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Per l'agricoltura europea un impegno contro i cambiamenti climatici
A fine maggio la Commissione europea ha pubblicato la strategia “Farm to Fork”, come parte importante dell’European Green Deal, innovativa proposta legislativa ambientale
16 luglio 2020 | Marcello Ortenzi
Il settore agricolo è responsabile del 10,3% delle emissioni di gas a effetto serra dell’UE. E quasi il 70% di esse proviene dal settore dell’allevamento. Gli agricoltori sviluppando la produzione di energia rinnovabile e investendo in digestori anaerobici per la produzione di biogas da rifiuti, reflui e residui agricoli, potrebbero sfruttare meglio le possibilità di ridurre le emissioni di metano provenienti dall’allevamento del bestiame. Oltre a questo si possono incrementare i pannelli solari sugli edifici rurali. Il sequestro del carbonio nei suoli agrari può offrire agli agricoltori una nuova fonte di reddito e aiutare a decarbonizzare la filiera alimentare. Il 20% circa degli alimenti prodotti va sprecato e la bioeconomia circolare presenta un potenziale largamente non sfruttato, in particolare per le bioraffinerie avanzate che producono, biofertilizzanti, mangimi proteici, bioenergia e sostanze biochimiche.
La strategia europea “Dalla fattoria alla tavola” è il piano decennale messo a punto dalla Commissione europea per guidare la transizione verso un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente. Per la prima volta l’Unione europea cerca di progettare una politica alimentare che proponga misure e obiettivi che coinvolgono l’intera filiera alimentare, dalla produzione al consumo, passando naturalmente per la distribuzione. L’obiettivo essenziale è rendere i sistemi alimentari europei più sostenibili di quanto lo siano oggi. Ogni Stato membro dell’Ue dovrà seguirla, adottando norme a livello nazionale che consentano di contribuire a raggiungere gli obiettivi stabiliti dell’Ue. I Paesi membri godranno di eventuali misure di sostegno aggiuntive nel corso dell’implementazione della strategia. Pertanto, saranno promossi nuovi “regimi ecologici” con idonei finanziamenti per le pratiche sostenibili, quali l’agricoltura di precisione, l’agroecologia, il sequestro del carbonio nei suoli agrari e l’agro-forestazione. Quest’approccio contribuirà inoltre a raggiungere l’obiettivo di destinare almeno il 25% della superficie agricola dell’UE all’agricoltura biologica entro il 2030, quale parte qualificante del New Deal.
L’industria alimentare, il settore del commercio di alimenti e quello della ristorazione dovrebbero aumentare l’impegno per promuovere scelte alimentari sane e sostenibili, necessarie per ridurre l’impronta ambientale del sistema alimentare. A tal fine la Commissione elaborerà un codice di condotta per pratiche commerciali e di marketing responsabili e intraprenderà azioni volte a potenziare e promuovere modelli di business circolari nei settori della trasformazione alimentare e del commercio al dettaglio.
Gli obiettivi della strategia si sintetizzano in:
- Garantire una produzione alimentare sostenibile;
- Garantire la sicurezza alimentare;
- Favorire una filiera alimentare sostenibile dall’inizio alla fine: dalla lavorazione alla vendita (sia all’ingrosso sia al dettaglio), e anche i servizi accessori, come l’ospitalità e la ristorazione;
- Promuovere il consumo di cibi sostenibili e sostenere la transizione verso abitudini alimentari sane;
- Ridurre gli sprechi alimentari;
- Combattere le frodi alimentari lungo la filiera.
La strategia non è rigidamente vincolante. Tuttavia i Paesi membri, nel momento in cui implementeranno norme e leggi o quando dovranno allinearsi a politiche comunitarie già esistenti (come la Politica Agricola Comune), saranno vincolati a rispettare gli obiettivi stabiliti dalla Commissione.
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