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Ora la Spagna cerca di salvare i propri oliveti storici

Nasce un'associazione a tutela degli olivi millenari di Sénia, patrimonio da tutelare per i figli e i nipoti, senza dimenticare che possono generare reddito già oggi, in una logica di filiera integrata che coniughi turismo e agricoltura

25 maggio 2017 | T N

In un “fazzoletto” di terra di 2000 chilometri quadrati tra Valencia, la Catalogna e la provincia di Aragona vi sono quasi 5000 piante di olivo millenarie, con una circonferenza del tronco di almeno 3,5 metri misurata a 1,3 metri di altezza da terra.

Sono situate nei pressi dell'antica via augusta romana a Ulldecona (Tarragona) e Canet lo Roig, La Jana e Traiguera (Castellón).

Si tratta di olivi della varietà Farga, tipica cultivar locale. Già due secoli fa, si è smesso di coltivare questa varietà poiché meno produttiva e, fino a pochi anni fa, molti di questi alberi sono stati sradicati per essere venduti come ornamenti di ville e parchi. Nel frattempo le nuove olivete sono state costituite a base delle varietà iberiche più conosciute, quindi soprattutto Picual e Arbequina.

Oggi però un gruppo di dieci aziende, frantoi e cooperative si sono accorti che rischiano di perdere un patrimonio colturale e culturale enorme e hanno deciso di costituire un'associazione per tutelare queste piante e la storicità di questi luoghi.

Nel frattempo la provincia di Valencia ha impedito lo sradicamento di olivi con un diametro superiore a 6 metri misurati a 1,3 metri da terra, caratteristiche possedute da circa 3000 olivi nell'area di Senia.

La volontà dell'associazione non è solo quella di valorizzare, genericamente, questo patrimonio ma hanno varato un vero e proprio progetto economico che integri l'olivicoltura e il turismo.

Si parte dalle olive e dall'olio di questi olivi millenari che le dieci aziende associate si sono impegnate ad acquistare al doppio rispetto al valore di mercato ordinario delle olive e dell'olio locale.

Un progetto che ha visto la nascita di due musei sugli olivi millenari dell'area e una stretta sinergia con la ristorazione. Molti ristoranti stanno offrendo l'olio degli olivi millenari nelle loro carte, dedicandovi anche qualche piatto. Sono tre, infine, gli chef stellati Micheil che hanno scelto di utilizzare e valorizzare quest'olio: Les Moles (Ulldecona), L'Antic Moli (Ulldecona) e Raúl Resino (Benicarló).

L'Italia può vantare, a partire dal Salento, molti territori con olivi millenari ma, al momento, la volontà di tutelare questi patrimoni, valorizzandoli attraverso veri e propri progetti economici, sembra appannaggio solo di qualche imprenditore isolato.

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