Mondo

Origine obbligatoria sulle etichette del miele per salvare l'apicoltura europea

Dal 2013, i produttori europei hanno dovuto far fronte a importazioni in continua crescita, soprattutto dalla Cina, a prezzi di 1,24 /kg nel 2019. Nel 2018 i costi medi di produzione nell'Ue erano di 3,90 euro/kg

20 febbraio 2020 | C. S.

L'Europa introduca l'etichettatura del Paese di origine sulle miscele di miele, come chiesto dalla maggioranza degli Stati membri al Consiglio agricoltura dello scorso 27 gennaio. Ma garantisca anche che tutti i mieli importati dai Paesi terzi siano conformi alla definizione europea di miele, soprattutto quelli di origine cinese. Sono alcuni degli elementi del piano d'azione d'emergenza chiesti dalle Organizzazioni cooperative e agricole dell'Ue (Copa e Cogeca) "per consentire a più di 650mila apicoltori europei di rialzare la testa dopo un 2019 in cui hanno dovuto battersi contro una situazione di mercato critica".

A rischio c'è la sostenibilità economica delle loro aziende, il grado di autosufficienza del prodotto nel mercato interno e l'esistenza di oltre 10 milioni di alveari nell'Ue. Insomma - sostengono Copa e Cogeca - "una minaccia che va ben oltre alle sfide della nostra filiera considerando il servizio di impollinazione reso dall'apicoltura" per l'agricoltura, l'orticoltura e per la biodiversità in Europa. Il problema non è solo legato alla congiuntura economica.

In effetti, spiegano gli esperti, "dal 2013, i produttori europei hanno dovuto far fronte a importazioni in continua crescita, soprattutto dalla Cina, a prezzi bassi (in media 1,24 /kg nel 2019) ai quali i nostri produttori non possono allinearsi. Nel 2018 i costi medi di produzione nell'Ue erano di 3,90 euro/kg. Questa differenza di prezzo - sottolineano - può essere spiegata solo dall'aggiunta di grandi quantità di sciroppo di zucchero, più economico alla produzione e difficile da rilevare con i controlli effettuati alle frontiere, nonché dalla definizione e dal metodo di produzione del miele in Cina, non conformi alle norme Ue".

Potrebbero interessarti

Mondo

Il piano d'azione della Commissione europea: perdite per 500 milioni di giorno nella UE

AccelerateEU è il pacchetto di strumenti della Commissione per fornire un aiuto immediato alle famiglie e alle industrie europee. L'UE ha speso altri 24 miliardi di euro per le importazioni di energia a causa dell'aumento dei prezzi

30 aprile 2026 | 09:45

Mondo

In Spagna le vendite di olio extravergine di oliva faticano

Mercato in stabilizzazione nella campagna 2025/26. Nel primo trimestre volumi quasi invariati e segnali di equilibrio dopo anni di forte volatilità. Le uscite complessive di oli d’oliva si attestano a 143,60 milioni di litri. Cresce solo l’olio vergine

30 aprile 2026 | 09:00

Mondo

Dcoop ha venduto 112 mila tonnellate di olio di oliva nel 2025

Il fatturato del settore oleicolo ha sfiorato i 500 milioni di euro. I principali mercati di destinazione restano Italia e Stati Uniti, confermando una forte dipendenza da grandi acquirenti internazionali, soprattutto nel segmento del prodotto sfuso

28 aprile 2026 | 10:00

Mondo

Cambiamenti climatico e caldo estremo: l'agricoltura mondiale sotto pressione

Ondate di calore sempre più frequenti e intense minacciano raccolti, allevamenti e lavoratori agricoli. Oltre un miliardo di persone esposte, mentre i sistemi agroalimentari diventano sempre più vulnerabili

27 aprile 2026 | 16:00

Mondo

Soil O-Live: il suolo al centro del futuro dell’olio d’oliva

Dalla valorizzazione dei sottoprodotti alle nuove tecnologie in campo, il progetto europeo coordinato dall’Università di Jaén punta a migliorare la resilienza degli oliveti e la qualità dell’olio extravergine

27 aprile 2026 | 10:00

Mondo

Sottoprodotti dell’industria olearia come materiale di costruzione

Il progetto INGEMATS dimostra la fattibilità di una produzione edilizia sostenibile senza combustibili fossili, trasformando scarti industriali e agricoli, come la sansa d'oliva, in risorse ad alto valore tecnologico

26 aprile 2026 | 12:00