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Consumi mondiali di olio d'oliva stabili

Il COI diffonde i dati sui consumi di olio di oliva nel 2015/16 e le stime per la campagna olearia appena iniziata. Gli aumenti più significativi nei paesi del nord Africa. Brutte notizie, invece, da Brasile e Giappone

02 dicembre 2016 | T N

Il Consiglio oleicolo internazionale ha stimato in 2,95 milioni di tonnellate i consumi mondiali di olio d'oliva nella campagna 2015/16 appena conclusa, con un aumento dell'1% rispetto alla scorsa annata.

E nella prossima cosa ci aspetta? Secondo il COI i consumi si fermeranno poco sopra i 2,9 milioni di tonnellate, con un calo dell'1% rispetto al 2015/16.

Sostanzialmente, quindi, in queste due annate i consumi mondiali di olio d'oliva rimarranno stabili.

Una stabilità nei volumi totali, però, non significa che le dinamiche siano altrettanto stabili nei singoli paesi.

Nel 2015/16 i consumi all'interno dell'Unione europea sono stati pari a 1,618 milioni di tonnellate, con un piccolo incremento +1% (pari a 14 mila tonnellate) rispetto all'annata precendente. In Europa, a fronte degli incrementi di consumi in Grecia (+8%), Spagna e Italia (+2% in entrambi i casi), si è assistito a una diminuzione del 4% in Francia. Gli aumenti più considerevoli dei consumi, in percentuale + 20%, si sono avuti in Croazia, Slovenia e Cipro.

Fuori dai confini europei e nei paesi aderenti al COI i consumi hanno avuto un'impennata ben maggiore, +7%. Gli incrementi maggiori si sono registrati nei paesi del nord Africa come Algeria (+25%), Egitto (+20%), Tunisia (+17%) e Libia (+16%). Buone anche le performance di crescita in Medio Oriente con un +33% per l'Iran, il +11% del Libano e il +4% della Giordania.

Decrescite dei consumi, invece, sono stati registrati in Albania (-4%), Israele (-3%) e Turchia (-1%).

Tra i paesi non aderenti al COI i maggiori incrementi dei consumi sono stati registrati in Cina (+16%), Canada (+9%), Stati Uniti e Australia (+5% ciascuno) e Russia (+3%).
Brutte notizie invece dal Giappone (-8%) e soprattutto dal Brasile (-25%). E' però atteso un ritorno in positivo dei consumi in Giappone vista la campagna promozionale avviata dal COIO qualche mese fa.

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