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Stop al falso olio d'oliva italiano negli Usa grazie a una class action
Deoleo patteggia una sanzione da sette milioni di euro, accettando di mettere al bando la dicitura "imported from Italiy" dai marchi Bertolli e Carapelli. Stringenti condizioni anche per termine di conservazione e indicazione dell'annata di raccolta
20 aprile 2018 | T N
Una class action negli Stati Uniti sta stravolgendo il mercato dell'olio extra vergine d'oliva, portandolo verso chiarezza e trasparenza.
Deoleo, proprietaria dei marchi Bertolli e Carapelli, ha deciso di chiudere la vertenza Koller v. Med Foods, Inc., No. 14-2400 con un patteggiamento il 3 aprile scorso.
Diverse le contenstazioni mosse dai querelanti.
Il dato più importante riguardava l'origine, essendo sulle bottiglie indicato "imported from Italy",che poteva far pensare che l'olio contenuto fosse italiano quando invece si trattava di un blend composto di oli italiani, greci, tunisini e australiani.
Alla Deoleo veniva poi contestato che l'olio non fosse integralmente extra vergine, accusa di fatto decaduta, ma ci fosse anche olio raffinato.
Infine che la bottiglia utilizzata, in vetro chiaro, non fosse adatta per prevenire la degradazione causata dalla luce e dal calore.
Nel patteggiamento, oltre a un risarcimento da 7 milioni di dollari, Deoleo ha accetato di bandire dai marchi Carapelli e Bertolli la scritta "imported from Italy" e di imbottigliare il proprio prodotto in in bottiglie verde scuro per prevenire la degradazione causata dalla luce, accorciando il termine minimo di conservazione e indicando la data del raccolto.
Sarebbe bello che analoghe prescrizioni fossero adottate anche in Italia.
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