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Perchè deve far notizia un olio extra vergine di oliva da centomila lire al litro

C'è l'olio, "simil" extra vergine, che la Grande Distribuzione sta proponendo a 3-4 euro e poi c'è il vero extra vergine artigianale che ha bisogno di altri palcoscenici per esprimere la propria personalità

06 aprile 2018 | Fausto Borella

La scorsa settimana sono entrato in un’enoteca della mia amata Lucca e le cinque referenze di olio Dop Lucca che erano sullo scaffale costavano dai 22 ai 26 € per bottiglia da 50 cl. Per far suonare la cosa molto più rumorosa si potrebbe tradurre in centomila lire al litro! E’ tanto? O è giusto? Non sta a me sentenziare sul prezzo, anzi, trovo che quando l’olio è di eccellenza come nel caso delle cinque aziende locali che conosco bene, non solo è giustificato ma è tutto sudore ripagato. Il problema si ritrova quando l’olio non è perfetto e chi lo produce lo immette lo stesso sul mercato a un prezzo più alto di quello che si merita. Esiste poi una terza posizione in questo segmento un po’ ballerino; l’azienda che da anni non sbaglia un colpo che continua a sotto stimare il suo prodotto a livello economico, per paura di non venderlo. Allora che fare?

Da anni punto fortemente sulla cultura dell’olio nelle località estive che si possono permettere di far conoscere la cultura dell’olio di eccellenza, senza aver paura di spendere decine di euro per 3 o 4 bottiglie di ottimo olio monocultivar o Dop, o Igp o biologico. Dopo, Lucca e Forte dei Marmi, continueremo questa avventura in Sardegna a Chia e nell’Isola d’Elba, convinti che un pubblico pronto a spendere, sia anche più sensibile ad assaggiare prima e ad acquistare dopo l’ottimo prodotto.

Ma c’è un’altra sfida che mi è sempre piaciuta affrontare in questi anni; esportare la nostra cultura dell’olio proprio in quelle zone dove tutto ebbe inizio migliaia di anni fa: la Persia e i territori limitrofi. In occasione del Gran Premio di Formula 1 a Baku in Azerbaijan con la mia Accademia Maestrod’olio porterò una selezione di aziende italiane nei ristoranti e nei luoghi di prestigio per dei seminari e degustazioni a popoli che ben poco sanno dell’olio artigianale di qualità, ma che, una volta compresa la differenza e scoperto l’incredibile piacevolezza del sentore vegetale di carciofo del Moraiolo o l’ammaliante sensazione amaricante della Coratina, saranno ben contenti di spendere cifre importanti per un olio salubre e perfetto per ogni tipo di abbinamento con i piatti della cucina persiana.

In un mercato nazionale, dove quasi tutte le Gdo proprio in queste settimane, stanno cercando di fare fuori le proprie scorte di oli “simil” extravergine a 3 o 4 euro al litro, portare i grandi oli ai turisti curiosi di scoprire i veri aromi, o alle popolazione ricche del vicino oriente, forse diventa una chiave di volta per dare speranze ai bravi e giudiziosi produttori, che sperano ogni anno, di finire le loro scorte di olio, sia per soddisfazione personale, sia per una giusta e meritata remunerazione.

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