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In Spagna è vietato dire che l'olio extra vergine di oliva è salutare
Diverse associazioni spagnole e riscercatori del settore si scagliano contro amministrazioni locali che hanno sanzionato aziende che hanno diffuso sui propri siti web ricerche sulle proprietà salutistiche dell'olio extra vergine di oliva
15 settembre 2020 | T N
Associazioni, professionisti del settore e scienziati hanno firmato un manifesto che sottolinea l'importanza di far conoscere ai consumatori le virtù nutrizionali e salutistiche dell'olio extravergine di oliva, denunciando al contempo le denunce e le sanzioni comminate da alcune amministrazioni pubbliche nei confronti di diverse aziende olivicole per la diffusione delle virtù salutistiche sui loro siti web e social network, in quanto considerate come rivendicazioni commerciali dalle aziende che le diffondono.
Quindi, diverse associazioni, tra cui QvExtra!, l'Associazione dei Frantoi Federali di Spagna (AFE), l'Associazione Commerciale dei Frantoi Industriali di Cordoba (Acora), così come ricercatori e le diverse aziende che hanno vinto i premi Mario Solinas e Spanish Food Awards del Ministero dell'Agricoltura, della Pesca e dell'Alimentazione, hanno chiesto alle pubbliche amministrazioni di considerare accettabile la diffusione generica e la promozione dell'olio extra vergine di oliva da parte delle aziende olivicole, per quanto riguarda le sue proprietà salutari.
L'iniziativa punta a permettere la diffusione di studi scientifici su queste proprietà salutari dell'olio, non considerandole un'attività commerciale da parte delle aziende che la diffondono, quindi impendendo la comminazione di sanzioni.
Le associazioni sottolienano il fatto che, nonostante le proprietà salutari dell'extra vergine siano state scientificamente provate per molti anni e nonostante il fatto che la maggior parte dei siti web governativi, sia nazionali che internazionali, alludano agli innumerevoli benefici salutari confermati di questo prodotto, alcune amministrazioni si dedicano con impegno a denunciare le aziende produttrici e imbottigliatrici, non per aver riportato in etichetta le indicazioni sulla salute, ma per aver inserito in etichetta l'indirizzo del proprio sito web aziendale e aver illustrato in tale sito web le più che provate capacità salutari degli oli extravergini di oliva, facendolo in modo generico e non in riferimento al proprio marchio o all'olio in particolare.
I riferimenti contenuti in questi siti web si riferiscono alla categoria complessiva dell'extra vergine e citano sempre la fonte scientifica e di ricerca che la genera.
Pertanto, le associazioni chiedono che le amministrazioni centrali e regionali chiariscano e interpretino gli strumenti che i produttori e i confezionatori possono utilizzare nell'educazione e nella promozione dell'extra vergine.
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