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Resteranno alte le giacenze di olio d'oliva nell'Unione europea

La Commissione europea stima scorte appena superiori alle 600 mila tonnellate. Il futuro dei prezzi all'ingrosso dipenderà dai consumi e dalla prossima produzione iberica

22 giugno 2020 | T N

La Direzione Generale dell'Agricoltura e dello Sviluppo Rurale dell'Unione Europea stima che le scorte scenderanno a 603.113 tonnellate entro la fine dell'attuale campagna, con un calo del 23% rispetto all'anno scorso.

Le scorte di olio d'oliva dell'UE rimangono più elevate in Spagna, dove si prevede che rimarranno 505.700 tonnellate alla fine dell'annata. Le scorte finali in Italia sono stimate a 55.000 tonnellate, mentre la Grecia dovrebbe avere 40.800 tonnellate di olio d'oliva avanzato.

Si tratta di stime prudenti che tengono conto di un dinamismo del mercato post Covid-19 e che quindi potrebbero essere ritoccate al rialzo.

Gli analisti ritengono che un tale ammontare di stock possa influenzare il mercato e i prezzi solo in presenza di una buona campagna olearia in tutti i principali Paesi produttori.

La Spagna dovrebbe sicuramente riprendersi, dopo le 1,1 milioni di tonnellate del 2019/20, mentre le prime previsioni in Italia danno un arretramento rispetto alle 365 mila tonnellate dello scorso anno, stessa tendenza anche in Grecia.

Il futuro delle quotazioni, quindi, dipenderà soprattutto dalla produzione spagnola che le prime proiezioni stimano già sui livelli di due anni fa, a 1,8 milioni di tonnellate o più. Se così fosse, con consumi che dovrebbero scendere rispetto ai 1,37 milioni di tonnellate attuali, vi potrebbero essere nuove tensioni sui mercati, con probabili interventi dell'Unione europea per l'ammasso privato.

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