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Il Parlamento europeo vuole una politica agricola più verde e equa

La futura politica agricola dell’UE dovrebbe essere più flessibile, sostenibile e a prova di crisi e consentire agli agricoltori di garantire la sicurezza alimentare in tutta l’Unione

29 ottobre 2020 | C. S.

I deputati europei hanno adottato la posizione del Parlamento sulla riforma della politica agricola (PAC) post 2022. La squadra negoziale del Parlamento è pronta ad avviare il dialogo con i ministri dell’UE.

Verso una politica basata sui risultati

I deputati hanno confermato un cambiamento politico che dovrebbe far corrispondere meglio la politica agricola dell’UE ai bisogni dei singoli paesi, ma insistono nel mantenere parità di condizioni in tutta l’Unione. Ai governi nazionali spetterà la redazione di piani strategici, approvati poi dalla Commissione, in cui delineare le modalità concrete di attuazione degli obiettivi dell’UE. La Commissione valuterà i risultati, e non soltanto la loro conformità alle norme dell’UE.

Promozione migliori prestazioni ambientali per le aziende agricole dell’UE

Gli obiettivi dei piani strategici sono perseguiti in linea con l'Accordo di Parigi, dicono i deputati.

Il Parlamento ha rafforzato le pratiche rispettose del clima e dell’ambiente obbligatorie, la cosiddetta condizionalità, che gli agricoltori devono applicare per poter ottenere sostegno diretto. Inoltre, i deputati intendono dedicare almeno il 35% del bilancio per lo sviluppo rurale a qualsiasi tipo di misura legata al clima o all’ambiente. Almeno il 30% del bilancio per i pagamenti diretti sarà destinato a regimi ecologici volontari che potrebbero aumentare il reddito degli agricoltori.

I deputati insistono affinché siano istituiti servizi di consulenza aziendale in tutti i Paesi UE e almeno il 30% dei finanziamenti dell’UE sia destinato al sostegno degli agricoltori per la lotta al cambiamento climatico, la gestione sostenibile delle risorse naturali e la tutela della biodiversità. Invitano poi gli Stati membri a incoraggiare gli agricoltori a destinare almeno il 10% dei propri terreni a interventi paesaggistici a sostegno della biodiversità, quali siepi, alberi non produttivi e stagni.

Riduzione dei contributi alle aziende più grandi e sostegno alle piccole aziende e ai giovani agricoltori

I deputati hanno votato per ridurre progressivamente i pagamenti diretti annuali agli agricoltori al di sopra dei 60.000 euro e poi fissarne il massimale a 100.000 €. Sarà tuttavia possibile agli agricoltori di detrarre il 50% dei salari collegati alle attività agricole dall’importo totale prima di effettuare la riduzione. Almeno il 6% dei pagamenti diretti nazionali dovrebbe servire al sostegno delle aziende agricole di piccole e medie dimensioni. I deputati aggiungono che in caso più del 10% fosse utilizzato, la riduzione diventerebbe volontaria.

I Paesi UE avrebbero la possibilità di destinare almeno il 4% delle dotazioni per i pagamenti diretti a sostegno dei giovani agricoltori. I finanziamenti per lo sviluppo rurale potrebbero fornire un sostegno complementare in grado di dare la priorità agli investimenti dei giovani agricoltori.

Il Parlamento sottolinea che i finanziamenti dell’UE dovrebbero essere riservati a chi svolge almeno un livello minimo di attività agricola. Coloro che gestiscono aeroporti, servizi ferroviari, impianti idrici, servizi immobiliari, terreni sportivi e aree ricreative permanenti sono automaticamente esclusi.

Hamburger vegetariani e bistecche di tofu: nessun cambiamento nell'etichettatura dei prodotti a base di piante

I deputati hanno respinto tutte le proposte per modificare le norme attuali per i nomi dei prodotti con carne a prodotti contenenti carne. Non cambierà quindi nulla per i prodotti a base di piante e per gli appellativi che sono utilizzati attualmente quando sono messi in vendita.

Sostegno agli agricoltori nella gestione di rischi e crisi

Il Parlamento ha richiesto ulteriori misure per aiutare gli agricoltori a gestire rischi e possibili crisi future. Auspica una maggiore trasparenza del mercato, una strategia di intervento per tutti i prodotti agricoli, e l’esenzione dalle norme sulla concorrenza per quelle pratiche che adottano standard ambientali o sulla salute o sul benessere degli animali più elevati.

Il Parlamento ha chiesto inoltre che la riserva per le crisi, prevista per aiutare gli agricoltori in caso di instabilità dei prezzi o dei mercati, sia convertita da strumento ad hoc a strumento permanente dotato di un bilancio adeguato.

Sanzioni più severe nel caso di infrazioni ripetute e meccanismo di reclamo dell’UE

Il Parlamento intende comminare sanzioni più elevate nel caso di inosservanza dei requisiti dell’UE, ad esempio in materia di ambiente, benessere degli animali o qualità degli alimenti. L’importo della sanzione è pari ad almeno il 10% dell’importo totale dei pagamenti (un incremento rispetto all’attuale 5%).

I deputati chiedono infine l’istituzione di un meccanismo di denuncia ad hoc attraverso il quale gli agricoltori e i beneficiari che subiscono un trattamento iniquo o che si trovino in situazione di svantaggio per quanto riguarda l’accesso ai fondi dell’UE, possano presentare denuncia se il loro governo nazionale non gestisce il loro reclamo in modo soddisfacente.

Risultati della votazione

Il regolamento sui piani strategici è stato approvato con 425 voti favorevoli, 212 voti contrari e 51 astensioni.

Il regolamento sull’organizzazione comune dei mercati è stato approvato con 463 voti favorevoli, 133 voti contrari e 92 astensioni.

Il regolamento sul finanziamento, la gestione e il monitoraggio della PAC è stato approvato con 434 voti favorevoli, 185 voti contrari e 69 astensioni.

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