Mondo
I panel sono troppo buoni o troppo conniventi nel giudicare l'olio vergine di oliva?
Il secondo canale televisivo tedesco, ZDF, e la International Olive Foundation hanno messo sulla graticola diversi gruppi di assaggio. Troppe interdipendenze opache per tutelare davvero il consumatore
28 giugno 2019 | Silvan Brun
Nell'ambito di un documentario di 45 minuti sulla contraffazione alimentare, che è stato mostrato su ZDFinfo il 21 giugno 2019, disponibile su ZDF Mediathek fino al 20 giugno 2020, la Seconda Televisione Tedesca (ZDF) ha riferito anche sul problema dell'olio di oliva, che è sempre stato considerato uno dei cibi più contraffatti al mondo.
Nel 2016, l'autorità antifrode italiana ha inflitto a Lidl Italia una multa di 550.000 euro per aver immesso sul mercato un olio di oliva di scarsa qualità, dichiarato extra vergine, sanzione che è stata successivamente revocata a seguito del ricorso di Lidl al Tribunale Amministrativo del Lazio. Sebbene il tribunale romano abbia anche confermato che la Lidl aveva venduto olio di oliva inferiore come extra vergine, la Lidl Italia doveva essere esonerata dall'intenzione di ingannare i consumatori, in quanto l'azienda aveva adempiuto al suo dovere di diligenza inviando l'olio di oliva in questione al panel per una valutazione sensoriale, dove è stato confermato come extra vergine dalla commissione di degustazione professionale.
Un panel può prendere una decisione così palesemente sbagliata? ZDF voleva sapere quanto fossero effettivamente affidabili i controlli UE sull'olio d'oliva.
A tal fine ZDF, con il mio aiuto (su mandato dell'IOF - International Olive Foundation), ha prodotto una miscela di oli di oliva da oli lampanti non commestibili e non destinati al consumo (24%), con oli di oliva vergini con difetti sensoriali (40%) e con oli extra vergini di oliva impeccabili (36%) e ha dichiarato la miscela finita come "olio extra vergine di oliva", ponendola poi all'attenzione di vari comitati riconosciuti, in Italia e Germania.
Il fatto che 7 panel su 8 hanno valutato l'olio extra vergine d'oliva come "olio extravergine d'oliva" non è altro che la brutta verità. Il risultato era atteso e quindi non mi ha sorpreso.
In assenza di prove scritte, la televisione pubblica non può affermare che i panel funzionano con poco zelo o sono addirittura dipendenti dai loro clienti dell'industria e del commercio. Questo è il motivo per cui ZDF solleva la questione: in che misura i panel dell'olio d'oliva in Italia e in Germania (e in generale) valutano in maniera realmente indipendente l'olio d'oliva sottoposto al loro giudizio?
Ovviamente, e questo è il mio personale punto di vista e la mia valutazione delle cose, i panel, così come esistono oggi, non sono in grado di proteggere sufficientemente i consumatori da attività fraudolente e commerciali e industriali. Forse perche' non possono, o perche' non vogliono farlo. Il caso Lidl Italia è solo un esempio. Altri potrebbero essere elencati.
L'acquisto dell'olio d'oliva al supermercato o in un discount spesso comporta il rischio di essere ingannati; di acquistare merce che non si vuole veramente; di cospargere l'insalata con un olio d'oliva che la rende quasi immangiabile ma obbligatoria. Il fatto che l'olio d'oliva sia uno degli alimenti più contraffatti del presente non ha a che fare solo con frantoi senza scrupoli, con cattivi raccolti, olive marce e frantoi poco lavorati; no, la cosa è molto più complicata, consiste in numerose interdipendenze opache e reti di politica ed economia. Per poterlo combattere, i consumatori hanno bisogno di una nuova ampia consapevolezza. Sono necessari consumatori che chiedono e promuovono la qualità e sanno anche giudicare la qualità; capiscono quanto costa una bottiglia di buon olio d'oliva.
Potrebbero interessarti
Mondo
The World's 50 Best Vineyards 2026, Santiago del Cile ospiterà la cerimonia di premiazione
Per la prima volta i prestigiosi riconoscimenti dedicati all'enoturismo mondiale approdano in Cile. La capitale, porta d'accesso alla Valle del Maipo, sarà il palcoscenico dell'edizione 2026 durante la settimana del 16 novembre
18 agosto 2026 | 16:00
Mondo
L’export di olio di oliva confezionato tunisino accelera: nel mirino Cina, Brasile e Russia
Nei primi sei mesi del 2026 le esportazioni di olio d’oliva confezionato della Tunisia sono cresciute del 57%, raggiungendo circa 41 mila tonnellate. Ricavi a 666 milioni di dinari. Il Paese amplia la presenza internazionale e punta su nuovi mercati e sulla promozione diretta ai consumatori
17 agosto 2026 | 12:00
Mondo
Export greco di olio d’oliva in caduta: -18,5% nel primo semestre
Le vendite all’estero scendono a 455,6 milioni di dollari. A giugno il calo raggiunge il 21,6%, mentre l’export complessivo della Grecia cresce del 26,3%. Per gli operatori è il segnale di una crisi che potrebbe avere natura strutturale
16 agosto 2026 | 10:00
Mondo
Olio d’oliva, l’Andalusia esporta oltre 1,4 miliardi di euro nei primi cinque mesi del 2026
Il valore delle esportazioni di olio d’oliva ha registrato una flessione del 10,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. La contrazione è riconducibile principalmente alla riduzione dei prezzi dell’olio d’oliva
12 agosto 2026 | 11:00
Mondo
Le frodi dell'olio in Brasile: oli vergini e lampanti venduti come extravergini
Analisi del Ministero dell’Agricoltura brasiliano hanno classificato come vergini alcuni oli commercializzati come extravergini. Altri prodotti sono risultati lampanti, categoria non idonea al consumo diretto. La Procura di San Paolo chiede ora controlli più stringenti sulle importazioni
11 agosto 2026 | 09:00
Mondo
Agricoltura 4.0, l'Europa è spaccata in due: connessa sì, intelligente ancora no
Non basta avere Internet nei campi per fare agricoltura di precisione. Mentre Danimarca e Germania sfiorano il 100% di connettività, solo il 18% delle aziende usa tecnologie avanzate. Ma quelle poche gestiscono già quasi la metà della superficie agricola europea
06 agosto 2026 | 11:00
Commenta la notizia
Per commentare gli articoli è necessario essere registrati
Accedi o Registrati