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Crollano le vendite iberiche di olio di oliva vergine
Il rialzo dei prezzi impatta sui volumi venduti ma a risentire è soprattutto l'olio vergine di oliva. Cali a due cifre per tutte le categorie di oli d'oliva mentre la commercializzazione di extra vergine tiene e anzi si riprende a marzo
25 aprile 2017 | T N
E' l'olio extra vergine di oliva a salvare i conti delle industrie olearie iberiche, almeno stando ai dati diffusi dall'Anierac (Asociación Nacional de Industriales Envasadores y Refinadores de Aceites Comestibles).
Le vendite della categoria vergine nei primi sei mesi della stagione 2016/17 sono state pari a 20 milioni di litri, con un calo del 14,32%; mentre el'xtra vergine è sceso del 3,8% a 52,6 milioni di litri.
Forte calo anche per l'olio d'oliva. Per quanto riguarda i dati di vendita dell'olio d'oliva delicato si sono attestati a 55 milioni di litri (-21,32%), mentre le vendite di olio di oliva intenso sono scese del 10,74% a 27,4 milioni di litri.
A incidere sulla commercializzazione degli oli di oliva certamente le quotazioni, di nuovo in rialzo quest'anno dopo essere tornate su livelli più ordinari l'anno passato.
Dai dati Anierac si rileva anche l'obiettiva irrilevanza, ormai, del mercato dell'olio di sansa di oliva, fermo a 1,6 milioni di litri nei primi sei mesi.
Se guardiamo al solo trend del mese di marzo, notiamo il continuo crollo del vergine: 2,9 milioni di litri (-34% rispetto a marzo 2016) a fronte della controtendenza dell'extra vergine: 9,1 milioni di litri (+5,5% rispetto a marzo 2016).
Continua anche il pesante trend negativo per gli oli di oliva, con il leggero a 9,9 milioni di litri (-28,6%) e l'intenso a 4,9 milioni di litri (-15,7%).
Le categorie di oli di oliva inferiori, quindi, hanno maggiormente risentito dell'effetto competitivo con altri oli vegetali, a fronte del rincaro dei prezzi, mentre l'extra vergine conferma un consumo stabile, di clientela ormai fidelizzata.
Come percentuale delle vendite da gennaio a marzo, l'olio extra vergine ha rappresentato il 47,27% rispetto al 44,39% dello stesso periodo del 2016. L'olio d'oliva delicato, nel frattempo, ha rappresentato 35.24% contro il 39.16% di un anno prima; mentre l'olio di oliva intenso è passata dal 16,45% al ââ17,49%.
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