Mondo
Agenda 2030, best practice e progetti sostenibili per gli agronomi del futuro
Il paesaggio è per sua natura produttivo ed in evoluzione, e le comunità che ne fanno parte sono il fondamento dell'identità territoriale ma anche di genere e di prodotto. Un esempio è Pandolea, associazione di donne dell’olio impegnata nella salvaguardia del paesaggio olivicolo e della biodiversità
09 luglio 2020 | Marcella Cipriani
Si è tenuta il 2 luglio scorso la Conferenza Internazionale di presentazione del Piano dell’Associazione mondiale degli Agronomi (WAA) per l’attuazione di AGENDA 2030, organizzata dal Presidente WAA Andrea Sisti. L’evento, su piattaforma livestorm, ha contato 1290 partecipanti di cui il 26% di lingua spagnola, il 18% di lingua inglese e il 56% di lingua italiana, 28 Paesi aderenti, 12 tavoli di lavoro, 101 relatori di altissimo livello, un confronto internazionale sui temi di Agenda 2030 che apre la strada ad un nuovo modo di condividere best practice e progetti sostenibili e che proietta gli agronomi di tutto il mondo in un futuro immaginato già dalla Fattoria Globale 2.0 in EXPO 2015.
Il CONAF ha seguito i lavori assegnati alla rappresentanza italiana predisponendo i tre tavoli della Focus Area E Sviluppo ed identità locale - AZIONE 5 Pianificazione e progettazione dei Paesaggi identitari.
Ho avuto il piacere di coordinare il tavolo sull’obiettivo 11 di agenda 2030 sulle “città e comunità sostenibili” con ospiti di grande rilievo.
Con Marco Bussone, presidente UNCEM (Unione dei Comuni e comunità Enti Montani), Fabio Renzi, segretario generale di Symbola, fondazione per le qualità italiane e Stefano Cianciotta, presidente dell’osservatorio nazionale delle infrastrutture di Confassociazioni si è dibattuto sulle prospettive di un nuovo modo di abitare il paese dopo il COVID 19, sul neo-popolamento del territorio attraverso livelli adeguati di accessibilità e connettività; perché l’economia delle zone interne non sia solo il turismo, ma una economia basata su una nuova fase di valorizzazione del territorio rurale attraverso infrastrutture digitali ma soprattutto infrastrutture materiali che forniscono servizi essenziali (ospedali e scuole).
Con Mauro Agnoletti, Presidente del Comitato Scientifico del programma mondiale della FAO sulla conservazione dei paesaggi agrari (GIAHS) e Massimo Bastiani, coordinatore del tavolo nazionale dei contratti di fiume si è condiviso il valore del paesaggio e dell’acqua.
Il paesaggio è per sua natura produttivo ed in evoluzione, e le comunità che ne fanno parte sono il fondamento di quella identità territoriale, fatto da un sistema di relazioni ed interconnessioni uniche e irripetibili e per questo non riproducibili e che lasciano all’Italia un grande margine di competitività, derivante dalla qualità del prodotto abbinata alla qualità del paesaggio.
L’acqua non ha soltanto un valore economico, ma è anche un bene che produce un determinato tipo di paesaggio; e l’acqua non è solo fonte di sussistenza primaria, ma può anche intervenire in maniera negativa se non viene governata adeguatamente nella gestione del rischio idrogeologico. I contratti di fiume nascono appunto per risolvere i conflitti generati dalla gestione dell’acqua e sono determinanti per la pianificazione partecipata di sistemi così complessi.
La salvaguardia dei paesaggi rurali storici e la gestione dei territori dovrebbe opportunamente tradursi in strumenti finanziari di incentivazione nella politica agricola comunitaria.
Ma le comunità non sono solo quelle legate ad un determinato territorio; esistono anche le comunità di genere e di prodotto come quella di Pandolea, associazione di donne dell’olio impegnata fin dalla sua costituzione, nel 2003, nella salvaguardia del paesaggio olivicolo e della biodiversità, oltre che nella educazione dei bimbi alla qualità del prodotto e alla sostenibilità.
Loriana Abbruzzetti, Presidente Pandolea, ha annunciato la costituzione della Rete delle donne del mediterraneo, una comunità che si diffonde e che si espande in tutta l’area di origine della coltura:
I progetti di educazione alimentare di Pandolea vengono riproposti anche in altri paesi come la Giordania, la Grecia e la Tunisia.
Nehaya Muhaisin, responsabile olio del Ministero Agricoltura della Giordania, Sonda Laroussi, esperta nel settore olivicolo tunisino e Irini Kokolaki, esperta in promozione dell’olio extravergine di oliva in Grecia portano le esperienze dei progetti di Pandolea nei loro rispettivi paesi, e in maniera comune evidenziano l’esistenza di una nuova generazione di imprenditori olivicoli costituita da giovani donne che si formano e studiano per assumerne maggiori competenze nel settore; e tutte evidenziano l’importanza di educare le nuove generazioni al rapporto del prodotto olio extravergine di oliva con il proprio territorio e con la relativa comunità.
I dottori agronomi e dottori forestali, così come si erano già impegnati con la Carta di Matera per l’obiettivo 11 di agenda 2030 nella loro azione di progettazione si preoccuperanno della conservazione del capitale naturale e culturale del Paese, del recupero produttivo di aree abbandonate e della riconnessione delle aree sensibili come i bacini idrografici attraverso forme di pianificazione partecipata quali i Contratti di Fiume e i contratti territoriali in generale.
L’impegno dei dottori agronomi e dottori forestali inoltre procede con l’acquisizione di una adeguata preparazione sulla valutazione dei servizi ecosistemici, attraverso la implementazione delle capacità estimative e la formazione sulle innovative metodologie di stima.
Ed il CONAF si impegna a sostenere processi virtuosi per rilanciare, nel quadro di una nuova pianificazione territoriale per il governo dei beni comuni del paese, le attività di qualificazione delle politiche ambientali e paesaggistiche in ambito nazionale ma anche internazionale.
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