelli produttivi più strutturati e di maggiore scala

16 marzo 2026 | 15:00

Mondo

Giù i dazi antidumping ai produttori di pasta italiani

Revisione significativa sull’entità dei dazi provvisori antidumping resi noti il 4 settembre scorso. I dazi avranno un livello minimo del 2,65% e massimo del 7%. L’esito positivo dell’indagine giunge al seguito di un tempestivo intervento del Governo italiano e della Commissione Europea

15 marzo 2026 | 11:00

Mondo

Olio d’oliva, negli USA quasi metà del mercato certificato NAOOA

Secondo la NAOOA, la preoccupazione principale dei consumatori americani riguarda la purezza dell’olio d’oliva. Annunciato che il programma “NAOOA Certified” copre ormai il 49% degli oli d’oliva di marca venduti nel Paese

15 marzo 2026 | 10:00

Mondo

Export di olio d’oliva spagnolo in forte crescita nel 2025

Le esportazioni complessive di olio d’oliva e di olio di sansa hanno raggiunto 592.000 tonnellate, segnando un aumento del 23% rispetto al 2024. Oltre agli Stati Uniti bene i mercati di Regno Unito, Cina e Canada

13 marzo 2026 | 09:00

Commenta la notizia

Per commentare gli articoli è necessario essere registrati

Accedi o Registrati