Mondo
Fallisce il Progetto Elaia per l'oliveto più grande al mondo
Si separano i soci della proprietà olivicola più grande al mondo: 15 mila ettari divisi su quattro continenti per una produzione d'oltre 20 mila tonnellate. Fallisce così l'ambizioso progetto che vedeva l'industria olearia Sovena come capofila
19 novembre 2020 | T N
L'industria olearia non riesce proprio nel progetto di monopolizzare la produzione, creando sistemi produttivi in grado di condizionare il mercato.
La prima idea fu dei fratelli Salazar ai tempi di Sos Cuetara (ora Deoleo) che lanciarono il Proyecto Tierra per puntare a realizzare migliaia di ettari di oliveto in Spagna e nel Nord Africa. Dopo l'estromissione dei fratelli, accusati di aver affossato il gruppo con una mole di debiti insostenibili, il progetto fu prontamente archiviato.
Ora tocca al Progetto Elaia, che vedeva l'industria olearia portoghese Sovena come capofila. Sovena è una delle sette sorelle del mondo oleario, controllando marchi importanti nella penisola iberica e in diversi mercati esteri, come Mercadona.
Il Progetto Elaia si è esteso nel tempo fino a racchiudere quindici diverse aziende che, insieme, erano proprietarie di 15 mila ettari di oliveto prevalentemente distribuiti in Portogallo, Spagna e Marocco, per una produzione da 20 mila tonnellate all'anno.
Al progetto avevano anche aderito California Olive Ranch (Stati Uniti) e Boundary Bend Limited (Australia) ma i soci di maggioranza erano Sovena e la Atitlan Grupo Empresarial di Valencia.
Le strade si dividono e, anche se i soci annunciano che la collaborazione continuerà. Ancora non è dato sapere come verrà diviso il patrimonio immobiliare e colturale, tra cui diversi frantoi in Portogallo, Spagna e Marocco.
Ad oggi l'ipotesi più probabile è che Sovena prenda il diretto controllo di tutte le olivete in Portogallo e in Marocco.
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