Mondo

Gli oliveti tradizionali sono  l'ossatura fondamentale per la produzione d'olio d'oliva

Gli oliveti tradizionali sono il 71% del totale e hanno prodotto, in questa campagna olearia, il 62% dell'olio di oliva mondiale. Meno importante dell'immaginato il divario tra sistemi colturali; dei vecchi impianti non si può fare a meno

05 luglio 2019 | T N

L'oliveto tradizionale genera il 62% dell'olio d'oliva totale del pianeta, mentre nel caso dell'oliveto moderno (intensivo e in siepe) è il 38%, secondo le conclusioni di uno studio internazionale condotto da Juan Vilar Strategic Consultants per un consorzio economico internazionale con interessi nell'attività oleicola.

Questo studio precisa che attualmente l'olivicoltura è presente in 64 paesi nei cinque continenti, mentre i suoi prodotti (olio d'oliva e olive da tavola) sono consumati in 194 paesi.

La superficie totale dedicata all'olivicoltura, che negli ultimi due decenni ha conosciuto un'espansione di 2 milioni di ettari, è di 11,7 milioni di ettari, di cui il 34% è coltivato in asciutta e il 66% su terreni irrigati.

Lo studio precisa inoltre che l'oliveto tradizionale rappresenta il 71% della superficie totale, quello intensivo il 23%, e il 6% corrisponde alla coltura superintensiva, fornendo campagne con produzioni che oscillano tra i 17 e i 20 milioni di tonnellate, destinando il 13% per le olive da tavola e l'87% per la lavorazione dell'olio d'oliva.

Per quanto riguarda i dati internazionali per l'olio d'oliva e per la campagna 2017/18, il rapporto indica che sono state ottenute 17,9 milioni di tonnellate di olive, con una resa media del 18,55%.

Quasi 8,3 milioni di ettari di oliveti tradizionali hanno prodotto poco più di 2 milioni di tonnellate di olio, pari al 62% dell'offerta totale di olio per lo stesso periodo di tempo.

Per quanto riguarda l'oliveto moderno (intensivo superintensivo, i suoi quasi 3,4 milioni di ettari hanno generato poco più di 1,25 milioni di tonnellate di olio, ovvero il 38% dell'olio mondiale in quella stagione.

Potrebbero interessarti

Mondo

Le importazioni di olio d’oliva negli Stati Uniti crescono, ma i dazi iniziano a frenare il mercato

Spagna, Italia, Tunisia e Turchia continuano a essere i principali fornitori di olio d’oliva per gli Stati Uniti. Complessivamente, questi quattro paesi rappresentano l’88,6% del totale delle importazioni

11 marzo 2026 | 13:00

Mondo

L’UE lancia TraceMap: l’intelligenza artificiale per scoprire frodi alimentari e prodotti contaminati

Il nuovo strumento digitale punta a innovare il modo in cui vengono individuati e gestiti i rischi lungo la filiera agroalimentare. Attraverso sistemi avanzati di analisi dei dati, TraceMap consentirà alle autorità nazionali di accedere più rapidamente alle informazioni critiche

11 marzo 2026 | 10:00

Mondo

A Jaén formazione tecnica per affrontare le sfide dell’olivicoltura tra cambiamento climatico e nuove norme

Uno dei principali blocchi tecnici del programma è stato dedicato alla gestione dell’irrigazione e alla nutrizione intelligente dell’olivo. Le sessioni hanno analizzato strategie per ottimizzare l’uso dell’acqua e migliorare la fertilizzazione di precisione in un contesto di crescente scarsità idrica

10 marzo 2026 | 12:00

Mondo

Embargo USA sull’olio spagnolo, cresce l’allarme

Le preoccupazioni espresse dalle cooperative spagnole si fondano su dati molto concreti. Nella campagna olearia 2024-2025 gli Stati Uniti hanno rappresentato il secondo mercato di destinazione per l’olio d’oliva spagnolo, con un valore di esportazioni vicino agli 800 milioni di euro

09 marzo 2026 | 16:00

Mondo

Record produttivo per la campagna olearia in Brasile

Dopo due annate consecutive segnate da forti perdite a causa dell’eccesso di piogge nel 2024 e nel 2025, le condizioni climatiche di quest’anno hanno favorito lo sviluppo della produzione, oltre i 640.000 litri registrato nel 2023

09 marzo 2026 | 12:00

Mondo

Gli aggiornamenti su Xylella fastidiosa su olivo

Esistono diverse lacune conoscitive, quali la limitatezza degli studi su scala reale, cioè sui terreni agricoli, la variabilità nella progettazione sperimentale e la scarsità di dati sugli effetti dei trattamenti sulla trasmissione dei patogeni

08 marzo 2026 | 10:00